A volte si ci ritrova a puntare il dito contro questo e quello, ma dovremmo soltanto puntarlo verso noi stessi.
Essere nemici di se stessi e non capirlo ci danneggia giorno dopo giorno.
Nihil inimicius quam sibi ipse – nulla ci è di più nemico di noi stessi
Cicerone
Ugualmente quando puntiamo il dito contro qualcuno, almeno 3 dita puntano contro di noi.
Nella vita vince sempre l’equilibrio. Gli eccessi sono dannosi anche se si tratta di responsabilità.
E’ da folli accusare sempre gli altri, è da sciocchi incolparSi sempre e condannarsi.
Dovremmo difenderci, ma allo stesso tempo capire in onestà quando abbiamo sbagliato e impegnarci a fare meglio.
Ma chi si difende e basta, contro tutto e tutti, accusando sempre il mondo piuttosto che ogni tanto mettersi una mano nel petto, non raggiungerà grandi risultati nella vita.
C’è poi chi non ha alcun problema ad ammettere le colpe, anzi ne ammette troppe, con gli altri ma sopratutto con se stesso. Si condanna, non si perdona e non si concede di sbagliare; e se capita è il primo ad accusarsi, mettendosi dalla parte di chi lo critica.
Essere troppo autocritici, troppo perfezionisti, è una condanna.
Si è in guerra con se stessi, dove NOI abbiamo la percezione di essere sempre dalla parte del torto, o quasi.
È il giusto equilibrio che dovremmo ricercare.
La perfezione non esiste, siamo nati esseri erranti e guai se non fosse così. Come si dice, chi non ha mai sbagliato, non ha mai provato nulla di nuovo.
Da grandi ci avviliamo, odiamo gli errori e vogliamo sempre mantenerci belli dritti e pettinati.
Ma saper sbagliare, fallire, è la prima regola per la crescita e l’apprendimento.
Un bimbo cade tantissime volte prima di fare i primi passi; immagina se a un certo punto si stancasse perché non sta riuscendo e sta continuando a ‘sbagliare’. Non camminerebbe mai!
E se si aspettasse un risultato perfetto, o quantomeno accettabile, fin da subito, nessun bambino imparerebbe a parlare!
Crescendo diventiamo forse meno bravi a voler apprendere; dovremmo imparare ad imparare, nell’imperfezione, nei fallimenti.
Il successo è passare da un fallimento all’altro senza perdere l’entusiasmo.
W. Churchill
Giudizi, aspettative, pretese
Una volta ho letto che:
La più alta forma di intelligenza umana è la capacità di osservare senza giudicare
Jiddu Krishnamurti
Tendiamo tutti a giudicare, tutto e tutti, situazioni e persone.
E spesso, giudichiamo noi stessi, non sempre per vantarci.
Non che sia sbagliato, l’umano è una mente pensante e quindi ha capacità di giudizio.
Ma se il giudizio sfocia nella cattiveria, nell’arroganza, nella presunzione, forse non fa bene nè agli altri nè a noi stessi.
Nella Bibbia c’è scritto ‘ama gli altri come ami te stesso‘. Si, ma se si è in guerra con se stessi, è molto probabile esserlo anche con gli altri.
Essere in guerra con se stessi significa non accettarsi così come si è, non essere felici di come siamo, di quello che facciamo e di come lo facciamo. Significa non accettare la realtà per come NOI siamo in grado di costruirla, dove NOI siamo gli UNICI colpevoli. Un pò è successo a tutti; quante volte, chi più chi meno, ci siamo giudicati, criticati, fino a provare rabbia e odio verso noi stessi. Forse è perché NOI non abbiamo rispettato le aspettative che NOI STESSI ci siamo dati?
Aspettative illogiche, irrazionali, troppo esagerate. O magari semplicemente attualmente un gradino al di sopra delle nostre capacità. Si è a un certo livello in qualcosa, si ci prova, si sbaglia, si fallisce, si cade, si ci rialza, si impara. Si cresce. Per poi migliorare.
