Comunemente detta ‘Quarter-Life Crisis‘, ovvero l’inglese di crisi del quarto di secolo, consiste in un un periodo di transizione e di incertezza che molte persone possono sperimentare intorno ai 25 anni.
Questo periodo è caratterizzato da un malessere collegato alle serie di sfide e domande riguardanti la carriera, le relazioni personali, l’identità e il senso della vita.
Si esce delle scuole dell’obbligo, magari si va all’università oppure si cerca subito la propria strada.. chi si è introdotto nel percorso accademico può aver già finito a 25 anni, o studiare ancora.
Da giovani si hanno progetti, prospettive riguardo al lavoro e alla propria istruzione che non sempre si realizzano.
Ma questo è solo una parte della nostra complessità.
Siamo esseri sociali, con dei bisogni specifici.
La nostra innata ricerca nel soddisfarli può confonderci se, nonostante i nostri sforzi, le cose non vanno come sperato..
Prima di addentrarci meglio in questa realtà vediamo cosa possiamo imparare da alcuni dei più grandi psicoanalisti.
Le fasi di Freud
Vari psicanalisti, studiosi dell’evoluzione umana e scienziati hanno parlato e spiegato il nostro sviluppo in vita in vere e proprie fasi.
Freud ci spiegò del processo primario, che probabilmente ci aiuterà a capire e capirci di più:
- Il processo primario è associato al funzionamento della mente durante lo stato di sogni, fantasie e pensiero infantile. Caratterizzato dalla mancanza di logica, coerenza temporale e dalla predominanza dell’istinto, questo processo si basa sulla soddisfazione immediata delle pulsioni e dei desideri, senza considerare le limitazioni della realtà esterna.
- Il processo primario è contrastato dal processo secondario, che opera nella mente cosciente e è governato dalla logica, dalla razionalità e dalle restrizioni della realtà esterna. È responsabile della capacità di pensiero razionale, pianificazione e controllo degli impulsi.
Il nostro inconscio e le nostre ‘azioni’ sono interconnesse quindi.
La particolarità degli studi di Freud sta proprio nel fatto che vede la nostra personale evoluzioni in fasi, che dobbiamo superare per poi evolverci alla fase successiva.
Che la crisi dei 25 anni sia dovuta proprio a delle fasi che non siamo riusciti a superare?
Teorie di Erikson e Jung
Anche le teorie di Erik Erikson e Carl Gustav Jung forniscono prospettive interessanti sulla crescita e lo sviluppo individuale.
Sebbene non abbiano esplicitamente definito una “crisi dei 25 anni”, è possibile comprendere i concetti che potrebbero riflettere questa fase della vita attraverso i loro lavori.
Teoria dello sviluppo di Erik Erikson
Erikson ha proposto una serie di stadi dello sviluppo psicosociale che ogni individuo attraversa lungo la vita. Il suo lavoro più noto, l’identità versus confusione di ruolo, si verifica nell’adolescenza (solitamente tra i 12 e i 18 anni) e potrebbe avere una relazione con la “crisi dei 25 anni”. Durante questa fase, gli individui cercano di sviluppare un senso stabile di identità personale, esplorando diverse identità, valori e ruoli sociali. Se questa esplorazione non viene completata con successo durante l’adolescenza, potrebbe emergere una confusione di ruolo che può perdurare fino ai primi anni dell’età adulta.
Teoria degli archetipi di Carl Gustav Jung
Jung ha introdotto il concetto di archetipi, modelli universali e simboli presenti nell’inconscio collettivo di tutte le persone. Anche se non ha definito specificamente una crisi dei 25 anni, il concetto di individuazione, centrale nella sua teoria, potrebbe collegarsi a questa fase della vita. L’individuazione si riferisce al processo di sviluppo e integrazione della personalità, in cui l’individuo cerca di comprendere meglio sé stesso, integrando parti di sé precedentemente sconosciute o non riconosciute. Questo processo potrebbe essere particolarmente rilevante durante i vent’anni, quando le persone possono affrontare domande più profonde sulla loro identità, il loro scopo e il loro ruolo nella società.
Crisi del quarto di secolo
Gli anni passano, non siamo più ragazzini ma anzi, ci sentiamo adulti, formati, ma probabilmente non con ciò che volevamo.
L’idea che ci eravamo fatti del nostro futuro non è andata bene, almeno non sembra..
Tutte percezioni frutto della nostra mente.
Così in quella fase si ci blocca a pensare, analizzare tutto, prevedere il possibile..
Ma si ha paura, il futuro non affascina più come anni addietro, diventare grandi non è più una bella meta.
‘E se ho sbagliato tutto? Se tutte le scelte che ho fatto fossero sbagliate?’
L’attacco di panico è comune in questa fase, probabilmente non si sente più di avere speranze, di raddrizzare la rotta, di migliorare tutto un passo alla volta.
Lavoro e istruzione
Dopo la terza media ci fanno scegliere il percorso di studi delle superiori.. così come siamo chiamati a fare la stessa scelta dopo la maturità.
Uno dei motivi della crisi è proprio una iper riflessione sulla bontà delle nostre scelte riguardo istruzione e lavoro.
Area sentimentale
Abbiamo tutti bisogno delle persone per essere felici.
Il bisogno di amare e di essere amati è uno dei nostri pilastri.
Consideriamo gli altri, nostri simili, come un metro di giudizio per valutare il nostro livello evolutivo.
Ma non tutti abbiamo lo stesso percorso..
Scelte
A mio modo di vedere nella crisi dei 25 anni si parla di scelte.
E come un chiodo schiaccia chiodo dobbiamo riuscire a prendere delle decisioni riguardo il nostro futuro.
Se non siamo più soddisfatti del nostro percorso di studi, del lavoro che abbiamo da poco cominciato, del luogo dove viviamo e delle persone che abbiamo attorno..
Allora c’è da prendere una decisione.
Con una certezza: non è mai troppo tardi!
Anzi, la percezione che lo sia è una bugia della mente, si è ancora giovanissimi con un’intera vita davanti a noi!
Piccoli passi
Un grande muro da dover fare spaventa sempre.
Ma cominciando dal primo mattone da porre ci avvicina all’obiettivo.
È sempre così.
Nel titolo ti ho promesso 2 semplici strategie, che probabilmente già sono state scritte tra le righe di questo articolo:
- Metti nero su bianco i tuoi obiettivi, trasformali poi in progetti con una pianifica di azioni specifiche.
- Inizia! Comincia dalla più piccola azione già adesso.
Questi 2 semplici punti non stravolgeranno subito la tua vita, ma daranno alla tua anima l’impulso che qualcosa si sta muovendo, che si sta andando verso qualcosa che abbiamo scelto..
Fa tutta la differenza, credimi.
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