Esiste veramente il contagio emotivo?
A chi non è mai capitato di sentirsi più felici accanto ad una persona che scoppiava di gioia, o più capi se a contatto per tanto tempo con una persona tendenzialmente depressa.
Esistono vari studi sul contagio sociale, uno dei più importanti sicuramente quello condotto da Nicholas Christakis e James H. Fowler.
Loro hanno anche azzardato conseguenze più articolate di ‘contagio’ riguardando la dipendenza dal fumo e dall’obesità, per la serie ‘se cammini con lo zoppo impari a zoppicare’.
Purtroppo le cattive abitudini sono contagiose e siamo tutti più o meno influenzabili.
Le persone ci ‘contagiano’, senza volerlo, trasmettendoci le proprie emozioni che vengono ‘assorbite’ dal nostro subconscio.
Alcuni spiegano il fenomeno con i neuroni a specchio, ovvero quella classe di neuroni motori che si attivano quando una persona osserva una determinata azione compiuta da un altro soggetto, rendendo ‘pronto’ il sistema nervoso per compierla a sua volta.
Ecco che ad esempio saremo pesantemente condizionati dalle persone negative e purtroppo da chi sta soffrendo di depressione.
Questo non vuole essere un esortazione a lasciare da soli chi sta soffrendo, ma avendo la consapevolezza del ‘contagio emotivo’ potremmo aiutare senza cadere noi stessi nella ‘fossa’.
Tendere la mano ma senza essere trascinati a nostra volta giù.
Il lato positivo del contagio emotivo è di percepire con empatia ciò che l’altro prova, per aiutarlo e supportarlo.
Possiamo però volutamente circondarci da persone felici e di successo e venire ispirati dalle stesse, quasi a ricaricarci di nuova forza.
Ci è stato dato di scegliere CHI metterci accanto.
Dovremmo ricordarlo anche ai nostri figli o alle persone care della nostra vita.
Nessuno ci obbliga a frequentare persone che NON ci fanno stare bene.
Siamo trasmettitori naturali di emozioni ma anche RICETTORI.
Possiamo scegliere o subire e ancora una volta la scelta è nostra.
Gli amici sono i fratelli che ti scegli..
cit
Interessante lo studio dell’Università di Warwick, pubblicato sulla rivista Royal Society Open Science e citato da Ansa che dice:“I ricercatori hanno preso in esame un campione di 2194 ragazzi, nell’ambito di uno studio denominato National Longitudinal Study of Adolescent to Adult Health, che comprende informazioni sulle reti di amicizie e l’umore degli adolescenti nelle scuole Usa. Dai risultati dell’analisi e utilizzando un modello matematico, è emerso che l’umore, negativo o positivo, si diffonde nelle reti di amicizia, allo stesso modo dell’impotenza e della perdita di interesse. Tuttavia, l’effetto di amici con umore negativo non è così forte da spingere altri alla depressione”.
Fattori determinanti
Sempre secondo gli studi di Christakis e Fowler (ma non solo) capiamo che siamo influenzati principalmente da:
- amici
- familiari
- partner
- vicini di casa
- amici degli amici
Il tutto in relazione naturalmente a:
- vicinanza del rapporto
- assiduità
Curioso specificare che siamo poco influenzati dai colleghi; evidentemente vediamo il lavoro come un universo a parte dalla vita comune.
Scegliamo con chi stare
Nessuno ci obbliga a stare con qualcuno.
Magari ci sentiamo in obbligo nei confronti di un’amicizia, forse di una vita.
Ma le persone cambiano e imboccano strade diverse, testimonianza del fatto che può arrivare il giorno che l’amicizia spontanea è solo un ricordo e stiamo cercando con forzature di mantenere il fuoco attivo.
Nel frattempo paghiamo il fatto di non essere abbastanza coraggioso (o forse un pizzico egoistici a pensare un po’ di più a noi) e sopportare incontri e frequentazione che non portano nessun vantaggio alla nostra vita in termini di tempo di qualità trascorso.
Allo stesso modo anche la felicità è contagiosa.
Così come lo è l’ottimismo, la perseveranza, la professionalità..
Stare con persone di successo ci aiuterà a crescere e a migliorarci.
Alzeremo l’asticella di ciò che ci aspettiamo da noi, prenderemo spunti interessanti sul come-fare e ci caricheremo di nuove forze quando le cose non vanno come vorremmo grazie agli esempi positivi delle persone che avremo attorno!
Ma attenti ai cosiddetti ‘narcisisti patologici’ che con il loro carattere forte possono ‘attirarci’ nella loro rete per soddisfare unicamente i propri interessi.
automaticamente giusto?
Diciamocelo, se lo fanno gli altri non è automaticamente giusto.
Le società influenzate dallo stesso meccanismo sembrano ‘contagiarsi’ come una epidemia emotiva.
Notiamo come nascono e si fomentano le rivolte, partendo da singoli individui che infiammano le piazze.
Tanti casi narrano di rivolte nate in una parte del mondo che sembrano influenzare la nascita di altre rivolte nate poco dopo in altre parti del mondo.
Oppure riflettiamo anche su come possano le notizie di un suicidio quasi ‘convincere’ altre persone sofferenti a commettere il tragico gesto, quasi per emulazione.
Specialmente i più piccoli o i più deboli sono più suscettibili a questo meccanismo.
Stessi sistemi forse che hanno ‘trascinato’ nella follia i soldati tedeschi nella seconda guerra mondiale.
Serve consapevolezza.
Sentire che siamo influenzati da qualcosa di esterno che non necessariamente è giusto.
Attivando il pensiero logico eviteremo di cadere in certe trappole.
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