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Istruire o educare?

Quando si parla di comunicazione, di rapporto genitori/figli, di formazione o semplicemente di rapporti.. meglio istruire o educare?

Soprattutto, che differenza c’è tra istruire ed educare?

Facciamo una premessa: una cosa non sostituisce l’altra.

Un buon insegnante, coach o formatore userà infatti il giusto mix tra istruzione ed educazione.

Differenza tra istruire ed educare

Istruire significa trasmettere contenuti culturali per via intellettuale da una mente all’altra: dall’insegnante al discepolo. Educare significa curare la dimensione emotivo-sentimentale dei ragazzi aiutandoli a passare dalla pulsione (dove si arrestano i bulli) all’emozione. La mente non si apre se prima non si è aperto il cuore.

U. Galimberti

Imparare per crescere certamente ha le sue difficoltà.

Ma mai come chi ha la responsabilità di trasmettere conoscenze e incentivare la crescita.

Nella formazione si fa una netta differenza tra istruire ed educare.

Istruire

  • istrüire (ant. instrüire) v. tr. [dal lat. instruĕre «preparare, costruire, insegnare», comp. di in1 e struĕre «collocare a strati, connettere»] (io istrüiscotu istrüisci, ecc.) – fonte: Treccani

È probabilmente la forma di insegnamento più usata e abusata.

Consiste nell’ aggiungere informazioni e nozioni a chi viene quindi ‘istruito’.

Quando qualcuno ci istruisce infatti conoscenze ed esperienze che non si avevano prima, ci vengono trasmesse dall’esterno.

Ma è responsabilità anche dell’allievo farsi trovare pronto.

Spesso quando si tratta di apprendere qualcosa che va in contrasto con quanto già sappiamo, mettiamo noi stessi un freno e un blocco all’insegnamento.

Ad esempio, immaginiamo di aver fatto per anni Karate e adesso vogliamo imparare la Kick-Boxing. Per quanto simili, affinchè il maestro possa insegnarci al meglio la nuova arte marziale, dobbiamo riuscire a mettere da parte quanto già appreso. Qualcuno faceva l’esempio della coppa di vino: prima buttiamo quanto rimane del vecchio, poi aggiungeremo il nuovo.

Leggi anche: Imparare ad imparare

Educare

  • educare v. tr. [dal lat. educare, intens. di educĕre «trarre fuori, allevare», comp. di e-1 e ducĕre «trarre, condurre»] (io èduco, tu èduchi, ecc.; ant. o poet. edùco, ecc.) – fonte: Treccani

Un educare è chi invece si tirare fuori quanto già esiste.

Nell’argomento si fanno spesso due considerazioni:

1) l’esempio della natura: non ha bisogno che qualcuno insegni a fiorire, far frutti o in generale a vivere

2) Socrate e la sua maieutica: figlio di un’ostetrica, prende spesso l’esempio dell’aiutare a far nascere come modello di formazione; sosteneva che tutto era già dentro, soltanto aiutava nel processo di tirarlo fuori

Un educatore non per forza dà istruzioni, spesso infatti lascia la riflessione che porta a quel singolare apprendimento.

Leggi anche: In costa consiste l’educazione efficace con i figli? 6 punti chiave

Una cosa non sostituisce l’altra

Onestamente non vedo un metodo più efficace in assoluto nell’altro, nella forma in cui si necessita di entrambi.

Serve che un insegnante a scuola trasmetta nozioni e sapere, ma che sappia anche in egual modo ‘tirar fuori’ alcune competenze del singolo studenti.

Allo stesso modo nella formazione aziendale, specialmente in questa particolare Era che ci contrappone all’Intelligenza Artificiale, la singolarità d’animo dell’individuo farà la differenza.

Leggi anche: L’Era del cuore


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