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Liberarsi dal consumismo

Dalla rivoluzione industriale, la catena di montaggio e la diffusione delle fabbriche contribuirono al boom economico che ci introdussero alla cosiddetta epoca consumistica. Sicuramente meglio della miseria, certo, ma può rappresentare una trappola che ci porta a meditare su come liberarsi dal consumismo.

Cosa sono i beni materiali per noi, semplici oggetti o tasselli della nostra identità?

Il consumismo ha reso alla portata di tutti ciò ciò che occorre per una vita sufficientemente degna.

Ma questa facilità di approvvigionarsi di nuovi prodotti ha alimentato la macchina del marketing per creare opportunità di mercato.

Le pubblicità varie, unite alla riprova sociale e al nostro bisogno di sentirci importanti e accettati, ci hanno reso sensibili al nuovo prodotto, al più bello, al più costoso.

Tanti si identificano con ciò che posseggono, collegando l’immagine di sé stessi con ciò che che portano addosso, hanno a casa, nel garage o in tasca.

Quindi l’orologio costoso al polso che costa quanto un’utilitaria fa sentire speciale e diverso dalla massa a chi può permetterselo..

Così come una macchina di lusso, una casa abnorme, vestiti ultra costosi, diventano cibo per l’Ego.

Il consumismo ci ha resi fragili e vittime.

Se ai tempi dei nostri nonni l’obiettivo della vita era vivere, facendo quadrare i conti e soddisfare ai bisogni (primari) della famiglia, oggi ciò per alcuni può non bastare.

Nessuno vuole essere Robin

Se si ha facilità di accesso a prodotti vari, come per la Fast Fashion, perché accontentarsi del necessario?

Quindi si compra, si spende, buttando ciò che è ancora buono, sperperando il denaro con cose che forse neanche servono, per apparire.

Compriamo cose che non ci servono, con soldi che non abbiamo, per impressionare gente che non ci piace.

Fight Club

Libera scelta?

Potresti dire che questa può essere una tua libera scelta.

Potendoselo permettere, dopotutto chi può vietare ad una persona di spendere i suoi soldi come vuole.

Ma poi personalmente rifletto sul senso di essere un po’ più ricchi degli altri, se poi si sperpera il denaro così.

Forse facendo un veloce bilancio entrate-uscite delle due persone (chi ‘può permetterselo’ e chi no), alla fine chi sarà più solido finanziariamente è proprio chi sembrava ‘più povero’.

Ha guadagnato meno, vero, ma ha gestito i suoi soldi con intelligenza e parsimonia.

Vive con il necessario e senza sprechi ma forse accumula qualcosa a differenza dell’altro.

Certo, generalizzo e non è sempre così, ma spesso tra i più giovani il copione è questo.

Alternativa

Fregarsene.

L’alternativa che tutti noi abbiamo è di liberarsi dai dogmi della società, scrollarsi di dosso le (errate) convinzioni che l’oggetto, qualsiasi sia, aumenti il nostro valore.

La persona saggia, ricca o povera, capisce negli anni che il valore di una persona non si misura dagli oggetti che ha comprato.

Anche a volte una persona apparentemente ricchissima è povera d’animo e d’essere.

Bisogna evolversi, ad un livello che queste ‘regole trappola’ non scritte non ci sfiorino.

Personalmente negli anni ho imparato che si può avere un capo d’abbigliamento di alta qualità, se lo si vuole, anche senza comprare una marca lussuosa.

Basta saper cercare, riconoscere e scegliere.

Certo, bisogna rinunciare al logo blasonato sul petto o nella spalla che tanto piace all’Ego, lo so.

Ma è proprio questo meccanismo di ‘io ho, io valgo’, che non è altro che una bugia della mente, a rendere le aziende del lusso sempre più ricche – hanno trovato un modo di sfilare i soldi a chi può permetterselo.

Così come auto che costano quanto un appartamento o una villa rendono chi li posseggono ‘speciali’, perché hanno potuto rispetto alla maggior parte delle persone (esticazz..).

Non sto a dire che è sbagliato comprarle, ma sicuramente lo è sentirsi inferiore per non poterlo fare, o farne una ragione di vita per sentirsi migliore.

Liberati dal consumismo!

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