Meglio avere meno o di più? Sembra essere nella natura umana la tendenza dell’uomo di voler aggiungere, raggiungere, costruire e istruire.
Una continua corsa di più, più e ancora più.
Più conoscenza, più amicizie, più amori, più oggetti, più tutto.
Siamo sicuri che ciò serva ad essere più felici?
Semplificare
Iniziamo a conoscerci, a capirci..
Stiamo attenti ai nostri pensieri quando si materializzano, identificandoli come creature della nostra mente.
Non sono parte integrante del nostro essere, ma un flusso con una propria autonomia capace però di influenzarci.
Il nostro ego, il nostro subconscio, le nostre stesse ambizioni ci muovono anche senza esserne consapevoli.
Forse dovremmo semplificare, togliere invece che aggiungere, desiderare meno invece che più.
La vita è più semplice di quello che immaginiamo.
Tentazioni
Ricordiamocene quando sentiamo l’impulso di comprare qualcosa di nuovo, costoso, che forse neanche ci serve.
Chiediamoci:
- ne ho bisogno veramente?
- come mi farà sentire ad averlo?
- il mio Ego che ruolo ha in tutto questo?
Forse vogliamo spendere questa ingente somma per avere un oggetto capace di farci sentire più grandi, più ricchi, migliori.. o meglio è ciò che il nostro Ego vorrebbe essere agli occhi degli altri!
Compriamo cose che non ci servono, con soldi che non abbiamo, per impressionare gente che non ci piace.
Fight club
Siamo sicuri che tutto ciò colmerà quel vuoto, quell’insoddisfazione?
Avere degli obiettivi, come detto in questo blog, è fondamentale e necessario per avere una vita felice; ma fini a se stessi rendono soddisfatti solo nei momenti successivi averli raggiunti, per poi essere costretti a rincorrerne un altro.
Ciò che in pratica succede nella continua folle spesa verso il nuovo oggetto, capo, auto, o chi può.. immobile!
La semplicità non ha prezzo.
Semplice e felici
Anche nella Bibbia si parla di essere ‘semplici’ come colombe, ma avveduti come serpenti.
Essere semplici non significa essere stupidi, rassegnati alla povertà, all’inadeguatezza..
Significa arrivare all’essenziale, essere genuini senza frontoli.
La felicità non si misura per quanto una persona possiede e neanche di quanto ha conquistato.
Parliamo in realtà di quanto sappia valorizzare ed apprezzare quello che ha già.
Ho conosciuto gente che possedeva ben poco, non avere niente di lussuoso ma di contro un lavoro duro e modesto, eppure erano felici.
La loro felicità li rendeva pieni, soddisfatti, senza mai perdersi in gesti figli dell’Ego per apparire.
Non gliene importa niente mettersi in mostra, ma non per questo ho visto queste persone abbassare il capo e lo sguardo dinanzi il ricco e spavaldo.
Vanno per la loro strada a testa alta, sapendo bene che magari a casa hanno una famiglia che li ama ad aspettarli a cui con sacrificio non fanno mancare l’essenziale, appunto.
Senza lussi, senza orologi marcati, auto di lusso, vacanze a cinque stelle e cene in ristoranti costosi.
Ma giornate piene di gioia e serenità.
Elementi astratti che probabilmente qualche ‘ricco’ fa fatica a trovare, provandoci però con tutte le forze arrancando ad avere sempre di più.
Punta all’essenziale, la chiave della semplicità!
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