Indecisione nel fare una scelta: il paradosso dell’asino di Buridano

A chi non è mai capitato di tentennare a prendere una decisione, condizione invece comune per gli indecisi cronici.

La storia di oggi è un breve racconto famoso, con protagonista un asino.

Il paradosso dell’asino di Buridano (1295-1300 circa) racconta di un asino affamato e assetato, che ad un certo punto si trova davanti ad una scelta.

fonte

Sulla destra ad una certa distanza è presente un cumulo di fieno, a sinistra, ad una medesima distanza, un uguale cumulo di fieno.

L’asino così si trova di fronte ad una decisione da prendere.

Ma nella sua valutazione rimane bloccato, e diventa incapace di fare una scelta, che sia andare a destra o a sinistra.

Così facendo, col passare del tempo, l’asino immobile muore di fame a causa della sua indecisione.

Morale

È diventata espressione di uso comune ‘fare come l’asino di Buridano’ chi davanti ad una scelta si ritrova incapace di prenderla restando bloccati nell’indecisione.

Tanti ne parlano, da Dante, Voltaire e Spinoza.

In quarto luogo si può obiettare: se l’uomo non opera per libertà del volere, che cosa accade quando si trovi in uno stato di equilibrio come l’asino di Buridano? Morirà di fame e di sete? Se lo concedo, sembra che io concepisca un’asina o una statua di uomo, non un uomo; se invece lo nego, ne consegue che egli può determinare sé stesso e quindi ha la facoltà di andare [verso il cibo] e di fare quel che vuole. (…) Per quanto riguarda la quarta obiezione, concedo che l’uomo, posto in un tale equilibrio (cioè di chi non percepisce altro che la sete e la fame, tale cibo e tale bevanda, che distano ugualmente da lui), perirà di fame e di sete. Se mi domando: un tale uomo non è da considerare piuttosto un asino che un uomo? rispondo di non saperlo, come non so in qual modo sia da considerare chi si impicca e come siano da considerare i bambini, gli stolti, i pazzi ecc.

Etica, Libro II, proposizione 49,Scolio, in Spinoza, Opere

«Conoscete quella frivola storiella
di un certo asino di cui si discute a scuola?
Nella stalla gli vennero portate
per il suo pasto due quantità di fieno uguali,
della stessa qualità, per molte volte;
dai due mucchi l’asino si vide tentato
ugualmente, e, drizzando le orecchie,
proprio in mezzo ai due mucchi uguali,
concretizzando le leggi dell’equilibrio,
morì di fame, per timore di fare una scelta.»

Voltaire, in Charles Rozon, “Petites ignorances de la conversation”

Intra due cibi, distanti e moventi – d’un modo, prima si morria di fame – che liber uom l’un si recasse ai denti..

Dante Alighieri in Divina Commedia – Par., IV, 1-3

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