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Quanto inquinano l’acqua i prodotti che usiamo comunemente e cosa possiamo fare?

Quanto teniamo al nostro pianeta e all’ambiente che ci circonda? Usiamo tutti noi prodotti chimici di ogni sorte che, una volta smaltiti o semplicemente usati, possono gravemente l’ambiente.

Quando si dice ‘ambiente’, non parliamo di qualcosa astratto che non ci tocca personalmente, ma parliamo dell’acqua che beviamo, del cibo che portiamo nelle nostre tavole, dell’aria che respiriamo.

Ad esempio detergenti, detersivi, sgrassanti e prodotti chimici di uso domestico hanno un impatto significativo sull’ambiente una volta scaricati nella rete fognaria. Nonostante il trattamento degli impianti di depurazione, molte sostanze chimiche presenti in questi prodotti sono difficili da rimuovere completamente e possono finire per contaminare corsi d’acqua, mari e suoli.

Inquinamento delle acque

Varie sostanze di uso comune avvelenano le acque se non accuratamente poi filtrate, ma questo lo vedremo meglio in seguito.

Quando usiamo qualsiasi prodotto chimico dobbiamo poi sapere che tramite le tubature queste sostanze possono inquinare fiumi e falde acquifere.

Le principali sono:

Fosfati e Nitrati: I detersivi spesso contengono fosfati e nitrati che, una volta in acqua, promuovono l’eutrofizzazione, ovvero la crescita eccessiva di alghe. Questo fenomeno riduce l’ossigeno disponibile per altri organismi acquatici, portando alla morte di pesci e altre forme di vita.

Composti Organici Persistenti (POPs): Molti detergenti contengono composti chimici sintetici resistenti alla degradazione (come alcuni tensioattivi e biocidi) che, non essendo completamente eliminati dagli impianti di depurazione, persistono nell’ambiente. Questi possono accumularsi nei tessuti degli organismi acquatici e lungo la catena alimentare.

Tensioattivi e Altri Composti Chimici: I tensioattivi, usati nei saponi e nei detersivi, riducono la tensione superficiale dell’acqua, danneggiando le membrane cellulari di alcuni organismi e compromettendo l’equilibrio biologico dell’ecosistema.

Composti clorurati: Come la candeggina, possono reagire con altre sostanze presenti nell’ambiente, generando composti cancerogeni o mutageni, come i trialometani. Questi rappresentano un pericolo per la salute umana, specialmente per le comunità che utilizzano acqua potabile proveniente da falde potenzialmente inquinate.

Purtroppo oggi non ci sono normative ferree a riguardo, come possiamo vedere dai prodotti vendibili al supermercato con vari segni di pericolo dietro. Le stesse procedure di purificazione di acque reflue e bianche, anche a norma come procedura ovunque (cosa che purtroppo non sempre succede), non garantiscono come vedremo in seguito la ‘messa in sicurezza’ di queste acque, che poi possono essere scaricate in falde e fiumi. Perciò ho deciso di creare una categoria del negozio di prodotti etici che rispettano l’ambiente, ecologici ma ugualmente efficaci per i più vari usi giornalieri.

La trovi qui: Prodotti ECOlogici

Inquinamento del suolo

L’inquinamento dell’acqua è solo il primo punto dell’inquinamento in questione.

Immaginiamo l’acqua che poi va ad irrigare i campi per l’agricoltura ad esempio.

Durante il processo di depurazione, i fanghi residuali vengono spesso utilizzati in agricoltura. Ma, i residui di prodotti chimici possono contaminare il suolo e accumularsi nelle piante, riducendo la fertilità del terreno e potenzialmente contaminando la catena alimentare umana.

Ergo, le sostanze contaminate che sono passate indisturbate nel processo di depurazione, ce le ritroviamo poi nel cibo che finisce sulla nostra tavola, con conseguenze che vedremo meglio dopo..

Inquinamento del mare

Anche i pesci non sono esclusi di tutto ciò.

Il mare subisce lo stesso inquinamento, con la logica conseguenza di ritrovarci il pesce inquinato.

Metalli Pesanti e Additivi Tossici. Alcuni prodotti contengono additivi come metalli pesanti (ad es. mercurio, piombo, zinco) o candeggianti a base di cloro, che sono tossici per i pesci e altre forme di vita marina, anche in concentrazioni ridotte.

Disfunzioni Riproduttive e Interferenti Endocrini. Alcuni composti chimici nei detergenti, come gli ftalati e gli alchilfenoli, sono noti per interferire con il sistema endocrino degli organismi acquatici, alterando la crescita e la riproduzione.

