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Abuso di multitasking, conseguenze e rischi

Nell’epoca della produttività si sente sempre più parlare di ‘multitasking‘.

Se in informatica è la capacità di un software di eseguire più operazioni contemporaneamente, per noi ‘semplici umani’ è una operazione sicuramente svantaggiosa in termini di produttività.

Dall’inglese ‘task’, compito, è stato tema di analisi di tantissimi scienziati e psicologi nel mondo, ma concretamente ci tocca tutti da vicino.

Chi usa spesso il multitasking come propria caratteristica organizzativa, potrebbe avere solo la percezione di essere più produttivo.

Alcuni meglio la chiamano ‘switch-tasking ‘, ovvero passare facilmente da un’attività all’altra.

In realtà passare da più ‘task’ diverse, continuando a spostare il focus su nuove ‘operazioni’, ci fa sprecare molte più energie del dovuto.

Come riportato anche sul Journal of Experimental Psychology tutto ciò può costarci fino al 40% in più di tempo nel compiere operazioni di diverso genere.

Questo continuo spostamento di attenzione e risorse, non permette al nostro potenziale di esprimersi al meglio.

E non solo, può diventare una abitudine negativa in tutti gli aspetti della nostra vita.

L’idea, la convinzione, di poter fare molte cose contemporaneamente, può diventare un ‘vizio’ da cui non riuscire a liberarci.

Non solo, il multitasking può essere una trappola per distrarci.

A un minimo calo di motivazione verso un’operazione che stavamo svolgendo, rivolgiamo l’attenzione altrove quasi per noia.

Il cervello si abitua che è OK saltare da un compito all’altro, ma in realtà non stiamo svolgendo al meglio nessuno di essi.

Specialmente nella società di oggi, così piena di informazioni e distrazioni, saper focalizzare la propria attenzione ad una task per volta, è veramente importante!

Fin da bambini in questa epoca si cresce immersi in troppe informazioni che arrivano dai vari media e socials.

C’è chi dice che in un giorno siamo bombardati da una mole di informazioni pari a quella che un uomo riceveva in tutta la sua vita fino ad un paio di secoli fa.

Dalla generazione Z in poi si è cresciuti nell’era dei socials, con vari dispositivi tecnologici per lo studio e per lo svago.

Dalla London University arriva ad esempio lo studio (ormai vecchiotto ma sempre attuale) di Gleen Wilson, che dimostra come un abusatore di multitasking può perdere fino a 10 punti di Q.I.

Il tutto può essere dimostrato scientificamente da altri studi, che sostengono di aver provato come avviene materialmente una perdita di materia grigia nell’area cerebrale della corteccia cingolata anteriore.

Quest’area, fondamentale per il pensiero, dimostra che il nostro controllo emotivo (intelligenza emotiva) si atrofizzerebbe.

Avevo già parlato in un altro articolo dei benefici della meditazione mindfullness, con vantaggi che sembrano essere opposti agli svantaggi elencati.

Con la meditazione alleniamo infatti i muscoli dell’attenzione, per imparare a stare (meglio) nel qui & ora.

Leggi anche: Perchè meditare fa bene, riflessioni sui benefici

Questione di attenzione

Un abuso del multitasking nella semplice quotidianità può portare a difficoltà nel mantenere l’attenzione nei giovanissimi, con difficoltà ad esempio nello studio.

Il cervello infatti lavora focalizzandosi ad un compito per volta, e costringerlo a dividere le risorse in due differenti compiti non è l’ideale.

Non solo, una volta passati ad un’altra task, ci vorrà del tempo prima di impiegare a pieno le nostre capacità.

Secondo studi presso l’Università California (Psychological Science), il multitasking influisce sulla nostra naturale capacità di memorizzare, diventando meno bravi nel selezionare le informazioni che vale veramente la pena ricordare.

Chi soffre di problemi di attenzione, ad esempio, ha difficoltà nel relazionarsi in maniera ottimale; sfugge nei discorsi, pensa ad altro, è incapace di ascoltare fino in fondo e tende a sovrapporre la voce.

Anche nella comunicazione e nei rapporti, il focus e la concentrazione nel ‘qui & ora’ è fondamentale.

La società ci ha praticamente insegnato ai giorni nostri che ‘dobbiamo fare di più, ‘non dobbiamo perdere tempo’.

Così siamo sempre presi da mille cose, e vogliamo farle, a volte tutte insieme.

Il rischio è non farne bene neanche una.

Un altro studio trovato in rete, sta volta di Earl Miller, docente alla Massachussetts Institute of Technology minaccia una perdita di creatività, oggi fondamentale anche nel mondo del lavoro e nel business.

