a mountain with a waterfall in front of it

Perché lottare con il cambiamento?

Si ci ritrova a volte in situazioni limite che ci mettono davanti ad un bivio, altre sappiamo che la nostra vita necessita un cambiamento urgente, ma finiamo per lottare contro di esso.

È una contraddizione tutta umana.

Io credo che la natura sia molto più flessibile in ogni cambiamento.

Nulla di base permane uguale, tutto muta.

Ma l’uomo si attacca spesso alla realtà, a volte perfino al passato.

Il conosciuto non fa paura, l’ignoto si.

Uno degli esempi più comuni è quando si è in una relazione amorosa, che improvvisamente passa da bella a intensa o qualcos’ altro..

Quel cambiamento improvviso, di solito rappresentato dal repentino cambio di sentimenti di uno/a dei 2, porta l’altra persona a lottare con la realtà.

Il passato, o meglio l’idea della coppia innamorata e affiatata che si è fissata nella memoria, ormai sembra lontano ma non riusciamo a lasciarlo andare.

La persona che prima ci guardava con amore ora ci guarda con indifferenza e rassegnazione per un amore ormai finito, ma questa nuova realtà non ci piace.

Combattiamo questa nuova realtà delle cose, cercando i modi per ritornare a ciò che era.. spesso impossibile.

Ciò che è rotto difficilmente si ripara.

Le relazioni finiscono, le persone cambiano o cambia il modo in cui ci guardano.

Ma saremo così forti da prenderne atto e accettarlo, senza combattere il cambiamento?

Fluire

Nell’articolo Il maestro zen Hakuin e l’accettazione avevo raccontato di una storiella scritta da Tolle in Un nuovo mondo.

Si racconta di un monaco buddhista e maestro zen giapponese vissuto a cavallo tra il ‘600 e il ‘700.

Viveva in un villaggio del Giappone e godeva di un’alta reputazione tra tutto il popolo.

Un giorno la figlia adolescente del suo vicino si accorse di essere incinta, e alla famiglia raccontò che il padre era proprio Hakuin!

La famiglia di lei andarono ad accusare Hakuin di ciò che la figlia confessò, e lui rispose semplicemente ‘ah è così?’.

La voce ovviamente si sparse e lui venne isolato e criticato aspramente.

Un giorno nacque il bambino, e la famiglia di lei lo portarono al monaco dicendogli che era giunto il momento di prendersi le sue responsabilità.

Lui si prese cura del piccolo per un anno intero, finchè la ragazza con rimorso confessò di aver mentito sull’identità del padre, che non era quindi Hakuin ma un altro ragazzo!

Andarono quindi dal monaco a porgere le proprie scuse e lui rispose semplicemente ‘ah è così?‘, riconsegnando il bambino.

Questo monaco ci insegna come è possibile fluire insieme agli eventi, accettandoli all’istante rifiutando la pretesa che le cose rimangono rigide o che sia per forza giuste.

E tu cosa stai combattendo?

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