La paura è un sentimento normalissimo, quasi fondamentale a volte. Ci permette di essere in guardia da un pericolo e metterci in salvo.. facendo scattare il classico bivio ‘combatti o fuggi insomma. Ma perché ci possiamo ritrovare ad avere paura anche nei momenti di gioia?
Ci capita di raggiungere un obiettivo, di avere successo in qualcosa, provare gioia per questo..
Ma allo stesso tempo quella stupenda sensazione di felicità comincia a mischiarci con una più cupa paura.
Paura di cosa?
Difficile a volte anche per noi capirci, capire la nostra psiche, il nostro subconscio.
La ‘pancia’ praticamente, che senza apparenti motivi ci fa percepire qualcosa che non va, come per proteggerci.
Ci possiamo ritrovare quindi in un nuovo lavoro, in una nuova relazione, in una crescita professionale o al termine degli studi, e invece che essere felici e basta per questo ci impauriamo.
Come vorrà dirci il nostro subconscio?
Grilletto
Ci sono emozioni che si attivano come un colpo esploso da un’arma, il cui grilletto è l’evento che l’hanno causate.
Vengono chiamati trigger emotivi, sono situazioni apparentemente neutrali, magari anche relativamente positive, ma che riescono a far innescare nell’intimo una reazione anche importante.
In questi casi ad esempio un momento di gioia si trasforma in paura, forse per le debolezze e le insicurezze che ci portiamo dentro.
Riflettiamo su qualche esempio..
Dopo l’inizio di una nuova relazione:
gioia ma anche paura che poi possa finire causandoci una profonda sofferenza.
Dopo l’inizio di un nuovo lavoro:
gioia ma anche paura che poi non possa piacerci.
Dopo uno step di carriera:
gioia ma anche paura per non essere poi all’altezza.
Dopo la nascita di un figlio:
gioia ma anche paura per non essere abbastanza pronti.
Potendo continuare all’infinito..
Insicurezze
Imparando a conoscerci non possiamo che notare i nostri limiti, umani, rispettabili.
Siamo esseri unici, non c’è nulla di male accettare il fatto di aver delle particolari paure.
Tutti le abbiamo, tutti ci facciamo i conti ogni giorno.
Il primo passo è sempre diventarne consapevoli, accettarci ma non per questo arrenderci a esse.
Anzi, migliorarci rimane la nostra responsabilità non delegabile.
Imparare a conoscerci, capendo cosa scatta in noi in alcuni momenti e per quale motivo.
Per non diventare vittime della nostra mente, ma in parte spettatori, senza perdere di vista i propri obiettivi e le proprie priorità.
Ad Maiora
Una Nave è più sicura nel porto, ma non è per questo che le barche sono state costruite.
John Augustus Shedd
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