Come mai capita che una persona economicamente ricca si senta infelice? Le cause possono essere tante e complicate, ma ci basta a riflettere sul fatto che i soldi non ci portano ad essere felici. Potremmo avere la villa più grande del mondo, ma che ne vale se poi la abiteremo da soli? La felicità è nelle relazioni..
Da quando l’uomo popolò questa Terra, l’accettazione o meno del gruppo equivaleva alla sopravvivenza stessa. Un uomo che perdeva la possibilità di far parte del gruppo diventava fragile nei confronti dei predatori e perciò aumentava il rischio di morire.
I rapporti con gli altri sono il tessuto della nostra vita.
Susan Sontag
Condivisione e regole
L’uomo primitivo imparò a coesistere con gli altri, collaborando nella ricerca del cibo.
A differenza degli animali che non hanno freni di fronte alla carcassa, mangiandone più possibile, l’uomo sembra che cominciò a conservare il cibo per dopo o per gli altri. Imparò il controllo quando ne mise un po’ da parte per il futuro (consideriamolo anche un’altro, LUI nel futuro), imparò la condivisione quando ne offrì agli altri.
Mettendola sul vantaggio probabilmente l’uomo capì che aiutando il prossimo con ciò che aveva cacciato, sarebbe stato aiutato a sua volta quando erano gli altri ad essere riusciti a cacciare qualcosa.
Sono passati millenni e certe dinamiche rimangono uguali.
La ‘regola del contraccambio’ ad esempio è una delle regole principali nelle relazioni interpersonali. Facciamo qualcosa per gli altri, che per sdebitarsi fanno qualcosa per noi.
Tornando al processo evolutivo la collettività acquisì delle regole nel momento in cui qualcuno mise una sorta di recinto attorno alla propria capanna e disse che era sua proprietà: chiunque entrava senza permesso riceveva una sassata in testa.
Da questa anarchia si decise di scegliere uno su tutta la comunità, di solito il più forte e brutale, che facesse un po’ da garante per l’ordine generale.
Animali sociali
Siamo quindi in una società fatta da altri individui ma ben disciplinata da regole sociali. Ancora oggi però l’essere esclusi da un gruppo ci fa sentire come in pericolo di morte, rimanere soli ci rende deboli, condividere ci fa sentire più sicuri.
La solitudine è il veleno dell’anima diceva Oscar Wilde, mentre Seneca diceva che nessuno può essere felice da solo.
Anche Aristotele diceva che siamo animali sociali, ricerchiamo la nostra individualità ma abbiamo bisogno degli altri.
La felicità è nelle relazioni, sentirsi parte della vita degli altri.
Sapere che ad aspettarci la sera c’è qualcuno, che si può prendere il telefono e chiamare un amico, andare nelle festa in famiglia a festeggiare una ricorrenza.
La felicità è nelle relazioni con i familiari, amici, nelLa relazione con il tuo partner.
Si è felici condividendo, donando, rendendo migliore la vita del prossimo.
Attraverserò questa vita una volta sola. Se posso fare una cosa buona o dire una cosa gentile a un altro essere umano devo farlo adesso, perché non passerò mai più da questo luogo.
Madre Teresa
Avere la consapevolezza che qualcun altro è stato meglio per il semplice fatto che siamo esistiti.
Essere utili, presenti.
Ricordiamoci che abbiamo 2 orecchie e 1 sola bocca. Ascoltiamo i nostri cari, siamo concentrati completamente su loro quando siamo insieme.
Lasciamo perdere impegni, doveri, smartphone.. non perdiamoci in rimpianti o preoccupazioni quando dovremmo solo curare il rapporto con chi ci sta di fronte.
Per essere felici abbiamo bisogno di persone e non di cose..

Beh, credo che corrisponda molto a quello che penso io dei rapporti uomo-donna. E cioè che sono assolutamente irrazionali, e pazzi, e assurdi, ma credo che continuino perché la maggior parte di noi ha bisogno di uova.
– Io e Annie (W.Allen, 1978)
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È anche vero che a volte è meglio vivere da soli considerando alcune tipologie di persone che ci stanno in giro…..
Salve Luca, resta sempre a noi la scelta di metterci accanto le persone giuste. Ma ricordiamoci che a volte giudichiamo gli altri perché influenzati dal nostro stato d’animo o stile di vita. Non dico che se adesso penso che meglio stare soli che avere a che fare con le persone in giro, allora sono depresso o faccio una brutta vita.
Mi riferisco al fatto che, se ho risolto i miei conflitti interiori, ho migliorato il mio stile di vita settando le giuste priorità, mi sono dato degli obiettivi e sto lavorando per essi, allora forse comincerò a guardare il mondo con occhi diversi.