Di contro, qualcuno dice che le nuove leve, crescendo in un tipo di ambiente super influenzato da distrazioni, diventano più bravi a lavorare in un ambiente con molti ‘distrattori’, rispetto alle precedenti generazioni.

Leggi anche: Essere felici riattivando la creatività che ci distingue

Prendiamo le giuste precauzioni

Specialmente chi è in un contesto lavorativo (o scolastico) dove si accumulano tante cose da fare, che si sovrappongono, che sopraggiungono in contemporanea, siamo tentati di non lasciare niente indietro.

Ma è dannoso pretendere di non tralasciare nulla SUBITO.

Il motivo è anche collegato alla dopamina, rilasciata dopo la conclusione di una attività.

Senza rendercene conto, si tende a cercare di fare più cose nel minor tempo per sentirsi nuovamente appagati.

Ma in questo mondo così immerso nei socials, distrarsi è sempre più semplice!

Il processo ottimale sarebbe invece quello della chiusura del cerchio.

Apro una task, la chiudo, ne apro un’altra.

Massimo focus, nessuna distrazione.

Arriva una notifica? La leggo dopo quando posso.

Altra email ‘urgente’? Se proprio non casca il mondo finisco ciò che ho iniziato.

Anche gli esperti consigliano di lavorare con le to-do list.

E per farle dobbiamo saper settare le giuste priorità.

Dividere magari la giornata in blocchi.

E se serve rallentare.

Respirare, meditare.

Prendersi anche del tempo per sé e per il proprio benessere.

Il multitasking, per ciò che vivo e ho vissuto sul lavoro per anni, è in parte collegata all’ansia.

L’ansia di lasciare cose indietro, di non essere abbastanza ‘produttivo’.

Ma se attiviamo per un attimo la logica, stiamo solo allungando i tempi totali di ‘fine lavori’ con risultati sicuramente più scadenti.

La nostra mente è capace di lavorare nel pieno delle proprie potenzialità (secondo abilità e competenze derivate dall’esperienza di ciascuno), quando si dedicata ad UNA operazione.

Se interrompiamo il ‘processo’, per passare ad un altro, la nostra mente deve rifare tutto da capo, attingendo nuovamente alle nostre proprie risorse per dedicarle in ciò che stiamo facendo.

Il risultato è un’inutile dispendio di energie, con l’incapacità di applicare ciò che abbiamo in ciò che vogliamo fare.

Tecnicamente si chiama paradigma del doppio compito.

Citando wikipedia:

Esso consiste nel richiedere ai partecipanti dell’esperimento di svolgere due compiti simultaneamente: se la prestazione ai due compiti è inferiore a quella che si otterrebbe svolgendo uno solo di essi, significa che i due compiti interferiscono tra loro, e questo implica che essi “competono” per le stesse risorse all’interno del sistema cognitivo. Se al contrario, i due compiti vengono svolti altrettanto bene simultaneamente o separatamente, si deduce che essi fanno affidamento su risorse cognitive differenti, e quindi, presumibilmente, su strutture (o in neuropsicologia aree cerebrali) differenti.

Ad esempio masticare una gomma e camminare sono due processi compatibili. Stirare e guardare la tv, o allenarsi e ascoltare un podcast, etc. Ma studiare e contemporaneamente seguire un film utilizzerebbero risorse comuni, ad esempio.

Dovremmo essere consapevoli, momento per momento, di ciò che stiamo facendo, di come lo stiamo facendo e di possibili distrazioni da cui stare attenti.

In tre passi l’ideale è:

  • dedicarci ad una cosa per volta
  • cercare di farla bene, meglio possibile, senza distrarsi
  • passare ad altro appena finito

Tra mille cose da fare quello che dobbiamo dirci è: ‘piano piano faccio tutto! ‘.

Sicuramente ci servirà un buon discernimento delle priorità, ma questo è un altro discorso.

COSA NE PENSI?

È un danno considerevole per le aziende

Ho letto che considerando le distrazioni che i lavoratori possono avere ogni ora, e il tempo sprecato per tornare in focus su ciò che si stava facendo, le aziende nella sola America sciupano fino a 650 miliardi di dollari all’anno!

Senza il giusto focus, non c’è la giusta produttività.

Chi abusa del multitasking, magari prendendo spesso lo smartphone, oppure passando da un progetto all’altro, da un macchinario all’altro, da una sezione all’altra, sta sprecando tempo e risorse importanti.

Diventiamo consapevoli del multitasking nelle nostre vite!

Per approfondire,il libro consigliato di oggi è sicuramente questo:

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Alla prossima

Leggi anche:

Le notifiche danneggiano veramente la nostra capacità di attenzione?

Gestione del tempo – 5 tecniche e 2 principi da tenere a mente

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