Essere di più, fare di meno: il potere della calma interiore
La nostra società moderna ci spinge costantemente a fare di più, a raggiungere sempre più obiettivi e a essere sempre più produttivi.
Eppure, in questo processo, spesso ci perdiamo di vista, ci stressiamo e ci sentiamo sopraffatti.
Sempre pieni di doveri, di pressioni, con la sgradevole sensazione di non essere mai abbastanza.
Per questo motivo, diventa importante ritrovare la calma interiore e imparare a fare di meno, per essere di più.
Leggevo l’altro giorno degli studi sulla noia e sulla produttività; le nuove generazione odiano annoiarsi, anzi non sanno annoiarsi.
È secondo me l’altro lato della medaglia del ‘tutto e subito’ a cui ambiscono i giovani di oggi, abituati a schiacciare un tasto ed avere subito ciò che vogliono: l’incapacità di non fare niente.
Studiando i gatti invece possiamo imparare una lezione importante, la loro capacità di starsene da qualche parte e semplicemente ‘essere’.
Produttività e cose da fare
La verità è che spesso la produttività non dipende dalla quantità di cose che facciamo, ma dalla qualità con cui le facciamo.
Per esperienza, se capita che un giorno a lavoro sono scarico non ho buoni risultati anche se lavoro 12 ore; ma se sono in forma e lavoro bene (come dovrebbe sempre essere), mi basterebbe lavorare meno per raggiungere risultati di gran lunga maggiori.
Alcune teorie invece fanno leva sull’organizzazione che diamo alla giornata (o settimana) di lavoro.
Come già discusso in un precedente articolo sulla Legge di Parkinson , se strutturiamo la nostra giornata in obiettivi:
- avendo 10 ore a disposizione stabiliremo automaticamente una time-line che riempie tutte le 10 ore
- ma se ne abbiamo a disposizione 6, la nostra organizzazione sarà più efficace
Leggi anche: La legge di Parkinson e l’efficienza
Il mondo del lavoro si evolve in relazione a queste dinamiche:
- come per la settimana corta in test in alcune realtà aziendali
- oppure sdoganare le ‘ore’ per lavorare invece a obiettivi (come fece Microsoft)
Quando ci concentriamo sul fare meno, abbiamo più spazio per l’essenza, per l’efficace e per noi stessi.
Less is more
Rallentiamo
Frase ricorrente: a correre troppo si va a sbattere.
Se ai tempi dei nostri bisnonni bastava la 5° elementare per poter essere definiti ‘istruiti’, via via negli anni le cose cambiarono.
Nella generazione dopo era una buon compromesso la licenza media, poi divenne un minimo sindacale il diploma, oggi con la laurea si fa fatica.
Cosa significa?
Per migliorare la propria condizione, aspirare a un lavoro migliore o semplicemente difendere la posizione che si ha già, non possiamo permetterci più di fermarci.
Giovani laureati che procedono con Master e MBA; infiniti corsi di perfezionamento a qualsiasi età, l’eterno studio delle lingue straniere..
La società ci chiede sempre di più, ci sentiamo in dovere di essere sempre migliori.
A volte ci paragoniamo con altri, a volte la gara è con noi stessi.
Ma possiamo commettere l’errore di non darci un freno.
E allora possiamo bruciarci, danneggiarci, peggiorare invece che migliorare.. indebolirci.
Il burnout è sempre dietro l’angolo, ma è nostra responsabilità avere un equilibrio, non lasciarci trascinare in fondo dal peso dei doveri ma trovare la nostra serenità.
In fondo, perchè sovraccaricare la nostra vita di lavoro o ‘studio per il lavoro che magari verrà’?
Per più soldi? Per soddisfare il nostro EGO con il potere che potremmo avere?
I soldi sono sempre relativi, ci sarà sempre quello con l’orologio più costoso e la macchina più grossa.
E l’EGO beh, interessa solo a noi..
Possiamo invece prendere il tempo di ascoltare noi stessi, di connetterci con le nostre emozioni e di concentrarci sulle cose che davvero contano.
Ridurre il carico di lavoro ci permette di essere più presenti e attenti in ogni momento, senza lasciarci sfuggire le piccole cose e le grandi.
Ricordiamoci delle grandi: gli affetti, gli amori, le nostre passioni, i nostri hobby..
La vita è una, il tempo corre veloce.
Qualcuno disse che quello che vediamo scorrere nell’orologio non è il tempo, ma la nostra vita.
Non sprechiamola dietro il multitasking, che spesso ci fa sentire stressati e confusi.
Come ‘fare meno’?
Il fare troppo, come accennato, ha una piccola controindicazione: ci brucia.
A fine della fiera, dopo esserci spremuti come limoni, invece di aver fatto più di quanto dovevamo ci ritroviamo a non avere più la lucidità di proseguire il giorno dopo.
Il burnout è uno stato di esaurimento fisico, emotivo e mentale causato da un’eccessiva pressione sul lavoro o in altre situazioni di stress, che può portare a una diminuzione delle prestazioni, della motivazione e della soddisfazione lavorativa.
Quando preoccuparti? Alcuni sintomi comuni del burnout includono sensazioni di stanchezza costante, disinteresse per il lavoro, difficoltà a concentrarsi, irritabilità, ansia e depressione.
Delegare
Innanzitutto, possiamo imparare a delegare e a dire di no a certe richieste.
Non dobbiamo necessariamente essere sempre disponibili per gli altri, soprattutto se questo implica sacrificare il nostro tempo e il nostro benessere.
Delegare è il verbo che indica l’atto di conferire ad altri persone o organismi il potere di agire in rappresentanza di qualcuno o di un’organizzazione. In altre parole, si tratta di attribuire compiti, responsabilità e autorità a individui o gruppi per svolgere determinate attività che non necessariamente dobbiamo svolgere noi.
Ad esempio, un ottimo manager concentrato sull’efficienza SA DELEGARE.
Quanto vale il nostro tempo?
Se possibile, non impieghiamolo in mansioni che possiamo far compiere da altri.
Focus
In secondo luogo, possiamo imparare a concentrarci su poche attività importanti, invece di essere dispersi su diverse cose.
Quando ci concentriamo sul fare meno, possiamo fare meglio le cose che contano di più.
Riguardo al paragrafo precedente, apriamo un attimo la parentesi della ‘dispersione del nostro tempo’.
La distrazione è dietro l’angolo, con lo smartphone si ha accesso quasi ad un mondo parallelo che ci ipnotizza.
Quando lavoriamo o studiamo, lasciamolo da parte, diamoci delle regole.
Organizziamo delle breve pause, dove possiamo svagarci 5/10 minuti con il nostro smartphone per poi tornare in focus.
Tempo per noi stessi
Avevo letto tempo fa che se in una giornata non riusciamo a ritagliare qualche ora per noi stessi, allora abbiamo vissuto solo per qualcun’altro.
Dobbiamo imparare a prendere il tempo per noi stessi, per rilassarci e per fare le cose che piacciono fare.
Potremmo organizzare le nostre giornate ritagliando tempo per studiare, per allenarci, per formarci..
La meditazione ad esempio è un’ottima pratica per ritrovare la calma interiore e per concentrarsi sul presente, perché non scrivere nella nostra agenda gli orari dove stacchiamo tutto e meditiamo?
Per essere efficienti dobbiamo stare bene con noi stessi, quindi ritagliare del tempo per il nostro benessere è parte integrante del lavoro o dello studio.
Riscopriamo una nostra passione, suoniamo uno strumento, disegniamo, teniamo un diario..
Tutto è lecito, purché ci faccia bene!
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