benessere tossico

Il ‘benessere tossico’ sempre più sostituito dalla mindfulness dalla GenZ

La cosiddetta ‘toxic wellness’, cioè il ‘benessere tossico’ ovvero il modo in cui esso si ricerca. Per spiegarmi meglio diciamo che è alla vista di tutti di come (tanti) giovani e giovanissimi ricercano la propria forma fisica con assiduità e dedizione, ma che a volte sfocia nella tossicità.

Quindi la ricerca del benessere fisico è spesso associata alla bellezza esteriore fine a se stessa, il modo per raggiungerla sa essere molto doloroso e talvolta controproducente per la saluta (fisica e mentale) stessa.

Un paradosso, a volte, di come per ricercare il benessere si ci ‘intossica’.

Sessioni di workout che sfociano nel catabolismo e nelle infiammazioni, diete ferree che collassano il sistema nervoso con il rischio di abbuffate improvvise.. uniamo il tutto all’idea di sentirsi ‘in’, accettati, desiderati, mischiamolo alla competitività e all’amplificazione dei social.

Il ‘wellness’ oggi può essere tossico.

L’articolo trovato su ilfattoquotidiano, ma non solo quello, parlano del fenomeno in cui la Generazione Z (persone nate approssimativamente tra la fine degli anni ’90 e i primi anni 2010), stanno sempre più ricercando una sorta di tranquillità mentale anche nei centri benessere, preferendo e scegliendo percorsi di mindfulness.

Allenarsi (anche) alla consapevolezza di sé, dei propri pensieri, delle proprie emozioni, fragilità ma anche punti di forza.

La meditazione diventa uno strumento della mindfulness, ma non l’unico.

Vi sono miriadi tecniche di consapevolezza, spesso trattate nel Blog, per cui mi vien da pensare che anche uno ‘Yoga rivisitato’ è sicuramente un potente mezzo da mettere a disposizione dei clienti.

Ma anche il Pilates, come spiega l’articolo, unito anche ad una crescente community online, diventa un modo alternativo di mettersi in forma senza sfociare nel tossico.

Forse dalla Gen Z in poi si sta avendo più attenzione verso un’altro aspetto della nostra salute, oggi più che mai messo a repentaglio, quella mentale. Non è più un tabù dichiarare che non si sta bene psicologicamente, l’idiozia che associava ciò ai matti fortunatamente sembra superata.

Così come quando si ci fa male ad una gamba si va dall’ortopedico, se si ha un problema o più che non fa stare sereni si va dallo psicologo o psicoterapeuta, senza sentirsi un disagiato. Se si mangia troppi dolci viene la pancia, se si persevera in atteggiamenti e situazioni dannose per la nostra psiche ed emotività avremmo un disagio mentale. Per allenare i muscoli si fanno trazioni, squat, flessioni e così via.. per allenarsi a stare nel presente e non subire la mente si pratica la mindfulness.

Sapevi che puoi anche praticarla mangiando?

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