Che cos’è un errore, se non il modo di imparare migliore che possa esistere..
Ma non sbagliamo per crescere, o meglio nessuno credo voglia sbagliare apposta.
Forse è concettualmente impossibile farlo; se l’obiettivo è un determinato risultato (errato), arrivandoci avremmo vinto.
E invece..
Puntiamo a qualcosa ma manchiamo il bersaglio: eccolo l’errore.
Quindi si sbaglia, chi più e chi meno, ma chiunque faccia qualcosa non può esimersi.
Le persone perfette non combattono, non mentono, non commettono errori e non esistono.
Aristotele
Non sbaglia mai solo chi non fa nulla.

Indispensabile
Nella crescita di ciascuno di noi un errore ci permette di evolverci, di capire, di conoscere.
In primis noi stessi, poi gli altri.
Una nostra azione, anche a buona fede, scatena delle reazioni in chi ci circonda.
Sbagliare ci permette di capire quale è la misura giusta per far si di agire nella maniera corretta in futuro.
Puntare a un risultato, saltare gli ostacoli, fare azioni ponderate, sfruttare le occasioni che si presentano e ottenere il massimo profitto possibile.
È tutto frutto degli errori.
Le persone di successo hanno probabilmente lasciato dietro di sé centinaia di errori, ma grazie alla loro perseveranza e imparando da essi sono poi riusciti ad ottenere risultati.
La pretesa
È impossibile vivere senza sbagliare nulla, a meno di scegliere di vivere in maniera talmente prudente che la vostra non possa essere considerata affatto una vita.
J.K. Rowling
A volte da noi si pretende di agire sempre perfettamente.
Ma cosa si intende per ‘perfettamente’?
La perfezione non è forse soggettiva?
Cioè che il modus operandi perfetto per me, potrebbe essere diverso per altri e altri ancora.
La perfezione non esiste così come non esiste una unica via per fare le cose.
Poi calcoliamo come siamo tutti noi unici e irripetibili, con le nostre ambizioni ma anche con le nostre preoccupazioni, con le nostre idee ma anche con i nostri pregiudizi.
Se la pretesa di qualcuno nei nostri confronti è di fare o essere una determinata cosa, beh prepariamoci a deluderla volentieri.
Su quale regola infatti noi dovremmo conformarci a un modello che altri hanno già prestabilito?
Non mi riferisco alle canoniche regole di convivenza civile, sia chiaro; escludiamo pure regole di ambianti in cui NOI abbiamo deciso di far parte.
Ma, se per piacere agli altri dovremmo essere in questo o in quel modo, allora possiamo anche non preoccuparci del giudizio degli altri.
Una cosa non sostituisce l’altra
La rigidità, le etichette..
Spesso siamo giudicati da capi o persone della nostra vita, che sembrano avere un giudizio bicolore: bianco o nero.
Non esistono sfumature per loro.
Se fai una determinata cosa, allora non va bene, perché secondo loro NON fai l’altra cosa più importante.
Ma serio, chi dice che non le faccio entrambe??
Mi è successo più volte nel mio percorso lavorativo di incontrare capi con la sindrome bianco o nero, a cui ho dovuto ribattere: una cosa non sostituisce l’altra.
Ergo, le faccio entrambe!
Solo l’una diventa un plus dell’altra..
Ma invece no, per loro sbagliavo, perché uscivo fuori dall’ordinario.
Anche se fosse, lasciatemi sbagliare no? Imparerò dai risultati che mi tornano indietro e magari ci esce qualcosa di buono, come del resto accadeva.
I più ‘saggi’ ti appiccano anche una bella etichetta sulla fronte.
Una volta sei stato disattento, allora SEI disattento; una volta sei stato rigido con qualcuno (forse avendone ragione o dopo un particolare evento), allora sei rigido..
Anche nelle relazioni interpersonali si può sbagliare, per carità.
Così come si può sbagliare una scelta, una strategia, un modo di pensare.
Ci sta!
Ma proprio sperimentando, provando, sbagliando, ci cresce e si ci evolve.
Lasciatemi sbagliare.
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