silhouette, isfahan, iran

Non focalizzarti sul risultato

Nella vita succede di avere degli obiettivi più o meno importanti da ‘portare a casa’, sia che sia per lavoro, sia che sia in ambito prettamente personale.

Un obiettivo può apparire come una montagna, un qualcosa di difficile e arduo.

Guardiamo al risultato, a ciò che dovrebbe essere la situazione o lo status che desideriamo..

E se invece fosse proprio questo il problema?

Se non dovessimo focalizzarci sul risultato?

Passi

Qualsiasi risultato non è altro che la somma di determinate azioni, che generano reazioni e un determinato ritorno.

Arrivare in cima di una grande scalinata non è un unico grande salto, ma una serie di piccoli passi che ci permettono di salire gradino per volta.

Gradino dopo gradino, col suo tempo, fatica e costanza, si arriva in cima.

Allo stesso modo un obiettivo di vendita ambizioso può essere visto nella sua voce ‘annuo’ come un numero spaventoso.

Dividendolo però per ciascun mese, poi per ciascuna settimana e infine per ciascun giorno, ci permette di avere un’idea chiara di come arrivarci.

Anche le imprese più ardue si possono scomporre in semplici passi.

Focalizzarsi sul risultato non farà che spaventarci, ma dobbiamo imparare anche a stringere il cerchio.

Anche nei rapporti, in qualsiasi ‘obiettivo’ a riguardo ci siamo prefissati..

Se ti sei trasferito in una nuova città e punti a ‘farti amicizie’, potresti partire con il piede sbagliato; ma se invece di focalizzarti sul risultato pensi alle opportunità di conoscere gente che c’è in giro, allora la strada sarà più semplice.

E con gli esempi potrei continuare..

Ansia da prestazione

Andare lì fuori sapendo che ci attende un’impresa difficile spaventa.

Chissà se saremo pronti, chissà se riusciremo a farcela, se saremo all’altezza.

I dubbi sono sinonimo di scarsa sicurezza in sé stessi.

Pensare al risultato, specificatamente in maniera ossessiva, non fa altro che metterci ansia.

Questo vale nel lavoro, nei rapporti, nello studio..

Non sto dicendo che non dobbiamo pensare all’obiettivo che ci siamo prefissi e al risultato che vogliamo raggiungere.

È corretto aver ben chiaro dove vogliamo arrivare ma soltanto come una parte della totalità delle cose.

C’è la meta, ma c’è anche il percorso per arrivarci.

La meta senza percorso è irraggiungibile, e proprio lì scatta l’ansia da prestazione.

Riconosciamo che un obiettivo è un viaggio e godiamoci il percorso.

Procrastinazione

Poi c’è invece chi, pensando al risultato, si blocca.

Magari sa che dovrebbe far qualcosa, già di ben definito, ma continua a rimandare.

Per pigrizia, per paura.. non ha importanza il perché, sta di fatto che si continua a procrastinare.

Di questo passo sarà certamente impossibile raggiungere l’obiettivo che ci siamo prefissati..

Focalizzandoci sul risultato ci siamo impauriti, abbiamo visto la montagna e ci sentiamo avviliti.

Riuscire a non focalizzarsi (troppo) sull’obiettivo ci aiuta a fuggire dalla procrastinazione.

Do it!

Il più classico dei banner motivazionali: fallo!

Scomporre l’obiettivo, ideare un piano d’azione, ma poi agire!

La grande scalinata spaventa, pensiamo almeno al più piccolo gradino.

Facciamo oggi stesso quel piccolo passo, anche se di per sé inutile e insignificante.

La posa del primo mattone può essere inutile, ma è il primo passo verso la creazione del muro, che non esisterebbe senza!

Semplicemente.. fallo!

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