Ci hai mai fatto caso di quanto tempo passi scrollando i tuoi socials preferiti?
Tempo fa mi capitava di scrollare le notizie da Google e mi piaceva arrivare alla fine, ovvero nel punto in cui non c’erano altre notizie sotto. Non so se adesso è solo una caratteristica di adesso che scrivo, ma sembra che Google abbia ad oggi rimosso questo ‘limite’. Ovvero, puoi andare giù all’infinito (forse).
Bene il mio tempo a leggere le notizie è aumentato drasticamente! Quasi non riuscivo a staccarmi.. ho avuto, in paragone allo stesso tool ma con il limite, l’esempio chiaro di come lo scrool infinito ci rubi tempo
Pensa ai vari social ad esempio, di come di incastriamo tutte le volte che entriamo su Facebook, Instagram, TikTok, YouTube e simili.
Considerando che a volte giustifichiamo la nostra pigrizia o inerzia, nell’incapacità di raggiungere i nostri obiettivi, dicendo/ci di non avere abbastanza tempo, leggi con attenzione quanto sotto perché avrai davanti un’importante slot di tempo da cui puoi fin da subito attingere.
Quando si parla di gestione del tempo e gestione delle risorse, come spesso ho fatto in questo blog, si ci ricorda sempre che abbiamo tutti le 24 ore a disposizione, ma di come tutti noi sperimentiamo un inutile spreco di tempo.
Ora, faccio un preambolo, so che le nostre vite sono difficili, c’è il lavoro, lo stress, i problemi.. e che alcune ‘pause’ anche nei social possono essere un modo per svagarci.
Sono in primo, lo saprai se sei un lettore abituale, a narrare dell’equilibrio che dobbiamo ricercare in cui rientra anche l’oziare e addirittura giocare.
Ma non lasciamoci fregare rimanendo prigionieri di questi sistemi creati apposta per trattenerci più tempo possibile; tempo che poi viene naturalmente sottratto a ciò che nella nostra vita avrebbe un valore sicuramente migliore.
Perché succede?
- Completare tutto (vedi anche approfondimento numerico in fondo all’articolo: quanto tempo ci occorrerebbe ipoteticamente?)
Siamo programmati per chiudere le task, ovvero per completare ciò che abbiamo iniziato. In maniera innata vogliamo finire e odiamo lasciare cose in sospeso. Facci caso che, quasi sempre, quando vediamo un post, sotto se ne intravede un altro. Per il nostro cervello il lavoro non è finito. Tipico del mondo dei videogiochi ma applicabile a ogni ambito digitale, il completismo è la tendenza compulsiva a voler sbloccare ogni obiettivo, vedere ogni segreto o terminare ogni lista. Accade perché il nostro cervello rilascia dopamina quando chiudiamo un cerchio. Vedere una barra di avanzamento al 100% o una lista di notifiche svuotata genera un senso di controllo e gratificazione immediata. Se sappiamo che esiste “dell’altro” (altri post, altri video), il nostro cervello sperimenta una tensione cognitiva costante. Finché non “finitiamo” il compito, restiamo in uno stato di allerta psicologica. Possiamo associarlo anche all’ Effetto Zeigarnkik, dal nome dalla psicologa Bluma Z.. È il principio secondo cui il nostro cervello ricorda molto meglio le attività interrotte o incompiute rispetto a quelle completate.
2. La paura di rimanere tagliati fuori
Probabilmente non in maniera conscia, ma in quei post che stiamo per ignorare ci potrebbe essere qualcosa di molto interessante, curioso, divertente, di cui tutti parleranno o che possa essere addirittura utile. Ma anche una conoscenza, un’opportunità. Viene definita FOMO (Fear of Missing Out), ed è collegata la nostro istinto di sopravvivenza.
3. Ci piace
Scrollare ci piace, anche se non ci fa poi così bene. Per vari motivi innesca in noi la famosa dopamina, al pari di quando mangiamo un buon cibo. Siamo attirati da questo gesto, lo ricerchiamo, ne possiamo diventare dipendenti. Gli studi psicologici recenti confermano che lo scrolling infinito attiva un meccanismo di “ricompensa variabile” simile alle slot machine. Questo fa sì che l’utente percepisca il tempo passato come inferiore a quello reale (il cosiddetto fenomeno del “time fly”).