Immagina di voler migliorare in un tuo aspetto della tua vita, e ti ci metti di impegno. Ma ad un minimo errore o insuccesso ti accusi e ti critichi. Ti sei mai ascoltato veramente in quei momenti? E’ capitato a tutti: ‘sono sempre il solito’, ‘non ce la farò mai’, ‘non so farlo’ etc.
Diresti questo a qualsiasi persona che sta provando a fare qualcosa? Io penso che non gli dirai ‘sei sempre il solito’, ‘non ce la farai mai’, ‘non sai farlo’, almeno che tu non voglia ferire di proposito.
Eppure a noi stessi lo diciamo.
Ti ricordo che dentro di ciascuno di noi è come se vivesse il bimbo che eravamo, avevo scritto un articolo carino su questo.
Il bimbo che eri, come si può sentire ascoltando questi ‘giudizi’? Ecco, è proprio così che ti senti ogni volta che TI parli così.
Stai molto attento a come TI parli
Forse hai delle aspettative troppo alte per te stesso, la vita non è un film, e non ci sono super eroi.
Si può sbagliare, non sempre si è al top, ci sono giorni in cui si è in gran compagnia e giorni in cui si è soli. Periodi di vacche grasse e periodi di vacche magre, giornate di sole e di pioggia.
Il trucco è accettare l’ Adesso così come è, anche se a volte fa male.
Ci sono cose che difficilmente si possono accettare, lo so.
Puoi farci qualcosa? Falla, altrimenti lascia andare.
Ma poi ci sono momenti brutti dove soffrire è inevitabile, lo sappiamo tutti e non fa testo. In certi momenti bisogna solo aspettare che finisca la bufera, c’è il dolore, lo stiamo provando, ne siamo consapevoli, lo accettiamo, e passerà.
Nella cultura orientale dicono che chi è ferito dalla spada può soffrire una, o due volte. Soffre due volte quando sente dolore per la spada, e la sofferenza emotiva per il fatto che è stato ferito.
Vivi la tua vita attimo dopo attimo, gira pagina e ricomincia.
E se proprio non riesci a girare pagina, almeno tira una linea!
Il libro da leggere di oggi è:
Vi ponete obiettivi ma vi scoraggiate quando i piani non funzionano? Conosciamo tutti certe persone che sembrano proprio nate per avere successo. Forma fisica, salute, affari: raggiungono tutti i loro obiettivi. Anche voi volete avere successo, e sapete che potete farcela… ma come?
Ovunque vi giriate, ci sono ostacoli a bloccarvi il cammino. Avere successo non significa evitarli, significa affrontarli a testa alta e superarli. Avete bisogno dell’autodisciplina e della forza di volontà per arrivare fino in fondo. Avete bisogno di strumenti che vi permettano di avere quell’autodisciplina e quella forza di volontà. Autodisciplina Quotidiana vi fornisce questi strumenti.
‘far pace con se stessi’ e vivere meglio
Siamo immersi tutti nella mente, come pesci che nuotano nel mare.
E proprio questi pensieri a volte possono essere così critici verso di sé.
Ho già scritto di questo, di quando E.Tolle raccontò che un bel giorno disse tra sé e sé ‘non ne posso più di me stesso!’.
Riflettendo si chiede chi parlasse, e di chi si fosse stancato.
Si chiese se erano Due nella stessa persona, quello che oggi gli psicologici chiamano l’IO e il SÈ SUPERIORE.
Da lì le sue riflessioni sullo stare presenti nell’ ADESSO, accettando la realtà per come è.
Leggi anche: Le parti in noi stessi che influenzano la nostra vita
La mente accusatrice è una condanna, un grande peso da portare ogni con noi.
Non c’è un modo per ‘zittire’ i pensieri, la mente fa semplicemnte il suo lavoro.
Invece potremmo evitare di identificarci con la mente, diventando consapevoli che è ‘la mente che sta pensando’.
Questa consapevolezza può essere allenata meditando, che tra le altre cose ci aiuta anche a migliorare la concentrazione e lo ‘star presenti’ nell’ ADESSO.
Ne ho parlato in maniera più approfondita in un articolo che ti lascio sotto.
Leggi anche: Perchè meditare fa bene, riflessioni sui benefici
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