A tutti è capitato di aver paura, che lo si ammetta o no; quindi non sentirti un alieno, è normale averla ma è bene riflettere su come la paura di danneggi.
Oggi viviamo in una società molto competitiva, eccessivamente pretenziosa, desiderosa di performance.
Ciò ha reso molto più concreto il concetto di fallimento, specie tra i più giovani.
Un normale risultato della vita, seppur negativo, viene adesso come un qualcosa di vergognoso che etichetta come falliti.
Tutto ciò ha reso tutti noi e specialmente le nuove generazioni più intimoriti.
La paura di non essere stimati, riconosciuti, accettati..
Potremmo definire la paura come una repulsione ad un pericolo o presunto tale.
Ma è sempre ‘negativa’?
Un giorno la paura bussò alla porta. Il coraggio andò ad aprire e non trovò nessuno.
Martin Luther King
Arma di sopravvivenza
L’uomo e in generale gli esseri viventi hanno sviluppato la paura come una potente arma per sopravvivere.
Ci permette anche di scappare da un pericolo già concreto, anche grazie all’adrenalina.
Gli elementi a nostra disposizione, innati o acquisiti, ci permette di individuare ciò che può seriamente nuocerci, o addirittura ucciderci, riuscendo così ad evitare il pericolo.
Le paure già scritte ci rendono sensibili ad esempio all’altezza, ai forti rumori, ad atteggiamenti minacciosi e bruschi..
Crescendo acquisiamo delle paure diciamo soggettive, che oltre alle varie ‘fobie’ riconosciute potrebbero includere paure dovute a traumi o apprendimento riflessivo.
La vita cioè di plasma in un modo tale da acquisire nuove ‘regole’.
Una determinata situazione, prima neutra, da un momento in avanti fa scattare in noi paura..
Limiti
Senza scendere troppo sul tecnico, le paure fungono da veri e propri paletti che ci limitano.
Specialmente quando si parla di paure acquisite, si tenderà a evitare tutte quelle situazioni che richiamano quell’evento o quel pericolo.
Se ad esempio abbiamo acquisito una forte paura del giudizio degli altri, tutto ciò che potremmo fare o non, verrà filtrato nella nostra mente prima di passare all’azione.
Spesso questo filtro bloccherà l’iniziativa che si era creata, la porta che si stava aprendo, l’occasione che era arrivata..
Come già parlato in altro articolo più approfondito, con questa paura si rimarrà fermi, bloccati nello stesso gradino, mentre le persone di cui temevamo il giudizio continueranno semplicemente a vivere la loro di vita.
Ingiusto vero?
Ma la nostra mente non percepisce facilmente che ciò è deleterio, serve infatti molto lavoro su se stessi per arrivarci, magari facendosi aiutare da un professionista.
Questa appena descritta non è l’unica naturalmente paura acquisita che ci limita.. siamo esseri complicati.
Abbiamo quindi:
- la già citata paura del giudizio degli altri
- paura del fallimento
- paura perfino del successo (o meglio di ciò che ne deriva)
- paura del rifiuto
- paura del cambiamento
Fermati un attimo e rifletti tu stesso ciascuna di queste paure se hanno mai influenzato la tua vita, in che modo e attraverso quali pensieri!
Cosa fare
Ai fini esplicativi, se ciò diventa ‘invalidante’ esistono diversi modi per trattare le paure soggettive presso psicoterapisti, come:
- Terapia cognitivo-comportamentale (TCC): la TCC è un tipo di terapia che si concentra sull’identificazione e sulla modifica dei pensieri e dei comportamenti negativi.
- Terapia di esposizione: questa terapia consiste nell’esporre gradualmente la persona allo stimolo temuto in un ambiente sicuro e controllato.
- Desensibiilizzazione e controcondizionamento: questa tecnica è simile alla desensibilizzazione e controcondizionamento utilizzata per trattare le paure innate.
- Terapia farmacologica: in alcuni casi, possono essere utilizzati farmaci per aiutare a ridurre l’ansia e la paura della persona.
Si potrebbe però provare a lavorare su se stessi, cominciando dal primo piccolo passo, ovvero averne consapevolezza.
Facci caso tutte le volte che ti blocchi per paura.
Rifletti sul perché sei arrivato a questo punto, e chiediti:
“come succede veramente se quella paura si avvera??”
Col tempo la risposta giusta a questa domanda dovrebbe finire con ‘e sti ca**i!’.
Ergo, ma anche se fosse, chi se ne frega!
Vada come vada, provarci e vedere che succede, agire e guardare cosa ritorna indietro.
Sono già passato senza specificarlo ad una fase attiva del processo, dove nel frattempo ci ragioni su la tua mente è già sul pezzo.
Immaginando ciò che temi e smontarlo a livello emotivo ti assicura un cambiamento.
Non prometto che una volta davanti il fatto andrai liscio senza tentennamenti, ma almeno avrai fatto un passo preparativo.
Da quel momento vedi l’occasione che la vita ti propone come un’opportunità di crescita, dove ti eserciterai a fare sempre meglio!
Di tutto il resto probabilmente pian piano te ne fregherai.
Nuova aria
Chiediti se questi limiti, queste paure, non siano il frutto anche di un ambiente tossico in cui sei costretto a stare.
In dei piccoli cerchi sociali, molto chiusi e limitati, non è semplici muoversi in libertà, che a volte rappresenta tutto ciò che una persona necessita.
Sia arrivato magari il momento di cambiare città, lavoro o vita?
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