Essere resilienti come i venditori

Ho parlato nello scorso articolo del perché sarebbe utile per tutti fare almeno una volta nella vita il venditore, e sicuramente uno dei motivi è diventare più resilienti.

La resilienza è la capacità di un materiale di assorbire un urto o di una persona di affrontare le avversità.

Prendiamo come esempio i venditori e di come sono naturalmente resilienti.

Benché non facciano importanti sforzi fisici, il loro lavoro li costringe ad uno sforzo mentale ma soprattutto emotivo.

Abbiamo già visto che questa figura è ormai purtroppo abusata, per vendere qualsiasi prodotto e servizio.

Ma la categoria comprende anche tanti lavoratori validi, professionisti della vendita che sono degli utili consulenti per i propri clienti.

Per la cronaca, sono venditori anche tutti coloro che lavorano dietro ad un bancone o in una attività commerciale.

Non vanno dai clienti, non li chiamano, ma li aspettano con i medesimi interessi.

Vendere, e raggiungere i propri obiettivi.

Noi stessi siamo venditori, lo siamo sempre, quando ci relazioniamo con i nostri cari, con la nostra famiglia o amici.

Quando si tratta di far prevalere un’idea piuttosto che un’altra, vendiamo!

Meglio di come riusciamo, secondo l’unicità di ciascuno, è chiaro.

Siamo tutti venditori, ma siamo sicuri di essere tutti resilienti?

Il prezzo da pagare

Se vendere è arrivare al SI del cliente alla nostra proposta, il prezzo da pagare è l’essere pronti a incassare diversi NO.

La pura del NO è una paura molto comune per l’essere umano.

La paura di non essere accettati, che può tradursi anche in quella di non essere riconosciuti o amati.

Tutta conseguenza dei nostri bisogni primari di cui siamo composti.

La paura del rifiuto è il muro più comune tra noi e i nostri desideri, anche quando si parla banalmente di relazionarsi con un potenziale partner.

Il venditore deve inseguire i propri obiettivi, accettando il rischio del NO e del rifiuto.

All’inizio per chi non ha mai fatto questo lavoro può essere traumatico.

Ma superando questo scalino si comincia a imparare a non aver paura più dei NO.

Chi vende per lavoro è sicuramente più resiliente, come se avere un’armatura emotiva addosso.

Riceve un rifiuto, lo incassa facendoselo scivolare addosso e va avanti.

Il venditore sta sempre sul filo del rasoio, tra essere utile e diventare inopportuno.

Spesso è pressato dall’azienda mandante, o sotto pressione per i suoi stessi obiettivi personali.

Deve vendere, deve almeno provarci facendo delle azioni che hanno come destinatari persone a cui magari non può interessare di meno.

Tutti dovrebbero farlo almeno una volta nella propria carriera, per capire meglio il connubio ‘azione-reazione’, anche in virtù dell’infinita combinazione di caratteri e circostanze.

Si piega ma non si spezza

L’imprevisto spaventa, ma deve essere superato.

Qualsiasi cosa può succede nel lavoro e nell’organizzazione della vendita.

O semplicemente si ritrova una serie consecutiva di porte chiuse, di no e di rifiuti.

A volte la stessa azienda mandante lo ostacola, pressandolo e magari criticandolo.

Calcoliamo imprevisti materiali che ciascuno può avere, o qualche inconveniente con l’erario.

Il venditore deve andare avanti, incurante del passato e continuando a guardare verso i propri obiettivi.

La pesantezza a fine giornata sicuramente non verrà dalle braccia, ma dal lato emotivo.

Il professionista non ne soffrirà più di tanto, ci è abituato, sa che fa parte del gioco.

Sa che statisticamente servono un numero di NO prima di arrivare ad un SI; che servono una serie di insuccessi prima di assaporare un ottimo successo.

Il ricordo dei risultati già raggiunti sono motivazione e insegnante, bisogna andare avanti.

E anche se non si può controllare tutto, almeno può fare del suo meglio in ciò che può fare.

Tanti lo rimbalzeranno al ‘prossimo giro’, e il venditore la prossima volta sarà ancora lì presente in splendida forma.

I resilienti sono come il bamboo, si piegano ma non si spezzano.


Per scaricare un pò di peso emotivo a fine giornata potremmo dedicarci ad attività come la musica, lo sport, o praticare attivamente la meditazione.

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