Siamo ciò che pensiamo, ma anche ciò che altri credono che noi siamo: per chiunque si trovi a insegnare o educare l’Effetto Pigmalione è assolutamente da conoscere..
Dobbiamo stare attenti a cosa pensiamo, perché potremmo aver ragione.
Chi pensa con convinzione di non riuscirci, non ci riuscirà; chi crede di farcela, in qualche modo la spunterà.
Che tu creda di farcela o di non farcela avrai comunque ragione.
Henry Ford
Questo stesso concetto purtroppo può valere anche riguardo a ciò che ALTRI credono di noi.
E dico purtroppo perché il pensiero di altri, per quanto influenzabile dalle nostre azioni, non è proprio sotto il nostro controllo.
In una società iperconnessa come la nostra, un capo, un familiare o il partner avranno il potere di ‘influenzare’ più o meno negativamente la nostra vita.
Se noi glielo permetteremo..
Si, perché chi crede in sé stesso non cede alle opinioni altrui se non per avere un feedback su cui lavorare.
Ma la goccia del giudizio potrebbe penetrare anche i caratteri più duri.
Consideriamo invece i più piccoli, che a scuola si vedono ‘etichettati’ dai propri insegnanti.
L’effetto Pigmalione ci spiega che se l’insegnante si è fatta un’idea di quel determinato alunno, si comporterà con lui compatibilmente con la sua opinione.
Di conseguenza, l’alunno recependo la ‘differenza di trattamento’ tra sé e gli altri, si comporterà di conseguenza.
L’insegnante diventa un plasmatore di personalità, ma anche capace anche di affinarne i modi e renderlo un ‘alunno migliore’.
Chi era Pigmalione?
Secondo la mitologia greca, era un re di Creta.
Scultore e innamorato di Afrodite di cui ne creò una statua, fino a dormirci diverse notti.
Fino a che un giorno si presentò al tempio della dea chiedendo di rendere viva la statua, e Afrodite.. esaudì la preghiera!
Plasmò la sua creatura, fino a sposarla.
Perciò nell’uso comune il termine ‘pigmalione’ è associato a chi, in veste di insegnante o maestro plasma la personalità dell’ ‘assistito’.
Sfruttare il fenomeno
Sembra proprio che il fenomeno non può essere facilmente controllato, o meglio, non si può fingere a riguardo.
Se un insegnante prova ad incoraggiare di proposito un alunno, senza pensarlo davvero, allora il tutto non funzionerà.
L’Effetto Pigmalione si realizza quando l’insegnante (o il capo) pensa ciò inconsciamente.
Mi viene in mente una delle regole del libro ‘Come trattare gli altri e farseli amici’, ovvero ‘interessarsi sinceramente agli altri’. Non si può fingere!
Ma a mio parere ciò che si potrebbe fare è di non dare nulla per scontato, di non abbandonarsi a pregiudizi e di tentare di conoscere bene le persone prima di cedere a giudizi affrettati.
Ricordarsi che i più saggi sono coloro che sanno guardare senza giudicare, che evitano di mettere etichette sulla fronte del prossimo.
Anche nella comunicazione, e i manager dovrebbero saperlo, giudicare un evento concludendo nel dare un’etichetta all’interessato (‘tu sei così’) è illogico e presuntuoso.
Una persona che in un determinato caso agisce in una determinata maniera, può essere stata influenzata da innumerevoli fattori esterni che l’hanno portata, in quel determinato evento, ad agire così.
Semplificare il tutto con una banale etichetta è semplicistico.
Si badi bene che in quel determinato caso il soggetto ha agito in quella maniera, non è detto che in tutti i casi analoghi precedenti l’abbia fatto, o lo rifarà.
E per ultimo, non si traduce automaticamente con X=Y come una banale funzione matematica.
Le persone non sono semplici, ma rappresentano un universo unico che si può solo tentare di capire.
Aver la presunzione di aver già delineato la ‘scheda tecnica’ di chi ci sta di fronte dice forse più di noi che dell’altra persona..
Cosa succede in pratica
Se l’insegnante ha elevate aspettative verso un determinato alunno, perché ad esempio lo ritiene più intelligente degli altri, di conseguenza lo stesso si impegnerà più degli altri per non smentire il parere ricevuto.
Lo stesso è applicabile nel lavoro di un capo, che stima in particolar modo un suo collaboratore aiutandolo quindi ad eccellere ancora di più.
Ma l’altro lato della medaglia è quando qualcuno che dovrebbe guidarci in un determinato percorso ci crede degli incapaci, e di riflesso la nostra performance peggiora.
Questo processo viene semplicemente chiamato ‘profezia autoavverante’.
I bambini sembrano più plasmabili ad esempio dai propri insegnanti in quanto vengono vesti come ‘autorità rispettate’ secondo Robert Rosenthal, psicologo statunitense che si interessò del fenomeno.
Con i suoi esperimenti testimoniò di come l’effetto Pigmalione influisca sul comportamento delle persone di ogni età e in ogni contesto sociale.
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