giudizio degli altri

Paura del giudizio degli altri – come funziona, perché scatta e cosa possiamo fare?

In questa breve guida vedremo perché si innesca la paura del giudizio degli altri, riassumendo in 4 passi importanti concetti. Consiglio di leggerlo prima tutto di un fiato, e poi ritornare sui punti che più interessano.

Vivere sempre focalizzati sul giudizio degli altri è una trappola da non sottovalutare.

Si ci può sentire rinchiusi e non saper più come svincolarsi.

Si è intrappolati, in una vita che in realtà non ci appartiene più di tanto, che abbiamo limato per soddisfare le aspettative altrui, o quelle che crediamo tali.

Gli altri diventano importanti nella nostra testa per le NOSTRE decisioni.

L’immagine e il peso di ‘ciò che potrebbe pensare la gente’ diventa un recinto da cui non riusciamo ad uscire.

Ma probabilmente tutto ciò che desideriamo è aldilà del recinto, che noi stessi abbiamo costruito.

Il nostro atteggiamento cambia, si modifica, non siamo gli stessi che saremmo in una condizione ‘normale’, ma questo peso che sentiamo trasforma il nostro comportando rendendolo anomalo, non naturale.

Ma ‘la gente’ chi?

Magari la nostra famiglia, il nostro partner, i nostri amici..

O semplicemente sentiamo il peso della società nel nostro piccolo paese, o quartiere, arrivando a soffrire di ansia sociale.

Leggi anche: Fuori luogo dal mondo

Per intenderci, per citare Wikipedia:

Si caratterizza per una paura marcata e persistente nell’affrontare diverse situazioni sociali o prestazionali, nell’interazione con gli altri o anche semplicemente nell’essere osservati in qualche situazione, tutto ciò fino al punto da interferire in maniera decisa sulla vita giornaliera. È una sorta di “vergogna del proprio essere” in pubblico, accompagnata dalla paura di rivelare agli altri i propri sintomi di ansia, ad esempio tremando, balbettando, arrossendo in viso o mostrandosi impacciati nei movimenti. Le persone affette da questa patologia comprendono quanto le loro paure sono esagerate o irrazionali ma, nonostante ciò, non riescono in alcun modo a controllarle e sperimentano una enorme apprensione nell’affrontare le situazioni sociali temute.

Fobia sociale

Parlo di noi, perchè è una caratteristica dell’uomo che può essere più o meno accentuata.

Io personalmente credo che tutti abbiamo tutto dentro di noi, quindi tutti siamo influenzati (nel bene e nel male) dal giudizio degli altri. Così come ad esempio, tutti abbiamo la parte bambina, la parte invidiosa, la parte rancorosa etc..

Leggi anche: Le parti in noi stessi che influenzano la nostra vita

Fregarsene completamente?

Chi si identifica come ‘completamente indifferente al giudizio degli altri’ è un sociopatico, probabilmente anche pericoloso, a detta degli psicologi.

Il problema non è porre attenzione al giudizio altrui, ma quando veniamo bloccati da questo.

Tutti noi abbiamo sperimentato casi in cui il giudizio e il parere degli altri ha influito nelle nostre decisioni, a volte magari ci ha proprio bloccato rendendoci impotenti davanti a un evento.

Spesso questi blocchi si creano nella prima adolescenza, raramente dopo i 30, e sono auto-alimentati da noi stessi continuando ad evitare le situazioni che ci spaventano.

Quando evitiamo di fare le cose, di seguire i nostri sogni, i nostri desideri, per paura di ciò che altri potrebbero pensare nel caso in cui..

Quello che si innesca è un vero e proprio circolo vizioso.

A riguardo ti consiglio la lettura di un libro, che troverai descritto in fondo l’articolo, che sono sicuro ti darà un punto di vista reale e pragmatico dell’autrice narrando della sua vita.

Non facciamo le cose perchè abbiamo paura dell’opinione altrui, ci sentiamo meno sicuri perchè non l’abbiamo fatta, e quando ci ricapita siamo ancora più spaventati.

L’ ansia sociale è la paura intensa e pervasiva di trovarsi in una particolare situazione sociale, o di eseguire una qualche prestazione in pubblico, o più in generale nel dover interagire con persone sconosciute.

È dannosa per la nostra crescita e la nostra autorealizzazione, perchè è come se decidessimo di ‘metterci al sicuro’ restando fermi sullo stesso gradino.

E si sa, per crescere bisogna anche saper sbagliare, accettare il rischio, metterci la faccia.

