Perchè i ricordi sono importanti

Quanta importanza diamo ai ricordi?

I ricordi ci possono far ridere, o piangere; sono importanti perché capace di toccare dentro di noi corde sensibili, risvegliando emozioni, sentendo ancora profumi, odori o quella vecchia sensazione provata.

Ricordare è diverso che memorizzare perché coinvolge l’emotiva di ciascuno, così soggettiva, così intima.

I ricordi sono importanti perchè ci dicono da dove arriviamo, come siamo arrivati fin qui.

Chi non ha memoria non ha futuro

I ricordi ci aiutano anche a capire dove siamo caduti in passato e come evitare di ricadere nella stessa buca.

Si ricordano gli attimi, carichi di emozioni che riviviamo nel presente ingannando la nostra mente.

Con la mente si va indietro, in quel luogo, con quella persona, in quella situazione.. e qualche corda dentro di noi viene toccata.

RICORDARE: Lat. recordari, der. di cor cordis ‘cuore’, in quanto dagli antichi era ritenuto sede della memoria, col pref. re- . >> riportare al cuore (n.d.r.)

Oxford Languages

I ricordi positivi ci ricaricano, ci fanno ‘rivivere’ i bei momenti che furono ricordandoci che siamo stati capaci, siamo stati degni del bene che abbiamo ricevuto.

Esistono due distinti modi per ‘ricordare’; un ricordo infatti può riaffiorare:

  • spontaneamente: ad esempio grazie ad un ‘grilletto’, ovvero un evento, un profumo, una circostanza che identifichiamo immediatamente simile al ricordo, che si ripresenta vivido
  • a chiamata: quando siamo noi che lo ricerchiamo volutamente e lo riportiamo in vita

Memoria emozionale

Anche le neuroscienze oggi parlano di memoria emozionale, e di come i ricordi siano in grado di attivare l’amigdala.

“L’amigdala è dunque l’archivio della nostra memoria emozionale, per ciò analizza l’esperienza corrente, con quanto già accaduto nel passato: quando la situazione presente e quella passata hanno un elemento chiave simile, l’amigdala lo identifica come una associazione ed agisce, talvolta, prima di avere una piena conferma. Ci comanda precipitosamente di reagire ad una situazione presente secondo paragoni di episodi simili, anche di molto tempo fa, con pensieri, emozioni e reazioni apprese fissate in risposta ad eventi analoghi.”

Fonte

L’amigdala quindi grazie ai riferimenti memorizzati nel passato, in sintesi (senza fare troppo il tecnico) è responsabile del rilascio degli ormoni che innescano la reazione di attacco o fuga (adrenalina, dopamina, noradrenalina) proprio IN SEGUITO a ricordi che ‘riviviamo’ nel presente.

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Spiegandomi meglio, a chi non è mai capitato di sentirsi arrabbiato per un evento di anni addietro che ci è tornato in mente.

I ricordi sono importanti anche per le aziende, che grazie agli studi delle neuroscienze hanno capito l’importanza di rendere memorabile il marchio a livello emozionale.

Le aziende oggi si focalizzano sui valori, sulle emozioni che riescono a trasmettere, usando i nostri sensi per fissare nelle nostre menti un ricordo memorabile del marchio.

Con lo storytelling entriamo dentro le storie, riuscendo a percepire le emozioni che vogliono che percepiamo.

Il ricordo del marchio sarà adesso carico di emozione, sicuramente più forte di un blando ricordo di ‘azienda X fa Y’.

Ecco la nuova (mica tanto) frontiera del marketing emozionale.

Controindicazioni

Tutto bello quindi? Basta mettersi li e rivivere momenti belli e sentire pace e gioia dentro di noi?

Per quanto possa essere bello e profondo ricordare ‘attimi’ del passato, badiamo bene che ciò non inneschi un loop tale da bloccarci.

