silhouette, blur, red

Io chi sono?

Te lo sei mai chiesto? Chi sei tu.. e chi sono io, a mia volta..

[ascolta il breve podcast generato sull’articolo by Google]

Mi chiedo se non siamo totalmente liberi, ma attori in una vita che siamo stati noi stessi a costruire, recitando secondo regole che noi stessi ci siamo dati, interpretando un personaggio creato da noi stessi.

Forse dovremmo trovare la nostra vera identità dietro tutti i filtri che il mondo, e noi stessi, hanno alterato.

Cosa resta dietro tutto quello che dobbiamo fare, dobbiamo essere, dobbiamo dimostrare?

Forse togliendo ciò che appare, rimane ciò che è.

René Descartes (Cartesio) parte dal dubbio radicale: l’unica cosa certa è che io penso, quindi io esisto. L’io, in questo caso, è una coscienza pensante, anche se tutto il resto potesse essere illusione.

Cogito, ergo sum

Cartesio

Sono quindi principalmente una mente pensante, che dubita, riflette, si interroga.

Sono anche, parafrasando Dale Carnegie, impastato da pregiudizi (come tutti a suo modo), ricevuti dall’ambiente in cui sono cresciuto, dalle mie esperienza di vita, dal mio modo di vedere le cose interpretandole secondo il mio essere.

E ancora, Jung e Freud concordavano sul fatto che non vi è un’Entità che rappresenta la nostra intere psiche.

Jung parlava di

  • Ego: più superficiale, la coscienza appunto
  • Super-Ego: pre-coscienza, ragiona di sensazioni in contrapposizione con la mente conscia
  • Es: inconscio, ciò che abbiamo nell’intimo tra istinti e pregiudizi

Mentre Freud ci racconta di:

  • un Io condizionato sia dall’inconscio interno sia dall’inconscio collettivo
  • un serbatoio di archetipi universali e mitologici (come l’Anima, l’Animus, l’Ombra e il Sé)

Interessante anche ciò che Daniel Dennet disse a riguardo (sotto il suo libro):

  • l‘Io non esiste come un’entità fisica o una sostanza nel cervello ma come una sorta di “centro di gravità narrativo”
  • l’Io è la storia che raccontiamo a noi stessi e agli altri su chi siamo

Apri su Amazon

Somiglianza all’italianissimo ‘Uno nessuno centomila?’?

Anche Pirandello scrisse il libro proprio per ricordarci che ciascuno di noi è diverso a seconda da chi ci guarda e tutti noi portiamo delle maschere.

Effettivamente ciascuno ha la sua idea di noi, che si porta dentro anche senza esporla, mentre noi siamo praticamente gli stessi.

Anche la nostra percezione di noi può cambiare, sia negli anni, sia in base al nostro stato d’animo (viziato o meno da ciò che ci capita o facciamo).

Non facciamo l’errore però a vederci come Narciso che si innamorò del suo riflesso credendolo una persona reale..

Umiltà quindi, piedi a terra e apertura verso l’altro è ciò che mi raccomando ogni giorno.

Qualunque sia l’aggettivo o la descrizione che si affianca alla mia persona, sono inserito in una società di cui faccio parte, sono uno in mezzo a tanti con la quale interagisco, offrendo e ricevendo.

Sta a noi decidere quale è il nostro ruolo nel mondo!

Leggi anche:

Pronti e perfetti – trappole da evitare

L’intelligenza collettiva in sintesi

Ascoltare il corpo – connettersi con se stessi

Scarica gratis l’ebook FOCUS
mini guida sulla concentrazione



Inserendo l’email l’ebook in formato pdf verrà inviato nella casella postale inserita ma non solo, riceverai ogni settimana contenuti di VivereAdesso con la possibilità di ascoltarli anche a mezzo podcast

✔️ Riflessioni
✔️ Strategie
✔️ Crescita
✔️ Tecniche
✔️ Consapevolezza



inserisci l’email sotto oppure a questo link

COSA NE PENSI?

Vuoi condividere l'articolo sui tuoi social? :) Per commenti e idee: info@vivereadesso.it