Depurazione

Come avviene oggi la depurazione?

Nei depuratori, le sostanze non biodegradabili e pericolose presenti nelle acque di scarico vengono trattate attraverso processi specifici e mirati per ridurne il più possibile l’impatto ambientale. Da notare però che non tutti i depuratori sono attrezzati per rimuovere efficacemente sostanze chimiche complesse, e alcuni contaminanti possono comunque sfuggire ai trattamenti.

Sono processi che hanno diversi stadi, che riassumo come segue..

1. Trattamenti Primari: Rimozione di Sostanze Solide e Oli

2. Trattamenti Secondari: Degradazione Biologica

3. Trattamenti Terziari: Processi Avanzati per Rimuovere Contaminanti Residui

4. Rimozione dei Metalli Pesanti e dei Composti Tossici

5. Gestione e Smaltimento dei Fanghi di Depurazione

Tralasciando per un attimo i metalli pesanti, per quanto riguarda contaminanti chimici e composti tossici vi sono delle tecniche, che sono presenti nella fase 3 e 4.

I trattamenti terziari comprendono metodi avanzati per rimuovere contaminanti difficili, come:

  • Ossidazione Chimica Avanzata: Utilizza ozono o perossido di idrogeno per degradare sostanze resistenti, come farmaci e pesticidi, ma è costoso.
  • Filtrazione a Membrana (Osmosi Inversa, Ultrafiltrazione): Rimuove particelle e contaminanti molto piccoli, tra cui metalli pesanti e molecole complesse; richiede però molta energia.
  • Adsorbimento con Carboni Attivi: Il carbone attivo intrappola composti organici difficili da degradare, come solventi e pesticidi.
  • Processi Fotocatalitici (Radiazione UV): La radiazione UV combinata con catalizzatori decompone microinquinanti come ormoni e residui di farmaci.

Nella fase 4 invece abbiamo:

  • Precipitazione Chimica: Trasforma i metalli pesanti in sali insolubili che si separano come fanghi, da smaltire come rifiuti speciali.
  • Elettrochimica: Utilizzata per rimuovere sospensioni chimiche e precipitare metalli pesanti, ma è un metodo costoso.
  • Gestione dei Fanghi di Depurazione: I fanghi contengono residui di sostanze tossiche e vengono trattati per smaltimento sicuro, a volte usati in agricoltura dopo ulteriori trattamenti se non contaminati.

Però

Però.. c’è un però.

Questi trattamenti avanzati mirano sì a ridurre le sostanze più pericolose, ma hanno costi e limiti, e non sempre riescono a eliminare del tutto i contaminanti.

Riguardo i costi già supponiamo che non tutti i depuratori li adoperino, almeno come si dovrebbe.

Non tutti i contaminanti poi vengono completamente eliminati, e questo richiede ulteriori investimenti in tecnologie avanzate che non è detto che avvenga nel breve tempo.

Urge invece una maggiore consapevolezza sull’uso di prodotti meno dannosi per l’ambiente, iniziando in prima persona a utilizzare ove possibile prodotti ecologici.

Le attuali leggi

In Italia e nel mondo esistono varie leggi e regolamenti volti a contrastare l’inquinamento causato da detergenti, prodotti chimici e altri inquinanti domestici. Queste normative mirano a regolare la composizione dei prodotti, migliorare la gestione delle acque reflue e promuovere l’uso di sostanze meno impattanti sull’ambiente.

UE

Ad esempio in Unione Europea abbiamo al momento che scrivo:

  • Regolamento REACH (Regolamento CE n. 1907/2006): REACH (Registration, Evaluation, Authorisation and Restriction of Chemicals) è una delle normative più complete per la regolamentazione delle sostanze chimiche in Europa. Esso richiede che i produttori e gli importatori di sostanze chimiche valutino i rischi e le modalità d’uso sicure dei loro prodotti. Vieta o limita l’uso di determinate sostanze dannose per l’ambiente o la salute.
  • Direttiva Detergenti (Direttiva 2004/648/CE): Questa direttiva regola l’uso dei tensioattivi nei detergenti, specificando che devono essere biodegradabili entro certi limiti. Inoltre, richiede che le etichette dei prodotti informino i consumatori sulla loro composizione.
  • Direttiva sulle Acque Reflue Urbane (Direttiva 91/271/CEE): Questa direttiva stabilisce gli standard per il trattamento delle acque reflue urbane, imponendo agli Stati membri di ridurre l’impatto delle sostanze inquinanti scaricate negli impianti di trattamento. Mira a limitare l’eutrofizzazione e altri impatti negativi sugli ecosistemi acquatici.
  • Direttiva Quadro sulle Acque (Direttiva 2000/60/CE): Definisce gli obiettivi di qualità delle acque in Europa, imponendo agli Stati membri di raggiungere un buono stato ecologico e chimico delle acque superficiali e sotterranee, compresi i limiti per vari inquinanti derivati anche dai detergenti.