Ma ricorda che invece gli altri, fregandosene, prendono in mano la loro vita e vivono!

Sembra un paradosso ma rifletterci fa tutta la differenza. Tu ti precludi di vivere, di essere libero, di sognare e agire come meglio credi, perchè temi ciò che le persone potrebbe pensare in determinate circostanze. Ma quelle stesse persone sostanzialmente se ne fregano, sia di ciò che fai tu, sia di ciò che tu potresti pensare di loro. E proprio per questo vivono al meglio la loro vita, inseguendo i propri desideri e cercando di realizzare i propri sogni.

Forse sarà il caso di sforzarsi di essere un pò più egoisti a riguardo?

Il tempo passa, tu dallo stesso gradino non puoi che guardare quella stessa gente, di cui magari senti il peso del giudizio, essere più avanti di te nel loro percorso!

E per te invece la vita sembra essersi fermata.

Beh, se ti rispecchi leggendo queste righe, apri gli occhi!

Stai sprecando il tuo tempo.

E il tempo è la risorsa più importante che hai, non torna più indietro.

Si dice che ‘ogni giorno che passa il nostro tempo vale sempre di più, perchè ne resta sempre meno’.

Se non ti dai una mossa oggi, passeranno gli anni e un giorno guardando indietro potrai solo calcolare i danni.

Per accorgerti che le persone di cui temevi il giudizio invece, hanno semplicemente vissuto.

Capendo che forse, alla fine non gli importava nulla di ciò che avresti o non avresti fatto.

Approvazione degli altri

La paura del giudizio degli altri la coltiviamo fin da piccoli, sensibili alla voce dei nostri genitori o dei nostri cari che ci dicono ‘BRAVO!’.

E se invece la mamma ci sgrida e si arrabbia con noi per una nostra malefatta, il mondo un pochino ci cade addosso.

Dipendiamo completamente dai nostri cari, la loro approvazione la percepiamo nell’inconscio come una questione di sopravvivenza.

Sarà che alle origini l’uomo cacciava in gruppo.

E dicono gli esperti che il gruppo era fondamentale.

Maslow ha inserito nel terzo gradino della sua piramide il ‘bisogno di appartenenza’.

Vita o morte.

Essere esclusi dal gruppo poteva significare morire!

Ho parlato in fondo anche di un altro libro sul tema, se vorresti approfondire il discorso per avere più strumenti a tua disposizione.

Tutti noi abbiamo nel nostro DNA la propensione a ricercare l’approvazione degli altri.

Quasi come fondamentale per la nostra stessa vita.

Il che è utile, tranne se non diventa una pretesa morbosa.

In un ambiente di lavoro, in un gruppo, nella società, è chiaro che non si può fare sempre come si vuole.

E la percezione di ciò che è ‘approvato’ o meno è fondamentale per la comune convivenza e per crescere come persona.

Ma l’essere sempre focalizzati sugli altri, diventa un vero e proprio autosabotaggio.

Chi è sicuro di se stesso non dipende dall’approvazione di nessuno

La sicurezza di se è il giusto elemento per evitare di cadere in questa trappola.

Rifletti per un momento riguardo le persone che tu stimi di più. Sono sicuro che loro sembrano non far nulla per compiacere gli altri e ricercare la loro approvazione. Non ricercano approvazione, ma la ottengono di conseguenza per ciò che sono!

Se sei sicuro di chi sei, di cosa fai e sei il primo a stimarti, non sarai bramoso dell’opinione degli altri.

L’opinione altrui è utile come un feedback, per capire a che livello sei e dove puoi migliorarti.

Io credo che la mente può essere allenata, e con lei tutto ciò che dalla mente parte.

Uno psicoterapeuta potrebbe aiutarti a conoscerti meglio, a costruire la tua vita partendo da TE.

Ma per muovere i primi passi in questo percorso di auto-conoscenza, potresti prendere già gli strumenti del mestiere: carta e penna.

Ecco per te un #esercizio.

Scrivi in un foglio chi sei: pregi da una parte, difetti dall’altra.

Stacca il telefono per dieci minuti e fallo con concentrazione.

Questo semplice esercizio ti aiuterà a conoscerti un pò, può essere un buon inizio non trovi?

Perchè quel che conta è che TU abbia stima e fiducia di te stesso.

Se a te piace ciò che fai, come lo fai, e dove sei diretto, cosa importa di ciò che pensano gli altri??

Puoi anche non essere perfetto. Infondo chi lo è?

