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Filiera del biologico – che tipo di controlli vengono effettuati?

Abbiamo già parlato dei vantaggi di mangiare biologico e di stare attenti a ciò che mangiamo, in due articoli che lascio sotto.

Seppur ad esempio l’Italia in media abbia già degli standard classici ottimi quando si parla di cibo e allevamenti, rispetto a quanto si dice di altre nazioni meno virtuose, il controllo sul comune allevamento o campo di produzione quasi non avviene.

Quando si parla di un prodotto di elettronica o motorizzato abbiamo la fortuna di poter accedere a tantissime informazioni, di dove è stato fatto, con quali materiali etc.

Purtroppo ad oggi manca un’attenzione così attenta su quella che poi è la cosa più importante di tutte! Il nostro cibo..

Basta sfogliare un qualsiasi volantino del supermercato e di solito abbiamo soltanto il binomio ‘prodotto-prezzo’.

Ma quella stessa melanzana varia a seconda di dove e come sia stata prodotta, specie considerando le varie zone inquinate di Italia e/o i metodi che si scelgono per trattare le piante contro i parassiti.

Ecco perché tanti si affidano al biologico proprio per essere certi di comprare, anche pagando di più, ad una filiera controllata e certificata.

I prodotti che risultano conformi ai requisiti del Reg. (UE) n. 848/2018 possono essere commercializzati con il logo biologico europeo.

Ma che tipo di garanzie ci sono nello scegliere prodotti biologici?

Grazie a quali controlli possiamo stare tranquilli di mangiare (e far mangiare) un cibo sano?

Approfondiamolo insieme.

Controlli sullo standard

I controlli sui cibi biologici possono variare a seconda delle normative e delle pratiche adottate nei diversi paesi, ma solitamente includono diverse fasi di verifica per garantire che i prodotti rispettino gli standard biologici.

Sono rigorosi e coprono l’intera filiera produttiva, dalla semina alla raccolta, dalla trasformazione al confezionamento, fino alla vendita.

Vengono effettuati da organismi di controllo indipendenti e certificati, che naturalmente differiscono tra stato e stato.

In Italia, i controlli sui prodotti biologici sono affidati a:

  • Organismo di Controllo CCPB
  • Organismo di Controllo ICEA
  • Organismo di Controllo Bioagricert
  • Organismo di Controllo Valoritalia

Di solito funziona più o meno nei termini di questi steps:

  1. Certificazione biologica. I produttori di cibi biologici devono ottenere una certificazione da enti o autorità competenti che attesti che il loro processo di produzione rispetta gli standard biologici stabiliti.
  2. Controllo delle coltivazioni. Questo può includere la verifica che siano utilizzati solo fertilizzanti e pesticidi biologici approvati, che non siano presenti OGM (Organismi Geneticamente Modificati) e che siano rispettate le pratiche di gestione del suolo e della biodiversità.
  3. Controllo della produzione. Vengono verificate le pratiche di trasformazione, conservazione e imballaggio per garantire che siano conformi agli standard biologici. Ad esempio, l’uso di additivi artificiali può essere vietato o limitato.
  4. Tracciabilità. È importante che sia possibile tracciare la provenienza e il percorso dei cibi biologici lungo tutta la catena di approvvigionamento, dalla produzione al consumatore finale.
  5. Etichettatura. I cibi biologici devono essere correttamente etichettati per informare i consumatori sul fatto che sono prodotti biologici e possono includere informazioni come il nome dell’ente certificatore e il logo biologico.
  6. Ispezioni periodiche. Gli operatori di produzione biologica possono essere soggetti a ispezioni periodiche da parte degli enti di certificazione per verificare il rispetto degli standard biologici.

Per dirla in altri termini:

Controlli in campo:

  • Ispezioni visive delle coltivazioni per verificare l’assenza di pesticidi, erbicidi e fertilizzanti chimici.
  • Controllo del rispetto delle rotazioni colturali e delle tecniche di sovescio.
  • Prelievo di campioni di terreno e acqua per verificarne la qualità.

Controlli in azienda:

  • Verifica della documentazione aziendale relativa alle pratiche agricole adottate.
  • Controllo dei sistemi di stoccaggio e di rintracciabilità dei prodotti.
  • Prelievo di campioni di prodotti per analisi chimiche e microbiologiche.

Controlli presso i distributori:

  • Verifica della corretta etichettatura dei prodotti biologici.
  • Controllo delle condizioni di stoccaggio e di vendita.

Possono essere effettuati anche:

  • Controlli a sorpresa.
  • Analisi di laboratorio per la ricerca di OGM e di residui di pesticidi.
  • Verifiche ispettive presso i Paesi terzi da cui provengono i prodotti biologici importati.

Quindi..

In pochi decenni si è passati dai 2 miliardi ai circa 8 milioni di abitanti.

Nell’esigenza di sfamare l’umanità i settori produttivi e industriali si sono organizzati per aumentare le rese e diminuire le perdite.

Il risultato in estrema sintesi è una minaccia alla buona qualità di ciò che potremmo mangiare, ma ci rimane sempre la scelta.

Il primo passo è la conoscenza, sapere cioè quello che può essere salutare e cosa di cui preoccuparsi, riconoscere le truffe alimentari e cibo scadente venduto per buono.

E poi nel limite del possibile cerchiamo di non badare a spese sul cibo, preferendo alimenti biologici, freschi, diffidendo dalle super offerte.

È noto infatti che tante aziende nella GDO sono costrette ad elargire incenti sconti, che naturalmente tentano l’azienda a tagliare sui costi e quindi sulla qualità; bisogna quindi prestare attenzione alle aziende e ai prodotti a cui fare affidamento.

Si dice che ciascuno mangia secondo le sue possibilità, ma il problema è anche psicologico.

Si tende a spendere cifre altissimi per beni elettronici e di alta moda, magari per soddisfare il proprio Ego o per apparire, e poi si vuole assolutamente risparmiare l’ euro sul cibo.

Il cibo invece è quanto più di importante che abbiamo da scegliere e dovrebbe essere l’ultima cosa su cui poter andare a risparmiare.

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