Leggevo il libro di Jordan Peterson 12 regole per la vita e sono rimasto colpito dal suo discorso sulle aragoste.
In realtà è un essere da ammirare, citato spesso in libri e corsi di formazione, quindi quanto sotto non è riportato interamente dal libro..
Vediamo insieme 3 insegnamenti delle aragoste.
1° insegnamento
La crescita
Specialmente nella sua fase di crescita, in estate l’aragosta cresce di dimensione costringendola a cambiare guscio.
Il primo insegnamento delle aragoste è sulla crescita.
Non so se potrebbe opporsi a questo processo, ma nel caso la protezione del suo guscio equivarrebbe a morire; no crescita uguale a morte.. ci dice qualcosa?
Tante sono le aziende che lavorano con la filosofia ‘up or out’; se il dipendente cresce bene, ma se non cresce (perché non idoneo) viene sbattuto fuori.
Un po’ tutti noi siamo così, indipendentemente dal lavoro che facciamo e di quanto ci importi far carriera.
Siamo spesso davanti una scelta, accettare la crescita o lasciarci morire.. nel senso metaforico.
La vita È crescita.
Ne ho appena parlato nell’articolo su cosa rende le persone felici, uno dei requisiti fondamentali sembra essere avere la percezione di star crescendo, progredendo verso qualcosa.
E anche noi come l’aragosta in certi momenti ci liberiamo del nostro vecchio guscio e rimaniamo ‘nudi’, fragili e vulnerabili.
Sono sicuro che anche noi cerchiamo di ripararci come l’aragosta, che sceglie di nascondersi più possibile nascosta in qualche scoglio.
2° insegnamento
‘a chi ha sarà dato..’
Si è notato che le aragoste lottano tra di loro, in scontri più o meno intensi che DEVONO avere un vincitore.
A volte si è vincitori soltanto perché l’avversario impaurito è scappato, altre per vincere sono costretti ad andare fino in fondo.
Chi perde spesso quando non viene ucciso rimane menomato dalle chele, morendo poi per la sua inadeguatezza rispetto all’ambiente, complice la ‘perpetua guerra fredda’ del vinto.
Gli scienziati hanno notato il ruolo chimico degli ormoni in queste dinamiche, in particolare della serotonina e octopamina.
Anche noi siamo molti influenzati dagli ormoni, quindi questa storia deve farci riflettere.
Se l’aragosta presenta elevati livelli di serotonina e bassi livelli di octopamina sarà arrogante e impetuosa, difficilmente si ritira in un combattimento e può essere sconfitta.
Viceversa, quindi con bassi livelli di serotonina e alti di octopamina, l’aragosta sarà impaurita, insicura e psicologicamente debole.
Supponiamo un combattimento tra due aragoste con livelli simili dei due ormoni. La vincitrice avrà livelli ormonali tipici del primo caso (elevati livelli di serotonina e bassi livelli di octopamina). La sconfitta si ritroverà ad avere ormoni tipici del secondo caso (bassi livelli di serotonina e alti di octopamina).
Alcuni scienziati sono intervenuti manipolando gli ormoni della sconfitta, somministrando serotonina; questa ritornò a combattere.
Da lì citando la Bibbia (okay questa l’ha detta anche Peterson nel suo libro): ‘a chi ha sarà dato, a chi non ha sarà tolto pure quello che crede di avere’ (Lc19).
Chi ha vinto avrà un atteggiamento dominante, farà intimorire gli altri esemplari e avrà attorno le ‘nude’ aragoste femmine. La sconfitta invece ne subirà il peso, rimarrà spesso isolato e timoroso.
Chi vince sarà ancor più sicuro di sé, chi ha perso (anche se era sempre stato un vincente) si ritroverà insicuro..
Gli insegnamenti delle aragoste ci portano alle antiche origini del mondo.
L’aragosta preistorica popolava i mari già 480 milioni di anni fa. C’è sempre stata quindi una sorta di (antica) gerarchia, i forti e i deboli.
Leggi anche: Quali sono i 4 ormoni della felicità ?
3° insegnamento
Cosa succederebbe se cambiassimo atteggiamento?
Abbiamo visto come esistono nelle aragoste le classi sociali.
Un’aragosta ‘dopata’ di serotonina si presenta più virile anche visivamente.
E se potessimo migliorare il nostro stile di vita, la nostra postura e il nostro atteggiamento per condizionare il nostro status?
D’altronde in noi umani tutto parte dalla testa.
Se credi di essere sconfitto, lo sarai già in partenza.
E se perdiamo.. possiamo far la differenza a seconda di come reagiamo alla sconfitta.
Come affrontiamo un momento difficile, un brutto periodo..
E se non ci piace la nostra situazione, possiamo lavorare per cambiarla.
Abbiamo oggi sicuramente molte più strategie da applicare rispetto alle povere aragoste, per ribaltare la situazione (se serve) e migliorare il nostro status.
Prendiamoci adesso la responsabilità della nostra vita, curiamo il rapporto con noi stessi e lavoriamo sodo.
Fissiamo degli obiettivi, con coraggio e perseveranza.
I risultati arriveranno!
Prendiamo spunto dagli insegnamenti delle aragoste per VivereAdesso.

12 regole per la vita. Un antidoto al caos. Nuova ediz.
Jordan Peterson
My Life; New edizione (18 febbraio 2021)
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