Puoi sbagliare, commettere errori, ma sai CHI SEI, sai DOVE STAI ANDANDO.

Hai la consapevolezza che quando fai qualcosa ci metti tutto te stesso, e comunque è andata, hai fatto del tuo meglio.

Il nostro tempo è limitato, per cui non lo dobbiamo sprecare vivendo la vita di qualcun altro. Non facciamoci intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere seguendo i risultati del pensiero di altre persone. Non lasciamo che il rumore delle opinioni altrui offuschi la nostra voce interiore. E, cosa più importante di tutte, dobbiamo avere il coraggio di seguire il nostro cuore e la nostra intuizione. In qualche modo, essi sanno che cosa vogliamo realmente diventare. Tutto il resto è secondario.

Steve Jobs

Prenditi cura di te, amati.

Fai quel corso che avresti voluto fare da tempo, fai quel viaggio, comincia quella dieta.

Studia, leggi, costruisci tassello dopo tassello la vita che vuoi partendo da te.

Questo lavoro pro-attivo ti cambierà la vita, ti sarà sentire in pace con te stesso e quindi con gli altri.

Perché ricorda che se sei in guerra con te stesso, lo sarai anche con il mondo intero.

4 comportamenti positivi da adottare

Consapevole della complessità del tema non ho usato parole semplificative come ‘soluzioni‘.

Prima parlavo della paura del giudizio degli altri come di circolo vizioso che si auto-alimenta.

Non facciamo le cose perchè abbiamo paura dell’opinione altrui, ci sentiamo meno sicuri perchè non l’abbiamo fatta, e quando ci ricapita siamo ancora più spaventati.

Avere ben chiaro questo concetto è molto importante.

Potremmo ad esempio esporci gradualmente a situazioni che temiamo, partendo magari da qualcosa di più semplice (o che percepiamo come tale).

Sicuramente ci sentiremo confusi, impauriti. È normale!

Stiamo sfondando quel recinto, uscendo fuori dal ‘comodo’ per affrontare i nostri limiti.

Pian piano ci sentiremo più sicuri, e possiamo alzare l’asticella.

E capiremo che anche nella nostra imperfezione eravamo OK, che sbagliare non ha avuto queste terribili conseguenze.

A volte quello che ci frega è la nostra ossessione a voler essere perfetti, cosa impossibile per chiunque.

Come se noi fossimo questi essere speciali che non possono permettersi di sbagliare!

Facciamo guerra al perfezionismo!

Nessuno è perfetto, ne lo sarà mai.

Tutti sbagliamo e proprio dagli errori e dalle cadute che si cresce.

Togliamoci la maschera, che ci siamo costruiti modellandola per essere standardizzata, conforme a ciò che la società impone e vorrebbe.

Siamo unici.

Senza maschera siamo tutti più autentici, veri.

Sii autentico, non aver paura di mostrare i tuoi lati deboli, le tue lacune.

Anzi, nella comunicazione ti renderà più vero, ti aiuterà ad entrare meglio in empatia con il prossimo.

Apriti!

Perchè diciamoci la verità, qualsiasi maschera puoi indossare, non puoi piacere a tutti.

Nessuno al mondo può piacere a tutti, e sembra banale ma dovremmo ricordarcelo prima o poi.

È assolutamente normale che su 100 persone che conosci, probabilmente a gran parte di loro non piacerai!

Chiaro che, se proprio non piaci a nessuno magari dovresti farti due domande, ma è improbabile anche questo.

Focalizzati su tutte quelle persone che invece ti amano, ti apprezzano, ti stimano.

Ti stupirai di quanti numerose siano.

Impariamo a vedere nella folla i visi sorridenti, invece che focalizzarci su chi potrebbe averci guardato male!

È possibile allenare queste skills, dipende solo da te.

Ricapitolando:

  1. Esponiti gradualmente a situazioni che temi, fallo di proposito!
  2. Lascia perdere il perfezionismo, sbaglierai e imparerai
  3. Sii autentico
  4. Non puoi piacere a tutti, e meno male

Auto-consapevolezza

Sapere come lavora la mente e i pensieri che produce è importante.

Parlando di sicurezza di se non posso che citare gli inganni che a volte la mente ci fa, delle etichette che ci autoattribuiamo, credendoci.

A riguardo ho già scritto un articolo più dettagliato, che trovi qui:

Consapevolezza (Oxford Languages: cognizione, coscienza: aver piena c. di qualcosa, esserne perfettamente al corrente) può essere anche intesa come saper perfettamente ciò che già si ha, e apprezzarlo.

