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Perché i ricordi belli fanno male?

Ti è mai capitato di pensare a dei ricordi belli, ma in realtà aver la sensazione che fanno male?

Riflettiamo insieme su come sia possibile.

Ricordi pieni di..

Una famosa canzone italiano recitava “nostalgia canaglia”, con cui potremmo riassumere il perché i ricordi belli fanno male.

Sostanzialmente racchiude il senso di un discorso mooolto più ampio.

Forse è vero che i ricordi belli sono pieni di nostalgia e dolore.

La nostalgia è un sentimento di desiderio nostalgico o di rimpianto per un periodo passato, un luogo o un’esperienza che è stato piacevole o significativo nella vita di una persona.

È spesso accompagnata da una sensazione di tristezza o malinconia per il fatto che quel periodo o luogo non può essere rivissuto o ricreato nella sua interezza.

La nostalgia può essere scatenata da molteplici fattori, come ad esempio la perdita di una persona cara, la lontananza da casa, la separazione da amici o il passare degli anni.

Ma spesso, basta un attimo per ritrovarci in questo stato.

La mente viaggia nel tempo, tra passato e futuro.

Ma proprio quando finisce a meditare sul passato possiamo essere vittima di qualche scherzetto della nostra mente.

Una determinata situazione passata non viene vista così com’è, ma analizzata, giudicata.

Spesso quel ricordo, anche se positivo, innesca un circolo di pensieri che scatenano anche una risposta emotiva.

Ricordiamoci che un ricordo può innescare un’emozione anche se si riferisce a fatti successi anni addietro.

Se ricordi il compagnetto della scuola media che ti bullizzava (supponendo che ne hai avuto uno), probabilmente in risposta sentirai rabbia, o paura.

Ma se ricordi un’esperienza molto positiva, succederà l’opposto.

Senza scendere nel banale prendendo esempi riguardante la sfera amorosa o sessuale, pensiamo alla famiglia.

Vivi lontano da casa, torni alla tua casa di origine raramente: pensare a un ricordo di quando eravate tutti felicemente insieme, ti mette tristezza.

È un bellissimo ricordo, sia chiaro.

Ma ricordarlo, ci porta a riflettere sul fatto che ADESSO non è più così, che magari quegli attimi preziosi non sono stati goduti e apprezzati sufficientemente a suo tempo.

Conoscersi più a fondo

Non ci sono regole scritte.

Io penso che riguardo ciò che succede nel nostro intimo non c’è un protocollo specifico.

Siamo esseri unici, con un universo interiore altrettanto unico fatto di emozioni, convinzioni, schemi mentali e limiti diversi da altri individui.

Ciò che scatena un’emozione a me, non è detto che faccia lo stesso effetto a te; e viceversa.

Perciò non ci resta che prenderci per mano e conoscerci.

Sforzarci di chiederci chi siamo veramente e cosa vogliamo.

A volte una sofferenza emotiva è una piccola che il nostro corpo accende, proprio come l’auto, per farci capire che c’è qualcosa che non va.

Magari ci sono ancora scelte da fare, direzioni da prendere, persone da lasciare lungo il cammino.

La nostra vita attuale può non piacerci, ma non siamo alberi da essere (neanche sempre) condannati a vivere nello stesso posto e con le medesime regole.

Vivevi in un piccolo borgo e ora vivi in città: pensando alle tue tranquille giornate di anni addietro ti mette nostalgia.. forse la vita di città non fa per te? Cosa ci costringe a vivere una vita che non vogliamo? Veramente i soldi e il lavoro sono così importanti? O potremmo vivere in un altro posto, guadagnando meno, ma godendo di altre ricchezze?

Sono tutte domande da farci, se abbiamo il coraggio di ascoltare la risposta.

Buona conoscenza di te stesso

COSA NE PENSI?

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