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Colmare il divario – 3 chiavi di comunicazione

Nella comunicazione si sa, ciascuno ha la sua sacrosanta opinione. Di qualsiasi cosa si parli, le probabilità che si crei un divario tra di noi sono alte, spesso difficilmente colmabile.

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Non si può condannare chi ha un’opinione diversa dalla nostra, così come non dovremmo essere mai condannati per aver espresso la nostra opinione.

La realtà invece è che chi non si amalgama alla massa, esprimendo il suo punto di vista diverso dai più, rischia di essere schernito, attaccatto.

Come è possibile?

Si ci ritrova schierati, come in trincea, dalla parte opposta dell’opinione dell’altro.

Chi attacca trasmette il messaggio ‘ma come fai a non pensarla come me?’.

Perciò tutta la comunicazione tra i due conversanti starà nel provare a vendere all’altro la propria opinione, servendosi di temi toccanti, esempi, dati di fatto più o meno credibili.

Errore di comunicazione

In tutto questo può esserci di base un errore di comunicazione che determina il divario tra le persone.

Generalmente questo tipo di conversazioni mancano di:

Diventa un continuo attacco, senza curarsi di come si sta comunicando.

Si può non essere d’accordo di politica, di un evento semplice giornaliero, di sport, di temi intellettuali.

Non ha importanza di cosa, ma avere 2 opinioni diversi non è un buon motivo per discutere animatamente, fino a risentirsi, con un’altra persone.

La parola d’ordine è sempre consapevolezza.

Avere coscienza di come di solito ci poniamo in queste situazioni, giudicando prima il nostro modo di comunicare e solo dopo focalizzarsi sugli altri.

Possiamo avere la migliore verità del mondo, ma se invece di comunicarla nel modo giusto la gettiamo in faccia agli altri con violenza, essa non avrà più il precedente valore.

– ascolto attivo

Ascolti veramente?

L’ascolto attivo è una modalità di ascoltare che richiede uno sforzo intenzionale per comprendere a fondo il punto di vista dell’interlocutore. Non si tratta di una semplice ricezione passiva di parole, ma di un processo attivo che implica:

  • attenzione
    • Concentrarsi su chi parla, eliminando le distrazioni e mostrando interesse genuino.
    • Mantenere il contatto visivo e un linguaggio del corpo aperto e accogliente.
  • empatia
    • Cercare di mettersi nei panni dell’interlocutore e vedere le cose dalla sua prospettiva.
    • Accogliere e validare le sue emozioni, senza giudizio o pregiudizio.
  • rispecchiarsi
    • Riassumere e riformulare con parole proprie ciò che è stato detto per dimostrare di aver compreso.
    • Fare domande chiarificatrici per approfondire specifici aspetti del messaggio.

Quindi non basta lasciarsi scorrere addosso le parole per poter dire di aver ascoltato.

Possibili soluzioni

Dopo aver veramente ascoltato, proviamo ad usare:

comprensione

Perché quella persona la pensa così?

Cosa ha visto e sta considerando per arrivare a queste conclusioni?

Chiediamoci sempre queste 2 domande prima di giudicare chi ci esprime la sua opinione.

Spesso le persone si schierano interamente in un punto di vista, vedendo solo il bianco e il nero, senza notare tutte le altre sfumature.

È una tendenza che fa parte di tante persone, non per questo dobbiamo per forza combatterla.

Forse nell’essere di quella persona ci sono pregiudizi, valori o situazioni personali che incidono nella sua opinione.

correttezza di espressione

Esprimiamoci al meglio delle nostre capacità.

1) Non attacchiamo con frasi come ‘stai sbagliando’, ‘hai torto’, ‘non è così’, ‘non hai capito’, ‘non capisci niente’..

2) Cominciamo sempre ascoltando veramente, con ascolto attivo.

3) Sintetizziamo senza giudicare il punto di vista dell’interlocutore: ‘se ho capito bene stai dicendo che.. è corretto?’.

4) A questo punto è bene non provare a smontare la sua tesi di petto, ma anzi iniziamo a giustificare la sua teoria con frasi tipo: ‘capisco che magari X o Y ti hanno fatto pensare Z’.

5) Prova anche a immedesimarti avendo la giusta comprensione anche emotiva: ‘si tutto questo sicuramente ti fa imbestialire..’.

E solo dopo trasmettiamo all’altro il nostro punto di vista.

6) Usiamo espressioni come ‘io penso che.. – io credo che..’.

Imparare

Perché in fondo la verità assoluta non ce l’ha forse nessuno, e c’è sempre da imparare nei meandri delle altre opinioni.

Possiamo non essere d’accordo con quella opinione, ma scopriremo cosa tutto quello ha scatenato in una persona, e sicuramente in più di una.

Anche in questi aspetti non si finisce mai di imparare, per chi vuole aprirsi ad un punto di vista diverso dal suo.

E poi, perché dovremmo avere noi la verità assoluta?

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