Tutti ci abbiamo spesso a che fare; la categoria del venditore può non essere ambita da tutti, ma sarebbe utile farlo almeno una volta nella vita.
Li troviamo ai centro commerciali, nei centri urbani, spesso ci suonano perfino a casa.
Ormai chiamano incessantemente agenzie che reclutano più o meno giovani venditori per venderci i loro servizi.
Ma c’è anche una categoria di gente seria, preparata, che svolge il ruolo di consulente (magari presso aziende) ma sempre con l’ottica commerciale.
Questi ultimi sono venditori si, ma coltivano un rapporto diverso e duraturo.
Diciamo che l’immagine del venditore può variare da persona a persona.
Potresti vedere un venditore come un amico, un utile consulente che risponde alle tue esigenze.
O potresti etichettarlo come un rompi balle sempre pronto a piazzarti qualcosa, che magari poi non ti servirà o non fa per te.
La differenza la fa sempre l’uomo, cioè la persona e la sua unicità.
E per lo stesso motivo, non si può piacere a tutti.
Il ruolo del commerciale perciò ti insegna molto, che sia o meno il lavoro della tua vita.
La scuola della vendita
Diciamoci la verità, siamo tutti venditori.
La vita è fatta di trattative e ‘azioni di persuasioni’ anche se non hai mai fatto il commerciale.
Si fanno trattative con amici, con il partner, con i figli..
- quando si hanno idee opposte e si vuole portare l’altra persona a vederla come noi
- per fare in modo che le persone ci seguono in ciò che vogliamo fare
- quando si sta decidendo chi fa cosa
- perfino quando si deve decidere un locale o una città da visitare
Trattiamo sempre, applicando a nostra insaputa le nostre migliori qualità da venditore.
C’è chi è più portato, e chi meno.
Chi riesce naturalmente a influenzare gli altri, e chi invece tende a seguire.
Siamo diversi, unici.
Proprio per questo fare il venditore, almeno una volta, ci aprirà gli occhi.
Capiremo che tutti sono diversi, ma con una base simile.
Trattando con la gente ricordiamoci che abbiamo a che fare con creature governate non dalla logica ma dalle passioni, impastate di pregiudizi e mosse dall’orgoglio e dalla vanità.
Dale Carnegie
Affineremo così la nostra arte di trattare con la gente, plasmandoci a seconda della persona che abbiamo di fronte.
Affronteremo il nemico peggiore che possiamo mai avere, noi stessi.
Costretti a fare i conti con la nostra timidezza, con la nostra emotività e motivazione.
Ci sono degli obiettivi da raggiungere, e non possiamo procedere a casaccio.
Serviranno tutte le nostre risorse.
Dovrebbe organizzare al meglio il nostro tempo, risorsa tra l’altro più preziosa.
E saremo messi davanti a difficoltà, più o meno serie, che devono essere superate.
Dovremmo armarci di tutta la nostra resilienza e astuzia.
E nel cammino conosceremo anche tanta gente, che ci arricchirà.
Nasceranno forse nuove amicizie, nuove esperienze che ci plasmeranno.
E anche se non sarà il lavoro che ci accompagnerà alla pensione, ne usciremo sicuramente più forti!
Nulla a questo mondo è un fenomeno che avviene isolato.
Tutto è il risultato di causa precedenti.
Quindi, se il venditore ha fatto bene il suo lavoro e costruito nella mente del cliente il desiderio che dovrebbe alla fine culminare nella vendita, il lavoro di chiusura, tutt’altro che difficile in questo caso, dovrebbe essere la parte più semplice di tutta la procedura.
Un pò come cogliere una mela matura sul ramo più basso dell’albero.
Vendere non è una sorta di trucco che porta il cliente potenziale improvvisamente a decidere tutto insieme di comprare.
Parliamo piuttosto di una serie di piccole decisioni, così come salire una scala non è un unico enorme salto ma un susseguirsi di gradini piccoli e più semplici.
Charles Mears
Mente sana in corpo sano
Per fare il venditore bisogna stare con se stessi.
Questo lavoro introspettivo ci permette di scovare le nostre lacune, per poi lavorarci.
Mente, corpo e spirito.
Alleniamoci, prendiamoci cura del nostro corpo.
Impariamo a curare la nostra alimentazione e a stare attenti agli eccessi.
Avere rispetto della nostra mente, fuggendo da ciò che ci è tossico, imparando a vivere nel presente.
Meditare, per imparare a non perderci tra il passato e il futuro, ma a stare saldi nell’Adesso.
Abbondare di gratitudine e perdonare.
Essere ambiziosi e coraggiosi.
Il resto verrà da solo..
Ad Maiora
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