Sigmund Freud appronfodì il processo primario soffermandosi sul ruolo dell’inconscio nelle nostre vite.
Il presupposto è che siamo creati per ricercare il piacere e fuggire al dolore.
Parlando un attimo di psicanalisi, secondo lo psicologo Freud il nostro ‘sistema primario‘ è composto da una energia che fluisce liberamente allo scopo di ricercare gratificazione.
Il processo primario racchiude infatti il nostro inconscio.
Ti starai chiedendo come tutto ciò possa esserti utile nella tua crescita personale?
Ci arrivo, un pò di pazienza.
Il processo (o sistema) primario si differenza del processo secondario che comprende il pre-conscio e il conscio.
Per fare degli esempi, mettiamo logica in tante cose che facciamo ogni giorno, ma spesso le nostre vele sono spinte da quel processo antico, primitivo, detto primario appunto.
Immagina la forza dell’impulso sessuale, della libido.
E’ una forza radicata in noi, che può anche danneggiarci se non fluisce nella giusta direzione.
Ma fa riflettere come Froid la definì una forza ”non dipendente all’atto sessuale, ma ‘appetito‘, che attraverso sublimazione può essere usata in altri campi”.
Secondo Freud ‘dalla repressione dei cosiddetti “elementi pervertiti” dell’eccitazione sessuale’ ne deriva parte del lavoro culturale della società di oggi.
Mi spiego meglio.
La sua stagnazione può essere dannosa come una diga in piena pronta a rompersi.
Ma se canalizzata in altri campi (come l’arte, la musica, lo sport, un progetto, un lavoro) può veramente fare la differenza.
Nulla è sprecato, se si ha coscienza e consapevolezza.
Freud e l’inconscio
Bisogna stare attenti ai dogmi religiosi ad esempio; il senso di colpa piuttosto che il pensiero critico verso la sessualità può creare un blocco molto dannoso.
Blocchi che in realtà, preciso, non derivano solo dalla religione e spiritualità.
Freud teorizza quindi che esistono delle regole, chiamate da lui ‘processo primario‘ che spiega l’evoluzione di ogni essere umano su diversi aspetti.
Prendiamo problemi della sfera sessuale ad esempio, che in termini percentuale rappresentano un dato concreto su cui argomentare.
Vari sono i motivi per cui la nostra sessualità può essere ‘compromessa’.
Un forte rapporto con uno dei genitori, ad esempio.
Immagina ad esempio un ragazzo che ama fortemente la mamma, o una ragazza innamorata del padre.
Concetto che prende il nome di complesso di Edipo, che descrive come in questi particolari casi l’individuo può non essere libero con la mente, subendo quindi un blocco.
Avvertire una forte pressione sociale, sfociata in ansia sociale.
Sentirsi inadeguati, e/o giudicati dalla massa, dai conoscenti, per cose che si possono o non possono fare. A riguardo ho scritto un articolo più dettagliato che ti consiglio di leggere, lascio il link.
>> Paura del giudizio degli altri – come funziona, perché scatta e cosa possiamo fare?
Tutto ciò alimenta in noi paura, che è uno dei peggiori antagonisti della libido.
Il colmo è che questo stato psichico ci porta realmente a non vivere le situazioni come vorremmo.
E questi ‘fallimenti’ alimentano ancor più le nostre paure e le nostre insicurezze.
Quando infatti rinunciamo a qualcosa per paura, automaticamente diventiamo ‘meno coraggiosi’ la volta successiva finendo per tendere ad evitarla definitivamente.
Secondo Freud tutto ciò può causare ‘destrudo‘, ovvero l’opposto della libido, che potremmo semplificare con il termine ‘distruzione’.
Stimolo a distruggere, sè stessi secondo Freud, non solo, penso modestamente io.
Sento troppo spesso di persone con situazioni analoghe che arrivano addirittura a far del male ad altri.
Per rabbia, per frustrazione, per invidia forse di chi vive appieno la propria vita e le loro relazioni.
Analizzare l’infanzia
Come teorizzato da Freud tante spiegazioni a nostri atteggiamenti, limiti, blocchi e sofferenze, vanno ricercate nell’inconscio.
Nelle fasi dello sviluppo psicosessuale ciascuno di noi passa determinate fasi fin dalla nostra infanzia.
Scopi precisi, traguardi da raggiungere.
Nel caso in cui, per un motivo qualsiasi, una delle ‘fasi’ non viene superata, ne rimarremo bloccati senza poter ‘accedere’ alla fase successiva.
Bloccati senza poter vivere appieno la nostra vita.
L’unico modo per progredire sarà quindi superarla!
Sembra un videogioco detta così, ma capire questo meccanismo è importante.
Considerando che secondo Freud ogni essere umano ricerca il piacere fin da quando è nato, esso viene ricercato su varie zone erogene.
- orale; da 0 a 18 mesi il piacere è focalizzato nell’atto di nutrirsi.
- anale; da 18 a 36 mesi circa, il piacere è focalizzato sul controllo dei propri bisogni anche in realazione all’ambiente esterno
- fase fallica; tra i 3 e i 6 anni circa, l’individuo comincia ad aver coscienza dei propri genitali e inizia lo sviluppo del ‘Super Io’
- fase di latenza; dai 6 alla pubertà, l’energia libidica viene incanalata in attività di studio, di atletica, e/o di socializzazione verso simili
- fase genitale; inizia dalla pubertà e comprende le attitudini verso l’altro sesso e il pieno sviluppo delle capacità sessuali
Conoscere la teoria sul processo primario di Freud ci dà una visione chiara della radice di una difficoltà emotiva e/o psicologica.
Una fissazione per ciascuna di ogni fase può portare, crescendo, delle conseguenze comportamentali anche gravi.
Una di queste fasi, se ‘non superata’ correttamente, può creare dei veri e propri blocchi che riguardano quella fase stessa.
Per approfondire ti consiglio la lettura del libro ‘Lezioni di Psicologia dinamica di Sigmund Freud‘ di Piera B. Rutto, dove l’autrice riesce ad approfondire in maniera comprensibile tutto il pensiero freudiano.
Parlando di soluzioni invece, mi sento di consigliarti la lettura di questo mio articolo riguardo la libertà di creare la vita che si desidera.
Ad Maiora!
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