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Dipendenza dai social: perché bisogna disintossicarsi

Tutti oggi rischiamo di cadere in una sorta di dipendenza dai social, dove nasce sempre più spavalda l’esigenza di disintossicarsi.

Siamo sempre connessi, sempre Online, provando anche un certo disagio a sconnetterci.

Oggi anche i rapporti interpersonali sono diversi dal passato, grazie a questi ‘moltiplicatori sociali‘.

Non ci vogliamo perdere una notifica e ci piace essere aggiornati su ciò che fanno i nostri ‘amici’ o collegamenti.

Non tutti quelli che li usano sanno che i social sono appositamente creati per creare dipendenza.

Hai letto bene, dipendenza.

Hai presente la dopamina, quel neurotrasmettitore che il nostro corpo produce quando facciamo qualcosa che ci piace, o che semplicemente ci crea piacere?

Si ho distinto di proposito le due cose, ma quella è un’altra storia.

La dopamina viene prodotta dal nostro encefalo ad esempio dopo aver fumato una sigaretta, mangiato un cioccolato o qualcosa di dolce, oppure dopo aver fatto sesso.

E appunto la produciamo quando riceviamo un like o un’interazione sul nostro profilo.

La nostra Attenzione

Il fenomeno social riesce a compromettere il nostro grado di attenzione.

Studi dimostrano che l’abuso dei social può modificare anche le sezioni del nostro cervello responsabili della sfera emotiva!

Il rischio è la distorsione della realtà.

Vedere la realtà diversamente da ciò che è.

Proprio come accade per assurdo con alcol e droghe, anche la dipendenza dai social muta il nostro comportamento!

Prendere il telefono mille volte al giorno solo per sfogliare e vedere contenuti, anche se nel nostro intimo crediamo che non ce ne importi più di tanto.

Giudicare una persona dai likes, dai followers, dividere quindi ragazzi e ragazze in categorie.

Sfigati o popolari, per intenderci.

Si fa sempre più fatica a distinguere il reale dal virtuale.

Da proteggere sono soprattutto i giovani e i genitori dovrebbero tutelarli in questo, aiutarli a capire.

Il rischio è per l’adolescente che cresce di sentirsi inferiore, escluso, di meno degli altri.

Questa insoddisfazione potrebbe non fermarsi li, ma avere influenze negative in tutte le sfumature di vita di tutti i giorni.

Leggi anche: Le notifiche danneggiano veramente la nostra capacità di attenzione?

Adulti dipendenti dai social

Purtroppo il mondo è pieno di adulti che soffrono di dipendenza dai social.

Anche per gli adulti diventano una trappola e un pericolo.

Chissà quanto tempo sottratto ad attività sicuramente più importanti, produttive.

Come ogni strumento secondo me tutto dipende dall’uso che ne facciamo.

Se usati in modo intelligente i social sono un validissimo strumento.

Mettono in contatto persone da ogni parte del mondo, riavvicinano persone altrimenti lontane, creano amori.

Ci aggiornano su ciò che accade nel mondo, e se si seguono le pagine giuste possono anche permetterci di imparare qualcosa di nuovo.

Ma se invece che un utile strumento diventa un’ossessione?

Ti è mai capitato, mentre eri nel divano a guardare un film, di prendere il cellulare e controllare le notifiche o dare una sbirciatina a ciò che combinavano le persone che segui?

Se la risposta è si, allora forse ne hai subito anche tu l’influenza.

E lo stesso è successo a me, non vengo escluso da tutto ciò.

Leggi anche: Cos’è il contagio emotivo e come può diventare contagio sociale

Il mio piccolo esperimento

Ho provato a vivere completamente off per un week-end, ecco come è andata..

Finchè un venerdì sera, prima di andare a dormire ho spento i dati dello smartphone, e ho cominciato il mio sabato mattina così: offline.

La paura è quella di venire esclusi, proprio come gli adolescenti di cui parlavamo.

Ma se lo farai anche tu, non temere.

Le persone che veramente contano nella tua vita, ti chiameranno!

E puoi sempre farla tu una chiamata se devi parlare con qualcuno.

Ma quello che posso dirti è che si è talmente abituati ormai ad essere connessi, a controllare Facebook, Instagram etc, che non farlo per due giorni diventa quasi una forzatura.

Mi capitava di prendere di istinto il telefono, sbloccarlo, e poi realizzare ‘ah già ho i dati spenti’.

Mi assaliva la curiosità: chissà se qualcuno mi ha scritto, chissà se..

Ma poi, ho realizzato che se qualcuno doveva o voleva VERAMENTE parlarmi, mi avrebbe semplicemente chiamato.

E così fu.

Le persone importanti della mia vita, che volevano parlarmi, mi chiamarono.

Noi non immaginiamo neppure, ogni giorno, di quanta ‘acqua sporca’ mettiamo nel nostro cervello per colpa dei social (hai mai sentito a scuola che il cervello è come una spugna?).

Ci riempiamo la testa di finte vite di persone che vogliono apparire e sentirsi fighe, per sentirti così appagati dai likes e dalle interazioni che ne derivano.

Siamo bombardati da notifiche e messaggi pubblicitari vari.

Ci riempiamo la testa di facce che non appartengono alla nostra vita, e di informazioni inutili su ciò che la gente fa o pubblica.

Tutto ciò inquina il nostro cervello.

Sai che c’è?

Ho passato due bellissimi giorni a fare veramente tante cose, diventando molto più produttivo del solito.

E sicuramente, ho un pò purificato la mia mente da tutte queste inutili informazioni e facce.

Prova anche tu!

E fammi sapere come è andata.

A presto

PS

Hai già letto il mio articolo ‘Perchè contare su se stessi per vivere serenamente‘?

Riflessione mai scontata in questa società iperconnessa.

Ricomincia ogni giorno da te stesso.

Ritorna all’essenziale.

Ad Maiora


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