Te lo sei mai chiesto? Cosa vuoi e cosa hai bisogno per essere felice e sentirti vivo? Cioè cosa serve per stare bene con te stesso e con gli altri?
La maggior parte di ciò che diciamo e facciamo non è essenziale. Se puoi eliminarle, avrai più tempo e più tranquillità. Chiediti in ogni momento: è necessario?
Marco Aurelio
Riflettevo l’altro giorno sulla pubblicità in genere, alla radio, TV, online o offline.
Tra fine seicento ed inizio settecento grazie allo sviluppo delle tecniche di stampa, iniziano a diffondersi le “gazzette”, ovvero settimanali contenenti notizie ed informazioni utili tra cui i ‘reclami’ appunto, dal termine francese.
Lì tutto ebbe inizio.
Da un lato è uno strumento per le aziende per farsi conoscere e creare mercato, dall’altra ci siamo noi, comuni potenziali clienti di cui ne siamo vittime.
Detto semplicemente tutto parte dal target di riferimento, che una volta agganciato diventa preda di messaggi appositamente studiati.
L’obiettivo delle pubblicità è quello di infilarsi nelle nostre teste, creare dei collegamenti che ci conducono verso quel oggetto o servizio.
Fin qui tutto chiaro.
Limiti
Il problema è che non ci chiediamo abbastanza quanto tutto ciò possa influenzarci.
Esiste un limite a tutto questo?
Beh no, non siamo tutelati come da norme su particolari inquinamenti.
Perché in termini stretti possiamo definirlo come un inquinamento per la nostra psiche.
Andando in giro, leggendo un giornale o un libro, accendendo la tv o lo smartphone, guardando un film..
Non c’è limite ai messaggi che possiamo subire.
Influenze
Scommetto che anche tu come me ti sei detto ‘tanto è tutto inutile, non mi convincono mica’.
Beh, se almeno una volta hai memorizzato quella musichetta, quello slogan, quel collegamento ad una data frase, allora ci sono riusciti.
È proprio per questo che le aziende pagano milioni di euro in pubblicità.
Vogliono essere nella tua testa quando meno te l’aspetti..
Prima o poi arriverà il giorno in cui tutto ciò influenzerà le tue scelte, e forse comprerai il loro prodotto.
Statistiche..
Il problema è forse più profondo.
Status
Spesso le pubblicità richiamano un particolare status che si esorta a ricercare.
Abbiamo quindi il nuovo smartphone, una particolare auto, un capo d’abbigliamento e il profumo di classe..
Se quello è lo status a cui ambire, da fighi, chi non ce l’ha è forse un fallito?
Certo no ma, attenzione, il subconscio dei più sensibili potrebbe risentirne.
Il non sentirsi all’altezza, accettato dagli altri secondo regole che in realtà non esistono ma sono frutto del marketing.
Ecco come tanti giovanissimi possono addirittura finire per sentirsi sbagliati, rifiutati, non accettati, non all’altezza.
Da lì il bisogno di poi ostentare successo, benessere, felicità, con continui post sui social.
Serve l’essenziale
Togliere il superfluo per vedere cosa resta.
La cosa certa è non ci serve tutto questo, anche se il marketing vuole farcelo credere.
Ci basta l’essenza, ciò che rimane togliendo tutti i condizionamenti, la voglia di apparire, la ricerca dell’approvazione, tutto ciò che l’ego desidera.
Se vuoi postare sui social posta pure, ma chiediti se ciò sta diventando tossico; lo fai per cercare l’approvazione degli altri?
Se vuoi comprare un capo firmato (e quindi costoso) fallo pure, ma chiediti se lo fai perché vuoi veramente o forse perché ti importa del giudizio della gente, del modo in cui ti possono valutare.
Non postare ‘stories’ dei posti fighi dove andiamo e dei cibi deliziosi che mangiamo può sembrare arcaico, ma l’essenziale è vivere al pieno quei momenti, mentre farlo vedere agli altri può significare:
- far vedere quanto siamo fighi e interessanti (spesso mostrando volutamente una realtà artefatta)
- aver paura di ‘non esistere’, non essere riconosciuti o accettati, ergo ‘posto quindi esisto’
- richiamare l’attenzione di qualcuno
Non condanno niente ma riflettiamoci.
Così come non vestire con capi firmati può sembrare da pezzenti agli occhi degli sciocchi, ma se ci riflettiamo:
- non per forza un capo di qualità deve avere un brand famoso stampato su
- si ci può vestire bene e alla moda anche con marche poco conosciute
- il valore di una persona va ben oltre l’outfit e gli accessori
Una volta ho letto che su alcuni capi esistono dei limiti che giustificano il prezzo alto per la qualità, il resto è marketing.
Potremmo parlare anche di case e appartamenti in zone alla moda, auto premium e tutto il resto.
Diciamo che chi può fa, ma non è questo che rende felici.
Ho conosciuto persone che vivevano umilmente essere felici e realizzate, e persone con molte possibilità e risorse finanziarie essere depresse.
Il tuo essenziale
Riusciresti a togliere tutto ciò che non è essenziale?
Probabilmente ti stai chiedendo cosa è essenziale veramente per te..
Bene, facciamo un esercizio.
Se dovresti togliere tutto dalla tua vita lasciando 3 cose, cosa lasceresti?
Ecco.. quello è il tuo essenziale.
Il resto può esserci come non esserci, puoi coltivarlo come non coltivarlo, ma non permettergli di rovinarti il morale.
Ad Maiora
La cosa essenziale nella vita è scegliere. Se ti tolgono la possibilità di farlo è come se ti togliessero la libertà.
Jean-Paul Sartre
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