rapporto figlio

Riflessione sul rapporto con il proprio figlio

Che tipo di rapporto hai con tuo figlio?

Tutti noi abbiamo avuto di bisogno di qualcuno che si prendesse cura di noi per crescere in salute.

Pensando a questo mi viene in mente un alberello, che a volte senza cure può crescere ‘storto’.

La fatica e l’impegno per crescere un figlio, soddisfando tutti i suoi bisogni, è veramente tanta.

E crescendo, con l’autonomia del figlio nei bisogni primari di ogni uomo, quale mangiare e provvedere a se, la tendenza è quella di ‘lasciarlo crescere in fiducia’.

In fiducia che, considerando che non gli facciamo mancare nulla, nella società farà il suo corso da solo.

Gli studiosi hanno etichettato diversi modi per ‘essere genitori’.

Ma secondo me, mandare là fuori un adolescente senza una ‘guida emotiva’ e degli insegnamenti di base, non è proprio l’ideale.

Rimanendo nel pratico, l’adolescenza non è semplice.

E anche se tu nella tua hai avuto pochi grattacapi, e la tua adolescenza è filata liscia, non è detto che anche tuo figlio avrà questo privilegio.

Il peggior nemico

Sai chi, potenzialmente, potrebbe essere il PRIMO nemico con cui si scontrerà?

Se stesso.

Si perchè non sarà tanto importante ciò che affronterà, ma COME lo interpreterà e come alla fine reagirà.

Nelle scuola dovrebbero soffermarsi di più sull’intelligenza emotiva, piuttosto che esclusivamente sull’istruzione standard.

Dovrebbero parlare di più di vita concreta.

Come potrebbe reagire se escluso dal suo gruppo, vittima di bullismo, o la prima volta che gli spezzano il cuore?

Forse l’affronterà bene, si spera, ma forse no.

E cosa può succedere se si incarta con alcune paure, insicurezze, fino a farne catene, e ritrovarsi con una vita sociale compromessa?

Certo, in quel caso starai pensando te ne accorgeresti, e tenderesti la tua mano.

Ma sei sicuro che te lo lascerà intuire? Dipende appunto dal tipo di rapporto che hai con tuo figlio.

A volte da adolescenti ci è crollato il mondo addosso, a chi non è successo? Magari un pianto, una sfuriata con qualcuno, e poi tutto ritorna alla normalità.

Ma non è sempre così.

Se l’adolescente si trova basi ferree nella sua personalità, che gli permettono di guardare le cose per quel che sono, senza restarne incastrati, allora la spunta.

Ma, secondo me, NON È SCONTATO!

Troppi giovani sono lasciati a sé, sia perché vi sono dei muri tra le parti, oppure a volte perché non si ci prova neanche.

Il rapporto che si instaura con il proprio figlio fa proprio la differenza in questa fase.

O semplicemente, nonostante il rapporto di amicizia, non si posseggono gli strumenti giusti per aiutarli in tutte le loro fasi. Beh qua già penso che è un buon punto di partenza, basta solo che il genitore si formi a riguardo, o meglio, si faccia aiutare.

Attenzione, aiutare certamente NON a fare il genitore, ma a saper essere una sorta di coach per preparare l’adolescente a districarsi nel mondo.

Le basi per l’adolescente

Specialmente nell’adolescenza, passiamo per cambiamenti sociali molto importanti.

Noi stessi cresciamo, il nostro corpo cambia, e veniamo immessi in una società competitiva, dove le regole sociali sono sicuramente diverse da quelle che vivevamo a casa nostra.

I pericoli sono tanti, le tentazioni pure; e le probabilità di finire in strade sbagliate sono alte.

Servono valori, regole, che devono essere trasmesse dalla famiglia.

Non ho scritto ‘imposte’, perchè ciò è imposto viene trasgredito.

Ma trasmesse, affinchè l’adolescente che cresce ragioni con la sua testa SAPENDO ciò che è giusto e sbagliato, e perchè!

Essere preparati, sapere il perchè delle cose, avere gli strumenti per affrontare le situazioni.

I gruppi sociali hanno regole diverse, e le nuove generazioni sono diverse dalle generazioni passate.

E’ sbagliato dare un’impostazione compatibile con la realtà che il genitore ha vissuto da piccolo, perchè non è più uguale.

Specialmente ad esempio se si parla di sesso e rapporti interpersonali, in continuo mutamento da una generazione all’altra, anche a causa delle tecnologie.

Un occhio alla nostra migliore esperienza, un occhio alla realtà la fuori.

Un albero che deve crescere dritto e forte va curato fin da piccolo.

Per esperienza so di genitori che buttano fuori nel mondo senza poi essere seguiti.

Senza nessun supporto, nessun insegnamento su ciò che è la realtà nella vita reale.

In questo caso, a volte va bene, perchè per istinto e naturalezza si ci districa bene.

A volte si ci incasina.

Fino, nei casi più gravi, a isolarsi dalla società o prendere orribili decisioni.

Leggi anche: Mio figlio non vuole uscire di casa

Agire in anticipo

Non è vero che le cose capitano solo agli altri, e che in certi malesseri si ci cade poco a poco.

So che saresti pronto a ‘soccorrere’ il tuo ragazzo che sta male, sempre se te lo verrà a dire.

Ma ricorda che prevenire è meglio che curare, anche quando si parla di emozioni.

Sii il coach di tuo figlio, provando ad aiutarlo ad afforndare il mondo a testa alta e con resilienza.

Ricordando però che è d’obbligo lasciarli spazio di espressione, possibilità di azione che magari fino a quel momento sono state negati.

>> per approfondire il tema dai un’occhiata alla nostra raccolta ‘da genitori

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