Non è colpa mia, io non c’entro, non potevo fare diversamente.. esempi di conversazioni che tutti noi facciamo, principalmente con noi stessi. Addossiamo la colpa della nostra realtà, delle cose che non ci piacciono o non vorremmo, ad elementi esterni a noi. Ma quando ci guardiamo dentro con sincerità ci rendiamo conto che dovremmo assumercene completamente la responsabilità.
Si fa presto a cercare scuse, vedere colpe negli altri o nell’ambiente esterno.
Non funziona.
Il metodo più distruttivo per continuare a fallire è di trovare all’esterno i ‘perché’ della nostra condizione.
Di chi è la colpa?
Abbiamo tutti questa tendenza: succede qualcosa e siamo subito pronti a domandare a gran voce ‘di chi è la colpa??’.
C’è sempre un colpevole.
L’abbiamo imparato dalla politica, dalla cronaca nera (e perfino rosa), dalle disgrazie e perfino dalle sconfitte della nostra squadra preferite.
C’è un colpevole, qualcuno che deve pagare, possibilmente ora.
Chiacchiere da bar, utili ad esternare le nostre insoddisfazioni o soltanto per puntare il dito contro qualcuno.
Spesso però questa tendenza ce la portiamo dentro in malo modo.
Qualsiasi cosa succede (o non succede) nella nostra vita, ci porta a fare la stessa domanda: di chi è la colpa??
Ma poche volte si ha il coraggio subito dopo di guardarsi allo specchio, per paura di trovare in quell’immagine il vero colpevole di tutto ciò, il ricercato numero 1 da noi stessi.
Alla ricerca del risultato
Nello sport, nella vita, nello studio o nel lavoro contano i risultati.
Immagina che sei uno sportivo e non riusci a raggiungere un determinato risultato.
Di chi sarà la colpa?
Ascolta questa storiella interessantissima di Julio Velasco.
Nella pallavolo i schiacciatori si focalizzavano sulla qualità di gioco degli alzatori.
Ma loro schiacciano, non alzano.
Possono pure diventare esperti di alzate, ma loro schiacciano!
Quindi Velasco pretese una cosa: voglio schiacciatori che schiacciano palle alzate male!
Di cosa abbiamo controllo?
Il mondo non gira come lo vogliamo.
Anzi, per dirla sporca gira anche senza di noi, non siamo necessari.
La nostra pretesa di manipolare gli eventi finisce quando abbiamo il coraggio di aprire gli occhi.
È impossibile controllare tutto, anzi possiamo solo controllare ciò che direttamente ci riguarda, se ci riusciamo.
Quindi come possiamo far dipendere la nostra serenità e i nostri risultati da eventi esterni?
Pensando questo dovremmo sentirci ridicoli la prossima volta che tendiamo a dare la responsabilità agli eventi esterni.
Invece impariamo la morale del giorno:
prendiamoci la responsabilità di come reagiamo agli eventi esterni
Non sappiamo quali saranno i parametri esterni con cui dovremmo fare i conti, ma possiamo intervenire sulla nostra reazione a riguardo!
La nostra condizione cambia quando cominciamo a prendercene la responsabilità.
Alla prossima!
Leggi anche:
- Come assumersi la responsabilità della propria vita
- Mania del controllo sugli altri e sugli eventi? La radice di altre sofferenze
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