Italia

Stringendo il cerchio all’Italia:

  • Decreto Legislativo n. 152/2006 – Codice dell’Ambiente: Questo è il quadro normativo italiano che disciplina la protezione ambientale, compresi la gestione delle risorse idriche, il controllo delle acque reflue e la regolazione delle sostanze chimiche potenzialmente inquinanti. Tra le altre cose, prevede obblighi per gli impianti di trattamento delle acque reflue e regolamenta lo scarico di inquinanti in corpi idrici.
  • Regolamenti sui Detergenti: In linea con le normative europee, anche l’Italia ha adottato regolamenti specifici per i detergenti, includendo disposizioni su biodegradabilità e ingredienti ammessi, per ridurre l’impatto ambientale e tutelare la salute umana.
  • Divieti e Restrizioni per gli Scarichi Illegali: Le normative italiane prevedono pene e sanzioni per chi smaltisce prodotti chimici pericolosi in modo inappropriato, scaricandoli nelle fognature o nei corsi d’acqua senza trattamento.

Normative internazionali

Mentre riguardo ad accordi tra stati e convenzioni internazionali:

  • Convenzione di Stoccolma sugli Inquinanti Organici Persistenti (POP): Questo accordo internazionale, firmato da molti paesi tra cui l’Italia, mira a eliminare o limitare la produzione e l’uso dei POP, che sono composti chimici resistenti alla decomposizione e dannosi per la salute e l’ambiente.
  • Convenzione di Helsinki per la Protezione del Mar Baltico e Convenzione di Barcellona per il Mar Mediterraneo: Queste convenzioni mirano a proteggere i mari da inquinanti, inclusi quelli derivati da prodotti domestici. Sono presenti limiti e linee guida per ridurre l’inquinamento chimico proveniente dai paesi confinanti.
  • Protocollo di Minamata sul Mercurio: Regola l’uso del mercurio, una sostanza chimica presente in alcuni prodotti e pericolosa per l’ambiente e la salute. Anche l’Italia ha firmato questo accordo per eliminare gradualmente l’uso del mercurio, anche nei prodotti domestici.

Attuali iniziative

  • Marchi Ecolabel e Certificazioni Ambientali: In Europa, Ecolabel è un marchio di qualità ecologica che garantisce che i prodotti rispettino criteri ambientali specifici lungo tutto il ciclo di vita. La presenza di marchi come Ecolabel sui detergenti indica che sono stati progettati per avere un impatto ambientale ridotto.
  • Strategie di Riduzione della Plastica e dei Rifiuti Tossici: L’Unione Europea e l’Italia stanno attivamente promuovendo l’uso di materiali e imballaggi sostenibili, incluse le bottiglie di plastica dei detergenti. Questo include misure per ridurre la plastica monouso e incoraggiare l’uso di contenitori ricaricabili o biodegradabili.
  • Limitazioni sui PFAS (Sostanze Perfluoroalchiliche): Sono in vigore nuove normative che limitano l’uso di PFAS, sostanze chimiche persistenti, in quanto contaminano suoli e falde acquifere.
  • Restrizioni sui Pesticidi e Prodotti Fitosanitari: In Europa e in altre aree, le leggi limitano l’uso di pesticidi dannosi e promuovono alternative meno nocive per proteggere il suolo e le acque sotterranee.

Responsabilità

Nonostante queste normative, la completa eliminazione dell’inquinamento chimico domestico è infatti ancora una sfida.

Tutto ciò è anche una nostra responsabilità.

Spesso il problema è legato ai costi e alla complessità dei trattamenti avanzati per rimuovere tutte le sostanze inquinanti dalle acque. Per affrontare questa sfida, sono in crescita le ricerche su nuovi metodi di trattamento delle acque e sullo sviluppo di prodotti chimici meno nocivi e facilmente biodegradabili.

Ciò che ciascuno di noi può fare è cominciare dove riusciamo a sostituire i prodotti di derivazione chimica/tossica con prodotti più green, naturali, a basso impatto ambientale.

Magari spenderemo qualche centesimo in più, forse, ma avremo la certezza di aver dato il nostro piccolo contributo a salvaguardare la salute del pianeta (e nostra).

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