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Taylor Swift ha il delirio di onnipotenza? Analisi della popstar più potente della storia

Definirla la popstar “più famosa” è ormai riduttivo: Taylor Swift è diventata un’anomalia statistica. Al momento (febbraio 2026), non è solo in cima alle classifiche, ma ha raggiunto una dimensione che la storia della musica ha visto raramente, paragonabile solo a quella dei Beatles o di Michael Jackson, ma con una differenza fondamentale: lei controlla l’intera macchina economica dietro il suo nome.

Taylor Swift ha trasformato il suo ego in un impero miliardario. È una delle poche artiste che ha il coraggio di dire: “Sì, sono io il problema, sono io quella machiavellica” (come in Anti-Hero).

Ma non è che tutto questo stra-potere l’ha resa una narcisista strategica?

Non è un insulto, ma la descrizione di un meccanismo di sopravvivenza evoluto in un sistema di potere assoluto.

In una parola: successo

Si sa che lei ha saputo vendere le sue storie, il suo sentire, le sue esperienze. Specie i più giovani si sono fin dagli inizi identificati nelle sue canzoni perché è come se dicesse ‘l’ho vissuto e te lo spiego’. Crescendo lei i temi delle sue canzoni si evolvevano parallelamente anche ai suoi fans, ma con le più vecchie che riuscivano ad ancorare a ruota i più giovani.

Una personalità che ha fuso il suo trauma personale con un’ambizione smisurata, creando un sistema dove l’amore, la famiglia e l’amicizia sono subordinati alla conservazione del proprio impero e della propria immagine di perfezione morale.

Probabilmente la giovane Taylor non si sarebbe mai aspettata un tale successo, ma oggi è su un piedistallo ove il mondo e la sua stessa immagine non sono più come agli inizi.

->Il suo ultimo album, The Life of a Showgirl (uscito a ottobre 2025), ha frantumato ogni record precedente,

->In Italia è stato il miglior debutto di sempre per un’artista internazionale, scalzando giganti locali e globali.

->Forbes e Bloomberg stimano il suo patrimonio netto intorno a 1,6 miliardi di dollari. È l’unica musicista al mondo a essere diventata miliardaria esclusivamente tramite la sua musica e i suoi tour, senza fare affidamento su linee di moda o cosmetici (come Rihanna o Beyoncé).

->È stata l’artista più ascoltata al mondo nel 2023, 2024 e 2025, superando regolarmente i 26-29 miliardi di riproduzioni annue.

->Il suo Eras Tour è diventato il tour con i maggiori incassi nella storia della musica, superando il miliardo di dollari e generando un indotto economico superiore a quello di intere nazioni o di eventi come le Olimpiadi (a Parigi e Milano l’impatto economico di Taylor è stato superiore ai grandi eventi sportivi).

->Gli economisti hanno coniato un termine per lei: Swiftonomics. Ogni città toccata dai suoi tour subisce un’impennata del PIL locale. È arrivata a un punto in cui la sua sola presenza a una partita di football (per vedere il fidanzato Travis Kelce) aumenta il valore del brand della NFL di centinaia di milioni di dollari.

A differenza delle popstar del passato, Taylor Swift possiede i suoi “Master” (le registrazioni originali). Dopo che il suo catalogo era stato venduto senza il suo consenso, ha deciso di ri-registrare tutti i suoi vecchi album (le famose Taylor’s Version).

Questa mossa è l’esempio supremo del suo machiavellismo: ha convinto milioni di fan a boicottare le versioni originali (facendo perdere valore a chi le aveva comprate) per ridare il controllo totale a lei.

Ha il potere di influenzare le elezioni americane, spostare i mercati azionari e riscrivere le regole dell’industria discografica.

Cosa significa psicologicamente? Ho fatto qualche ricerca..

Il rischio del “Trono di Ghiaccio”

La gente comune semplicemente afferma ‘certe cose danno alla testa’.

Niente di più vero.

Quando hai così successo, quasi da superero(ina), come cambia il modo in cui vedi te stessa e il mondo?

Quali fenomeni psicologici si celano dietro tutto questo?

E soprattutto, per una valutazione giustificata, quali elementi ci portano a farci un’idea e che non possiamo ignorare?

In Anti-Hero ad esempio, Taylor Swift non sta chiedendo scusa, sta facendo una diagnosi pubblica del suo narcisismo.

Quando dice di essere “machiavellica”, si riferisce proprio a questo: una mente che progetta, manipola e vede le persone come pedine in un gioco di scacchi a lungo termine.

Ciò lo possiamo dedurre dal fatto che lei non è la classica vittima passiva delle sue storie; è una “regista” consapevole, e il suo ego gioca un ruolo centrale.

La scrittura come atto di potere

Scrivere canzoni sui suoi ex non è solo sfogo emotivo, è un esercizio di controllo postumo.

In un rapporto che finisce, chi scrive la storia “vince”. Taylor ha il potere di definire la narrazione pubblica di un uomo (pensa a quello che ha fatto con la reputazione di Jake Gyllenhaal o John Mayer) per decenni.

Questo è un tipo di onnipotenza relazionale: “Puoi lasciarmi, ma io avrò l’ultima parola davanti a milioni di persone”.

Il complesso di “The Archer” e “Mastermind”

Lei stessa ha analizzato questo lato del suo carattere in due brani chiave:

  • In The Archer > Ammette di essere sia il cacciatore che la preda (“I’ve been the archer, I’ve been the prey”). Confessa di allontanare le persone prima che possano ferirla, un meccanismo di difesa che nasce dal bisogno di avere il controllo totale.
  • In Mastermind > Qui l’ego esce allo scoperto. Dice chiaramente che nulla nelle sue relazioni accade per caso: “Checkmate, I couldn’t lose”. Ammette di aver manipolato le situazioni per far cadere l’altro ai suoi piedi. È l’ammissione di un subconscio che vuole orchestrare ogni dinamica.

