Quando si parla delle parti che ciascuno di noi abbiamo in noi stessi, certamente uno dei libri più famosi è ‘Il potere di Adesso‘ di Eckhart Tolle.
Come è saputo, l’autore racconta di una fase della sua vita dove era in preda all’ansia e al malessere emotivo.
Finchè a un certo esclama ‘Non posso più vivere con me stesso! ‘.
A questa esclamazione seguì una pronta riflessione che portò alla creazione del best seller ‘Il potere di Adesso’.
Tolle si domandò chi fosse a parlare, e riferito a chi.
Due entità in un unico essere?
Arrivò a pensare che probabilmente c’era un conflitto tra l’ ‘io‘ e il ‘se‘, e forse solo uno dei due era reale.
Bene, nei miei studi non posso che notare che tutto ciò è una costante anche nelle moderne teorie psichiatriche, ma anche spirituali.
Ho sentito parlare di questa ‘realtà’ (più che teoria) da vari psicologi, guru spirituali, formatori.
Per capirci, un pò come quando si dice che il bambino che eravamo vive sempre dentro di noi.
A volte può arrabbiarsi, addirittura piagnucolare.
E lo sentiamo, dentro di noi, come parte integrante di noi stessi, trasmettendoci dolore, tristezza, ansia.
Magari una causa scatenante ha fatto ‘premere il grilletto’ alla reazione, forse riallacciandosi ad un vecchio trauma, una vecchia sofferenza, un’esperienza negativa e che ci ha segnato.
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Dialogo con noi stessi
‘Chi sei? Quanti anni hai? Perchè stai reagendo così?’
Certo, farsi queste domande da soli può sembrare da pazzi, ma in realtà è proprio questo che succede dentro di noi.
Ciò che siamo adesso è frutto di una violenta evoluzione
Magari sei stato tradito e abbandonato da giovane e adesso ogni volta che fiuti il RISCHIO di venire messo da parte, hai una reazione emotiva.
Può sembrare una reazione giustificata, ma a volte non lo è affatto.
È solo quella tua parte che si PRE-OCCUPA di essere lasciati NUOVAMENTE soli.
Oppure per chi era il primo della classe a scuola.
Abituato a vincere, ad essere il primo in classifica.
Nella vita reale non ACCETTA che altri siano più bravi di lui in qualcosa, non digerendo il fallimento o la sconfitta.
Da primo della classe a livello didattico rischia di trasformarmi in un caso di ‘insuccesso’ nella vita comune, se non gestisce bene questa parte IPERCOMPETITIVA.
Questa condizione può far nascere in noi la paura di fallire e di uscirne feriti ed umiliati.
L’altro caso più diffuso del bambino dentro di noi è il bambino amato dalla mamma.
Pretende amore, se non ce l’ha piange e fa i capricci, la mamma si impietosisce, il bambino riceve amore.
Questo circolo funziona bene nella prima infanzia dentro le mura domestiche, ma lì fuori questo atteggiamento può essere ancora latente dentro di noi, risvegliarsi in certe situazioni diventando tossico per la nostra vita.
Le persone non sono obbligate ad amarci, neanche se piagnucoliamo. Sembra ovvio e banale riferendomi a degli adulti, ma è un ‘grilletto’ che involontariamente viene premuto molto più spesso di quanto pensiamo.
Altra situazione scatenante ce la spiegava Marchionne in un intervento di molti anni fa: siamo in una società dei troppi diritti.
Dove, secondo l’ex AD, abbiamo diritti intoccabili per ogni cosa, anche per urlare e pretendere.
Così i giovani delle ultime generazioni crescono con la (falsa) convinzione che tutto ci è dovuto, ci appartiene prima di ancora di averlo conquistato semplicemente perché se ne ha ‘diritto’.
Così si cresce inermi nei confronti della vita, senza il ‘coltello in bocca’ che avevano i nostri padri nel lottare per conquistarsi un posto nel mondo.
La soluzione per sfuggire a queste trappole è semplice quanto efficace.
Scendere in basso nel nostro IO e trovare le resistenza.
Prendersi del tempo per noi per ascoltare il nostro flusso dei pensieri, meditando ad esempio.
Potremmo anche scriverli, e scrivere cosa si prova a riguardo!
Ferri del mestiere nel lavoro con noi stessi: carta e penna.
Dopo questa immersione torna presente, e chiediti ‘chi parla??‘.
Sei TU, o quella parte in te??
Siamo un TUTTO di ogni parte. Tutti noi abbiamo ogni caratteristica. La parti in noi stessi che ci definiscono e ci rendono unici, completi.
Proviamo rabbia, invidia, tristezza, paura.
Tutto sta all’intensità cui agiscono in noi queste parti, e quale potere diamo loro.
Anche secondo la filosofia occidentale dello Yin e Yang, esiste il bene e il male, la luce e il buio, pregi e difetti.

Puoi dire bene di te in pubblico ma parlare male di te con te stesso.
Ti ascolti mai mentre TI parli?
Quieta non movere et mota quietare
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Sei TU al timone
Una volta ho sentito:
Smetti di essere chi eri, trasformati in chi sei
Riconosci le tue parti, i tuoi comportamenti, cerca di capire perchè e poi lascia andare.
E poi LASCIA ANDARE!
Non dargli troppo peso, ma riconoscili ogni volta che si fanno vivi.
Osservali, sono loro, non TU.
Se è la prima volta che leggi queste parole può sembrarti strano, ma c’è tanto potere in questo.
Anche un pò di stordimento è proficuo per ritrovare noi stessi.
Quando ci perdiamo, e non sappiamo più chi siamo, allora una nuova rinascita è vicina.
Se non ti perdi non ti puoi ritrovare.
Leggi anche: Essere felici riattivando la creatività che ci distingue
Chi sei? O meglio, chi NON sei? Per citare una frase di McConaughey.

Greenlights. L’arte di correre in discesa
Matthew McConaughey
Baldini + Castoldi (22 aprile 2021)
Se capisci chi non sei, allora sei sempre più vicino alla tua vera essenza; ciò che sei.
Lo stesso attore definisce ciò ‘processo di eliminazione’, per usare le sue parole.
Oppure se vogliamo:
Scrollati di dosso l’eccesso.
E se a volte fa male, stai nel dolore cercando di non identificarti in esso.
Ciò potrebbe significare anche liberarsi di ciò che è dannoso per la tua vita o poco produttivo.
Scelte da fare, strade da prendere, persone da lasciare lungo la strada.
La rivoluzione della tua vita parte dalla tua testa.
Ad Maiora
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