Meditare per secoli è stata esclusivamente una pratica religiosa riservata a pochi.
Fortunatamente, grazie a svariati praticanti che, in nome della scelta, l’hanno importata ai ‘profani’, oggi la meditazione è accessibile a tutti.
Nel 1700 tanti testi Buddhisti e sull’Induismo furono tradotti portando l’occidente a conoscenza di un’antica arte, la meditazione.
L’argomento suscitò la curiosità di mente eccelse e filosofi, tra cui Voltaire.
Nel 1893 Swami Vivekananda fece una presentazione alla World’s Columbian Exposition di Chicago, e da lì tramite giornali e riviste, si cominciò in America a parlare di meditazione.
Nei decenni successivi via via diversi maestri spirituali orientali emigrarono negli Stati Uniti, trasmettendo il loro sapere a chi li circondava.
Anche la comunità scientifica si interessò al fenomeno, cercando di comprovare tutti i vantaggi promessi a chi pratica abitualmente meditazione, con il primo studio nel 1936, e studi più approfonditi nel 1955 con elettroencefalogramma.
Perchè praticare la meditazione
Qualunque sia la tua religione, praticare meditazione oggi è un toccasana quasi fontamentale.
Consigliata vividamente a chi necessita la massima efficienza della mente, nel lavoro ad esempio ma non solo.
Facendo un passo indietro, sai bene che le nostre performance in qualsiasi ambito della nostra vita dipendono dalla testa, e dalla nostra capacità ad esempio di rapportarci con le emozioni.
L’intelligenza emotiva, trattata per la prima volta nel 1990 dai professori Peter Salovey e John D. Mayer è la forse la skill più importante che dovremmo sviluppare.
Secondo Wikipedia:
“L’intelligenza emotiva coinvolge l’abilità di percepire, valutare ed esprimere un’emozione; l’abilità di accedere ai sentimenti e/o crearli quando facilitano i pensieri; l’abilità di capire l’emozione e la conoscenza emotiva; l’abilità di regolare le emozioni per promuovere la crescita emotiva e intellettuale”
Ma spesso si ci sente prigionieri della propria mente, che vaga tra passato e futuro, che si focalizza su aspetti negativi o su ricorrenti pensieri.
Leggi anche: Come smettere di vivere nel passato e godersi il presente
Entrare in un loop emotivo è molto facile, e non così semplice interromperlo.
“Stai attento ai tuoi pensieri, perché diventeranno le tue parole.
Stai attento alle tue parole, perché diventeranno le tue azioni.
Stai attento alle tue azioni, perché diventeranno le tue abitudini.
Stai attento alle tue abitudini, perché diventeranno il tuo carattere.
Stai attento al tuo carattere, perché diventerà il tuo destino. “
Lao Tsu
Uno dei libri illuminanti a riguardo è ‘Intelligenza emotiva’ di Daniel Goleman, che consiglio di leggere.
Grazie ai vari studi sull’argomento, da curioso e appassionato, oggi sono in disaccordo quando sento parlare di meditare per ‘controllare la mente’.
Non si può avere il controllo della mente, così non si può avere il controllo delle emozioni.
La mente farà sempre il suo lavoro, penserà, anche cose che non ci piacciono e non condividiamo.
Già nella frase precedente ho evidenziato la differenza tra l’ IO egocentrico, e l’ IO (sè) che osserva (vedo l’oggetto, mi accorgo che vedo l’oggetto, mi accorgo che mi accorgo di..).
Quindi la mente pensa, contro la nostra stessa volontà.
Meditare ci allena a riconoscere i frutti della mente, e a considerarli come tali, senza identificarci in essi.
Meditare non ci insegna a NON PENSARE, questo è impossibile.
Ci insegna ad essere consapevoli di ciò che la mente pensa.
Meditare non ci dà il controllo delle nostre emozioni.
Ci aiuta a non farci coinvolgere emotivamente dalle creazioni delle mente.
Ci permette di rimanere con la testa dove conta sul serio, nel qui&ora!
Vantaggi se praticata con costanza
Allenare la mente serve a vivere meglio, avendo più padronanza (e conoscenza) della mente.
In qualsiasi ambito ti aiuterà a spostare volontariamente l’attenzione verso uno specifico compito, vincendo gli effetti indesiderati del multitasking.
Praticare meditazione è un cammino di conoscenza di noi stessi e del nostro intimo.
La sofferenza si riduce, perchè si ci ascolta, focalizzandoci su ciascun pensiero che ‘appare’ nella nostra testa. Capiamo che è un pensiero che la nostra mente ha prodotto, lo osserviamo, senza ostacolarlo, e lo lasciamo andare.
Vari studi hanno evidenziato evidenti vantaggi nel praticare con costanza la meditazione:
- riduzione di ansia
- riduzione di stress
- minori rischi di ricadute depressive
- maggiore capacità di attenzione
- migliori difese immunitarie
- miglior gestione della rabbia
I processi mentali e la nostra attenzione, così come la consapevolezza, possono essere allenati.
Possiamo allenare la mente proprio come si fa con i muscoli!
Tantissimi sono gli psicologi che letteralmente prescrivono la meditazione per trattare l’ansia, la depressione, o altro.
Ad esempio la Mindfulness-Based Cognitive Therapy (MBCT) è approvata come protocollo nel Regno Unito.
In breve, come meditare
Sicuramente il web è pieno di esperti, istruttori professionisti e psicologi accreditati.
Dai miei studi in materia posso riassumere l’ ‘how to’ in pochi semplici passaggi:
- trova un posto abbastanza silenzioso, la tua camera da letto ad esempio, o un luogo nella natura dove sai di non essere disturbato
- mettiti seduto, con schiena dritta (serve a mantenere alta la concentrazione); non per forza bisogna stare per terra con le gambe incrociate, potrebbe andare bene anche la seduta su una sedia
- punta un timer, così da non dover pensare al tempo che passa; c’è chi consiglia almeno 3 minuti, chi suggerisce di superare almeno i 20 se si può
- chiudi gli occhi, non ti serve la vista;
- ora inspira lentamente dal naso, focalizzando l’attenzione sull’aria che entra
- espira dalla bocca, con focus sull’aria che sale su per la trachea e fuoriesce
- se si presenta un pensiero, facci caso
- ascolta il pensiero, osservalo, dall’esterno
- sposta nuovamente il focus sul respiro
- continua fino al gong
Naturalmente esistono svariate tecniche, più o meno complesse.
Leggi anche: Meditazione: 4 libri da leggere
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