La sindrome della “Main Character”

L’ego di Taylor si manifesta nella necessità che ogni sua relazione sia epica, degna di un film o di una tragedia greca.

Questo porta a una dinamica di onnipotenza dove l’altro partner spesso diventa un “accessorio” nella narrazione della sua vita.

Se il partner non sta al passo con la sua grandezza (come pare sia successo con Joe Alwyn, che voleva una vita privata e “piccola”), lei lo supera e cerca qualcuno che brilli quanto lei (come Travis Kelce, che non ha paura dei riflettori).

Il significato di “Machiavellica” in Anti-Hero

Nel brano, Taylor canta:

“I should not be left to my own devices / They come with as many weighed down prices and vices / I end up in crisis (tale as old as time).”

Ammette che, se lasciata sola con i suoi pensieri, la sua mente inizia a tramare. Essere “machiavellici” significa mettere il fine sopra i mezzi. Per lei, il “fine” è la sua eredità, la sua immagine e il controllo della sua narrativa. La frase successiva è ancora più cruda:

“Did you hear my covert narcissism I disguise as altruism / Like some kind of congressman?”

Qui confessa di usare la gentilezza o il vittimismo (l’altruismo) come uno schermo per un narcisismo nascosto.

È l’ammissione definitiva di un ego che vuole dominare la scena passando per “la brava ragazza”.

Cambia il modo di guardare i genitori?

Tutto questo strasuccesso, ha cambiato il modo di guardare e trattare i suoi stessi genitori? Naturalmente questo non lo sappiamo, possiamo solo usare ciò come esempio e rifletterci su, sempre usando indizi che lei stessa ci da con i suoi pezzi.

Esempi su alcuni fatti:

  • Il ribaltamento dei ruoli > Per anni, suo padre Scott e sua madre Andrea sono stati i “registi” della sua carriera. Ora che Taylor è diventata un’entità economica più potente di una piccola nazione, il rapporto di forza si è invertito. Lei non è più il loro “prodotto”; loro sono ora parte del suo ecosistema.
  • La superiorità economica e morale > In canzoni come tolerate it, Taylor descrive la frustrazione di chi è troppo intelligente o potente per l’ambiente in cui si trova. Sebbene ufficialmente sia legatissima ai genitori (specialmente alla madre), è inevitabile che una persona con quel livello di onnipotenza percepisca chiunque altro — inclusi i creatori — come “piccoli” rispetto alla sua grandezza attuale.
  • L’Eredità > In Anti-Hero, Taylor immagina persino il suo funerale, dove i suoi figli (o eredi) litigano per i soldi mentre lei li osserva con un misto di sarcasmo e superiorità, quasi a dire che nessuno sarà mai all’altezza di ciò che lei ha costruito.

Il “Complesso di Dio”

C’è una sottile linea che separa il successo dal delirio di onnipotenza.

Taylor Swift ha raggiunto un punto in cui non ha più rivali nel settore.

Quando non hai più nessuno sopra di te, il rischio è di iniziare a guardare tutti — partner, amici, genitori — dall’alto verso il basso, non necessariamente per cattiveria, ma perché la tua realtà è diventata troppo vasta per essere compresa dai “comuni mortali”.

3 possibili tratti

Non stiamo demonizzando nessuno, sia chiaro..

Probabilmente a certi livelli tutti cambiano, volendo o no.

Forse certe tendenze caratteriali rappresentano solo un meccanismo di sopravvivenza evoluto in un sistema di potere assoluto.

Bisogna essere forti, apparire sempre al meglio, stare sempre in allerta senza mai abbassare la guardia.

Poi a questo ‘stress’ inevitabile vi è il TOP che si può dare in pasto al proprio EGO, che fa sentire appagati, unici, migliori (e nel suo caso ad oggi non ha tutti i torti).

Apro una parentesi ridendo dell’Ego che è in tutti noi..

Forse potremmo definire 3 caratteristiche psicologiche che la definiscono, o meglio definiscono la Taylor che è oggi:

1. Il Narcisista Covert (Sottile)

A differenza del narcisista “overt” (esibizionista e sfidante alla Kanye West), Taylor definisce se stessa come una vittima o un’outsider per anni.

È un narcisismo più efficace perché attira empatia mentre esercita controllo.

Usa la vulnerabilità come un’arma: mostrandosi ferita dai genitori, dagli ex o dall’industria, legittima il suo diritto di “distruggerli” nelle canzoni.

2. La Sindrome del Burattinaio (Mastermind)

È una persona che non vive le relazioni, ma le “sceneggia”.

Per lei, un fidanzato o un genitore non è solo un individuo, è un personaggio in un arco narrativo che lei controlla.

Questa è l’onnipotenza di cui parlavamo: la capacità di trasformare la realtà privata in un prodotto globale, decidendo chi è il cattivo e chi è l’eroe.

3. L’Ego Messianico

Taylor è arrivata a un livello di successo (economico e culturale) che altera la percezione della realtà.

Quando milioni di persone (addirittura chiamati i Swifties) pendono da ogni tua parola e ti trattano come una divinità, il confine tra “persona” e “istituzione” sparisce.

In questo stato, guardare i genitori o i partner con superiorità non è un atto conscio di cattiveria, ma una conseguenza logica: lei è diventata il sole attorno a cui tutti gli altri pianeti (inclusi i creatori) devono orbitare per brillare.

E noi?

E noi.. beh, godiamoci pure l’ultimo suo pezzo!

Alla prossima.

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