4. Ricerchiamo contenuti ben specifici
Non pensare male, a volte si ricercano ossessivamente notizie negative, tragiche. Diventiamo feticisti delle brutte notizie. Questa tendenza, scrollare per cercarle, la definiscono doomscrolling. Nel 2025 si è registrato un aumento del tempo speso su contenuti di attualità e “news d’ansia”, che paradossalmente aumentano la permanenza perché il cervello cerca risposte o rassicurazioni in un flusso continuo di informazioni.
5. Ordine – Horror Vacui Digitale
È la “paura del vuoto” applicata ai dati. In un’era di sovraccarico informativo (information overload), l’individuo cerca di dare un ordine al caos. Tentare di completare un catalogo è un modo inconscio di provare a dominare l’infinito, trasformando un flusso caotico in un oggetto finito e quindi rassicurante.
Interazione diversa che in passato
Secondo alcuni studi che ho letto, tra cui le statistiche di Digital 2025 Global Overview Report (di We Are Social), gli utenti stanno entrando meno nei socials ma vi rimangono per più tempo.
Questo è dovuto anche al fenomeno dei video brevi, cui TikTok ha fatto da apripista ma che poi tutti gli altri a suo modo hanno seguito.
| Social Media | Tempo Medio Mensile (stima 2025) |
| TikTok | ~29 ore e 40 min |
| YouTube | ~18 ore |
| ~15 ore | |
| ~13 ore |
A livello mondiale, il tempo medio giornaliero trascorso sui social media si è stabilizzato intorno alle 2 ore e 21 minuti. Assurdo!
Certo, c’è il ‘malato patologico’ che ci sta 10 ore e chi 10 minuti, il calcolo è della media, ma rende l’idea.
Come difendersi
Se vuoi la risposta breve: dandoci un freno.
Come vedrai nel capitolo sotto, non c’è quasi un limite a tutto ciò se non siamo noi a darcelo.
Serve consapevolezza, volontà, corretta gestione del proprio tempo e rispetto per se stessi.
Ci vari poi vari strumenti che possiamo usare, oggi già disponibili in molti smartphone, per dare un tempo limite all’uso delle app social.
Per cominciare, prova a guardare le statistiche di utilizzo dalle impostazioni per notare fino ad oggi quanto tempo ci hai perso, alcuni si spaventano!
Curiosità: vedere tutto..
Supponiamo che tu in questo momento decida di voler vedere proprio tutto, ogni contenuto, ogni post, ogni meme, ogni video su Facebook (per prendere una piattaforma su tutte. Supponiamo inoltre che in questo stesso momento nessun altro possa più condividere o postare nulla, quindi tutto è nelle tue disponibilità per completare ogni visione.
Per quanto segue ho chiesto i dati a Gemini a gennaio 2026..
1. I numeri di Facebook
Per fare una stima, dobbiamo considerare i diversi tipi di contenuti:
- Utenti attivi: oltre 3 miliardi di persone.
- Foto: si stima che su Facebook siano state caricate oltre 250-300 miliardi di foto dalla sua nascita.
- Video: sebbene meno numerosi delle foto, i video occupano la maggior parte del tempo di visione. Ogni giorno vengono visualizzate miliardi di ore di video.
- Post testuali e commenti: triliardi di interazioni.
2. Il calcolo ipotetico (solo foto)
Supponiamo che tu voglia guardare solo le 300 miliardi di foto caricate finora:
- Se dedicassi 1 secondo a ogni foto, senza mai dormire, mangiare o fermarti
Solo per “scorrere” le foto, servirebbero circa 9.500 anni.
3. Il calcolo per i Video
Questo è il vero “buco nero” temporale. Anche se i video sono meno delle foto, la loro durata è immensa.
- Si stima che ogni minuto vengano caricate centinaia di ore di video sui server di Meta (includendo Instagram e Reels).
- Se ipotizzassimo “solo” 1 miliardo di ore di video totali archiviati (una stima probabilmente al ribasso):
- approssivamente 145000 anni di visione ininterrotta.
4. Conclusione: una sfida impossibile
Se un uomo iniziasse oggi a scorrere l’intero catalogo di Facebook (foto, video, post, link e commenti):
Servirebbero probabilmente circa 200.000 anni.
In pratica, dovresti vivere quanto l’intera storia dell’Homo Sapiens per riuscire a vedere ogni singolo meme, video di gattini e aggiornamenti di stato di tutti.
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