Attento alla relazione che hai con te stesso

Che relazione hai con te stesso?

Come reagisci ad un TUO errore?

Voler avere successo nella vita è sicuramente una caratteristica positiva.

Così come lo è avere ambizione e fame di vittoria.

Ma autoflagellarsi ad ogni errore può portarti alla rovina.

Se sei troppo duro con te stesso, quando sbagli, dovresti chiederti perchè.

Cosa si innesca nella tua testa?

Quale è il tuo ragionamento di fondo?

Magari nel tuo subconscio, la parte bambina dentro di te si attiva e associa quel tuo errore a degli eventi passati.

Forse un momento in cui, sbagliando qualcosa, ti sei ritrovato solo.

Hai perso un amico magari, o il tuo amore di quel tempo, o sei stato escluso da un gruppo.

Nel tempo te ne sei fatto una colpa, e lo hai rivisto nella tua mente per anni.

Hai immaginato non sai quante volte a come invece sarebbe dovuta andare.

E quindi adesso, se sbagli, rivedi quell’incubo nel tuo subconscio.

Magari sai già cosa voglio dire.

Analizzi una situazione, non va come avresti voluto, e ti condanni facendotene una colpa.

Ti accusi, ti offendi, entri in guerra con te stesso.

Una parte di te viene umiliata proprio da te!

Ma oggi voglio dirti una cosa ovvia.

Non sempre dipende da te.

Immagina una relazione, non importa di che tipo.

Magari va male e te ne fai una colpa, ma in realtà al massimo dipendeva da te per il 50%!

Considera la volontà, i pregiudizi, i condizionamenti esterni, il passato dell’altra persona.

Magari hai fatto tutto giusto, che ne sai!

Il risultato non è dipeso da te, ma da chissà quale altro fattore.

Sii più buono con te stesso!

Tu e il risultato

L’attenzione eccessiva al risultato è sempre tossica.

L’ossessione verso la ‘buon riuscita’ di un evento, di una situazione, molto probabilmente ti porterà al ‘fallimento’.

Ma aspetta, siamo sicuro che sia veramente un fallimento?

Per fare un esempio, uno dei casi in cui il risultato dipende ‘esclusivamente da te’ è quando provi a fare canestro.

Sei tu, la palla, e il canestro.

Non hai un portiere di fronte che potrebbe pararla, come nel caso di un rigore nel calcio.

E se ti stai allenando, puoi riprovare tutte le volte che vuoi!

Ma immagina di essere ad una finale, dove il tuo canestro potrebbe essere DECISIVO.

Non mancheranno pressione esterna, paura di sbagliare.

Sei tu e il canestro, è vero, ma i vari condizionamenti sono reali.

In quel caso, la mente è tutto.

Tutto cambia a seconda di come TU reagisci alle pressioni esterne, a come sai reggere lo stress, la pressione e di quanta paura tu abbia di sbagliare.

Chi ha una buona relazione con se stesso è capace di ascoltarsi, dare il meglio, e comunque vada, è un successo.

Se il risultato è positivo, bene.

In caso di insuccesso, sarà esperienza!

Meno controllo

ACCETTARE gli eventi, le circostanze, la realtà e il presente così com’è.

E’ questa tutta la filosofia di cui hai bisogno.

Non significa che devi smettere di puntare ai tuoi obiettivi, o che non devi mai raddrizzare il tiro correggendo i tuoi sbagli.

Ma che devi ricordarti di ‘deresponsabilizzarti‘ un pochino.

Non tutto dipende da te.

Le cose non possono andare sempre come vorresti, o come speri.

E anche se fai tutto giusto, non è certo che il risultato sarà quello sperato, non dipende solo da te!

Una buona relazione con te stesso può sicuramente aumentare le probabilità di successo.

Anche il tuo stesso passato potrebbe condizionarti.

E se le tue esperienze pregresse ti hanno condotto ad un insuccesso, sii consapevole che sei un essere umano, sbagliare fa parte della normalità.

Non ne fare un dramma.

Ogni insuccesso è un passo avanti verso il successo, parte indissolubile di esso!

Ogni avversità, ogni fallimento e ogni dolore portano con sé il seme di un vantaggio equivalente o superiore.

Napoleon Hill

Sii più elastico nel dialogo con te stesso.

Ragiona di più usando parole come ‘potrebbe essere‘, ‘vorrei’, ‘mi piacerebbe’.

Sta attento ai ‘DEVO’, ‘DOVEVO’, ‘AVREI DOVUTO’.

E ricorda..

L’ ossessione al risultato è tossica.

A presto

In questo libro che ti consiglio oggi:

incontrerai cenni di Psicologia Analogica, con integrazioni operative di Psicologia Strategica, il tutto, sempre e puntualmente, corredato da note a piè di pagina esplicative o bibliografiche, per aiutarti nel tuo percorso di approfondimento, qualora tu voglia intraprenderlo.

Nella fattispecie il viaggio si dipana tra due aree importanti: inizia con un percorso introspettivo, che aiuti i lettori a capire come e perché spesso sono loro stessi a costruirsi le prorpie trappole emotive, e termina con alcuni suggerimenti operativi sui modi migliori per raggiungere obiettivi concreti o caratteriali.

P.S.


Ti lascio con uno dei monologhi più belli che ho sentito:

goditi potere e bellezza della tua gioventù

non ci pensare

potere e bellezza della tua gioventù li capirai SOLO una volta appassiti

ma credimi

tra vent’anni guarderai quelle tue vecchie foto

e in un modo che non puoi immaginare adesso

quante possibilità avevi di fronte

e che aspetto magnifico avevi

non eri per niente grasso come ti sembrava

non preoccuparti del futuro

oppure preoccupati

ma sapendo che questo ti aiuta quanto masticare un chewingum per risolvere un’equazione algebrica

i veri problemi della vita saranno sicuramente cose che non ti erano mai passate per la mente

di quelle che ti pigliano di sorpresa

alle quattro, di un pigro martedì pomeriggio

fa una cosa ogni giorno che sei spaventato

CANTA

non essere crudele col cuore degli altri

non tollerare la gente che è crudele col tuo

lavati i denti

non perdere tempo con l’invidia

a volte sei in testa

a volte resti indietro

la corsa è lunga

e alla fine è solo con te stesso

..

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