Ricordiamoci che abbiamo una vita di cui ne siamo responsabili e, per quanto può essere scomodo, il nostro futuro lo creiamo grazie a ciò che facciamo via via, giorno dopo giorno, nel PRESENTE.

Ricordare in maniera ossessiva ci preclude nuove esperienze.

Bloccarsi a ricordare attimi di vita vissuta, seppur importanti, ci distraggono da ciò che è il nostro percorso OGGI, rischiando di non vivere pienamente.

Le emozioni durano naturalmente pochi istanti, ma a tutti è successo di sentirsi arrabbiati ad esempio per lungo tempo. Perchè?

Succede quando siamo noi stessi che ALIMENTIAMO quell’emozione con il pensiero, altrimenti la rabbia durerebbe solo pochi attimi in risposta all’evento scatenante (nel presente).

Pensiero > emozione > pensiero > emozione… è quindi il LOOP di cui parlavo, che ci impedisce di guardare gli eventi dalla giusta prospettiva e di vivere completamente il nostro presente.

La memoria è un mostro: tu dimentichi, essa no.

Archivia le cose, ecco tutto.

Le conserva per te, o te le nasconde, e le richiama, per fartele ricordare, a sua volontà.

Credi di avere una memoria.

Ma è la memoria che ha te.

John Irving – Preghiera per un amico

I socials non aiutano, riuscendo a ripresentarci (se noi lo permettiamo) persone magari che in realtà non fanno più parte della nostre vita.

Se non riusciamo a filtrare NOI ciò che vogliamo vedere, permettiamo che siano gli altri a decidere per noi cosa vedere.

Quindi potremmo ‘inquinare’ il nostro universo interno con immagini, video, esperienze di altri che forse non ci interessano più di tanto, ma anzi possono suscitare in noi spiacevoli emozioni proprio a causa delle corde che questi contenuti toccano.

Sembra banale ma non dovremmo sottovalutare questa cosa.

Ricordiamoci che il 95% circa di ciò che ci passa per la testa è derivato dal nostro inconscio.

Come gestire tutto ciò

Se non possiamo avere il controllo del nostro inconscio, possiamo però controllare ciò che ‘diamo in pasto’ alla nostra mente.

Consideriamo i contenuti (degli altri, o delle infinite aziende) come potenziale cibo che scegliamo o meno di mangiare. Siamo sicuri che determinate cose ci facciano bene?

Naturalmente non mi riferisco al contenuto in sè, ma quanto al richiamo che esso suscita con la nostra memoria emozionale, specialmente se ti capita spesso di ritrovarti nel LOOP di cui parlavo sopra.

La mente farà sempre il suo lavoro, penserà e ci ripresenterà cose più o meno piacevoli.

Se i ricordi brutti ci possono mettere ansia, tristezza, o farci provare rabbia, quelli positivi non sempre sono così ‘green’ (e non solo per la malinconia per possono provocare).

Stare sempre lì a cullarsi in ricordi, seppur bellissimi, appartenenti a tempi lontani, ci impedisce di vivere ADESSO!

Sarebbe più intelligente fare delle azioni OGGI per costruire subito i bei ricordi che ricorderemo in futuro.

Sprecare vita preziosa guardando indietro non è intelligente, ma anzi ti allontana sempre più dalla realtà.

Ricordare con naturalezza, per poi ritornare con lo sguardo all’ ADESSO.

È l’unica regola che dobbiamo ricordare.

Fai pace con il tuo passato e non farti piegare dai rimpianti.

Vivi, ma vivi adesso.

Un ottimo esercizio per allenare l’attenzione a stare nel qui&ora è la meditazione.

Meditare ti permette infatti di diventare più consapevole del lavoro della mente, e di riconoscere quando ti porta indietro (o avanti) così da ritornare a guardare dritto davanti a te.

Non cadere nella trappola (a volte dolce come una culla) dei ricordi.

La lettura consigliata è ancora una volta il libro di Eckhart Tolle.

Alla prossima


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