Come puoi guarire il tuo bambino interiore che sembra ferito?
Lo senti piangere, strillare, gridare, ti è mai capitato di avere questa impressione?
Come avere una parte dentro di se, infantile, simile al bambino che eravamo.
Che in realtà, dicono tutti gli psicologi, c’è realmente!
Il bambino che eravamo resterà sempre con noi, non è morto, farà sempre parte della nostra vita.
A volte non si riesce a gestirlo, a calmarlo.
Rende nervosi, ci costringe a fuggire da tante cose, a volte da tutto.
Troppo sensibile, inadatto al mondo là fuori.
Sentire dentro di noi quella ferita, che pulsa, che duole.
E nonostante i giorni sereni, basta avvicinarsi ad una situazione specifica e la ferita ritorna a far male.
Per evitare questo dolore, si ci sente costretti ad evitare tante, importanti situazioni.
Fuggendo da cose normalissime, da determinati discorsi, da determinati eventi.
Diventa un circolo vizioso..
Per chi ha imparato a guardarsi dentro, non può non aver sperimentato ciò.
Come guarire quel bambino che ci portiamo dentro

Capire come guarire quel ‘bambino interiore’, cioè presente dentro di noi, cambierà la tua vita.
Casualmente potresti trovare una via.
Una via che può venire dal passato.
Riprendi situazioni successe anche molti anni prima, magari nella tua infanzia o nella prima adolescenza.
E da li, con un modus operante sicuramente più immaturo della tua età anagrafica, rimetti mano a quella ferita.
Sono sempre stato un tipo molto riflessivo e in questo caso bisogna esserlo!
Ognuno di noi ha dentro di sé un bimbo o una bimba. Jung lo chiamò il “Bambino Divino”.

A volte confondiamo i SUOI capricci per nostri atteggiamenti, come non poterci fare nulla.
Ma è quel bambino a sentirsi escluso, non amato, non accettato.
È quel bambino dentro di noi che si sente in trappola e vorrebbe essere notato e salvato.
Avere dentro di se un blocco emotivo che sembra irrisolvibile, lo possiamo soltanto tradurre come un bimbo che non è riuscito a crescere; intendo, in quel determinato campo!
Leggi anche: Il processo primario di Freud e l’inconscio
Un blocco emotivo che ha un’età diversa dalla nostra età anagrafica.
Anche queste ferite interiori fanno parte della nostra evoluzione e, se sono bloccate, bisogna capirne il senso profondo.
Ma qualsiasi siano le motivazioni, che faranno piangere quel bimbo, tutta la nostra sfera personale è compromessa.
Bisogna intervenire.
1) Ma chi è quel bimbo, perché è ferito?
Il primo passo è avere consapevolezza, conoscere.
Quel bimbo è lo stesso che non è stato amato dai genitori, che non è stato compreso dal padre, che è stato escluso dagli amici.
È quel bimbo con cuore spezzato, dagli amori o da cattive amicizie.
Il bambino che non riusciva ad andare bene a scuola o in uno sport.
Sono solo esempi, ma penso che ciascuno di noi abbia una capacità: la capacità di fermarsi e chiedere a quel bimbo “perché piangi?”.
Sono sicuro che scavando nel tuo passato troverai le risposte che cerchi.
Spesso in risposta a queste ferite, ognuno di noi comincia ad indossare una maschera, per proteggersi.
Come un personaggio, che ci creiamo apposta per evitare ancora quel dolore.
Ma non sempre quella maschera è utile per la nostra vita, anzi spesso è limitante e tende a rovinarla sul serio!
Evitando situazioni, sentendosi impotenti e impauriti, può veramente rendere le nostre vite misere.
La maschera che ci creiamo può farci chiudere in noi stessi, impedendoci di imporci nella società e imporci nella nostra stessa vita!
Continuare a chiudersi è sbagliato.
È nostro dovere capire come guarire quel bambino interiore.
2) Conoscere quel bimbo, ma non solo
.. devi amarlo, accettarlo!
Accoglierlo, come un genitore accoglie un figlio che piange.
Accettarlo, restare nel dolore quando le ferite fanno male.
Restare proprio li, ad ascoltare il dolore, a guardarlo, e accettarlo!
Solo così potrai lavorare su queste ferite, lavorando su te stesso, e non cercando soluzioni dall’esterno.
O meglio, gli eventi esterni possono darci consapevolezza.
Ma non dobbiamo fuggire da situazioni, o persone, che sembrano “toccare” quelle ferite!
Anzi, dobbiamo ringraziare che ciò avvenga, perché ci rende coscienti di ciò che veramente succede dentro di noi.
E adesso?
3) Fallo crescere
Non è assurdo, gli esperti dicono che quel bimbo può crescere così da poter finalmente eguagliare la nostra età anagrafica.
Potrà guarire e crescere solo con l’amore e il gioco.
Permettiamo di crescere il bambino interiore che è rimasto bloccato tutti questi anni, seguendo questi semplici consigli:
- Riprendi vecchi interessi, riprendi vecchi giochi che amavi fare da giovane.
- Riparti da li, da quelle tue vecchie passioni, da quei tuoi vecchi desideri.
- Anche da oggetti, apparentemente infantili, che amavi da bambino. Che può essere un cuscino decorato, un lenzuolo, un giochino.
- Se abbiamo figli, caliamoci allo stesso livello dei piccoli, giocando con loro, come loro.
- Riscopriamo il nostro lato creativo, anche se hai 50 anni e non disegni da 10.
- Parla con te stesso, e fai ciò che ti piaceva e che ti sarebbe piaciuto fare quando eri QUEL bambino.
E vedrai che, piano piano, anche quei tuoi interessi si evolveranno in qualcosa di più maturo.
E questo sarà già il processo di crescita.
PS: se ti va, dai un’occhiato all’articolo Pensa se non l’avessi fatto, perchè magari nella vita buttarsi a capofitto nelle cose ci migliora la vita
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