Quando è stata l’ultima volta che ti sei fermato un attimo a pensare a quello che già hai? Alle persone che sono al tuo fianco Adesso, e quello che sai fare, a ciò che di buono hai fatto, ai successi che hai già ottenuto?

Impariamo ad essere più grati nella vita, invertendo la tendenza di focalizzarci su ciò che invece ci manca.

È anche utile sentirci guidati da persone che sembrano parlare direttamente a noi, magari perchè hanno percorso lo stesso sentiero o perchè affrontano ogni giorno queste tematiche nel loro lavoro.

Per questo ti consiglierò due libri, così che tu possa avere altri strumenti per dare una svolta alla tua vita.

Il primo è di Sara Knight, scrittrice americana laureata con lode ad Harvard.

Un libro per disadattati, ribelli, pecore nere e unicorni. Per gente che vuole sposarsi vestita di viola o spalmare il formaggio sui biscotti. Per quelli che preferiscono restare single in una cultura che feticizza i più improbabili video prematrimoniali. Per quelli che abbandonano gli studi di medicina per aprire un centro di cannabis terapeutica. L’anti-guru per eccellenza Sarah Knight ci spiega come rendere più facile il percorso che ci separa dal raggiungimento dei nostri obbiettivi, del nostro benessere o, più semplicemente, della nostra felicità. Perché così spesso gettiamo la spugna di fronte all’idea di un cambiamento, che sia una svolta professionale, un trasferimento, o anche solo un audace taglio di capelli? La chiave sta nella costante paura di fallire, e più precisamente nel timore del giudizio degli altri. Ci vuole coraggio per ammettere di essere imperfetti, vulnerabili e un po’ strambi. Ma è proprio dall’accettazione che nasce la sicurezza. Volete tingervi i capelli di blu, mollare il lavoro e avviare un vivaio di trote o rifiutarvi di portare pantaloni lunghi anche quando fuori fa davvero un freddo boia? Vi sentite un lupo solitario che rifugge dal matrimonio e dai marmocchi per scegliere una vita di tranquilla solitudine? Fregatevene del giudizio degli altri e sventolate la vostra bandiera della stramberia.

Il libro si chiama ‘Me ne frego‘, ti lascio il link.

Il secondo è un pò meno giocoso del primo, e come dice il titolo fa leva su una caratteristica sempre più fondamentale nella società di oggi: il coraggio.

Il futuro appartiene ai coraggiosi, e trovare il coraggio di non piacere è possibile, diventando liberatorio.

Nel corso di cinque notti, un giovane uomo insoddisfatto interroga un saggio maestro circa la possibilità di essere felici. Il giovane uomo crede che la felicità sia un’illusione sfuggente, in un mondo caotico e pieno di contraddizioni, in cui tutti vogliono apparire e si sentono in perenne competizione tra loro. Il saggio invece è convinto che il mondo sia un luogo semplice, in fondo, e che la felicità sia alla portata di tutti: basta vivere nel presente lasciando andare il passato, essere se stessi senza farsi condizionare dal giudizio o dalle aspettative degli altri, non voler sembrare sempre i migliori. Che cosa serve dunque? Il coraggio. Di scegliere, di cambiare, di essere liberi. In questo dialogo lungo cinque notti, eppure senza tempo, è racchiuso un segreto. Un segreto che riguarda tutti noi, e che ci trasformerà, se saremo aperti ad accoglierlo. Un segreto che ci permetterà di guardare a fondo dentro noi stessi con sincerità assoluta, di liberare tutto il nostro potenziale e infine di ritrovarci, senza sforzarci di piacere per forza a tutti. Un segreto che ci condurrà all’essenza stessa della felicità.

Di Ichiro Kishimi (psicologo e counselor, laureato anche in filosofia) e Fumitake Koga (autore di manuali di business e saggi)Il coraggio di non piacere‘.

Ti lascio il link.

P.S.

Non spaventarti dalla mole di informazioni.

Vedi questo articolo se vorrai come una mini mappa per liberarti dalla paura del giudizio degli altri.

Leggi e rileggi questo articolo e gli articoli che ti ho consigliato.

Leggi anche i libri se ti va, ma non avere fretta.

Credo sia meglio assimilare piano questo genere di informazioni, e lo facciamo meglio quando ci prendiamo i nostri tempi per meditarle e sperimentarle.

Ci vuole tempo.

A presto

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