A volte amo pensare la vita come una scala da salire. Capita però di aver a un certo punto un blocco che ci costringe allo stesso gradino.. quasi sempre quel blocco è la paura dell’opinione degli altri.
Perché?
Semplicemente poniamo gli altri in un livello in cui possono determinare se noi valiamo o no.
Questa importanza che diamo al prossimo, a volte anche a persone al di fuori della nostra cerchia più intima, sicuramente parte da una nostra insicurezza.
Si è insicuri, di sé e delle proprie capacità.
Ed essendo alla continua ricerca di prove, che testimoniamo il fatto che noi valiamo, le ricerchiamo nell’opinione degli altri.
Ora qui si aprono 2 scenari:
- il feedback che percepiamo è positivo: quindi ci sentiamo approvati, apprezzati, il nostro Ego si gonfia
- il feedback che percepiamo è negativo: quindi ci demoralizziamo sentendoci inutili, perdenti
La verità che dobbiamo ricordare oggi è che non è importante se l’opinione degli altri sia positiva o negativa, ma è importante il peso che NOI gli attribuiamo.
La responsabilità, quindi, è ancora una volta nostra.
Per l’opinione degli altri si fanno pazzie a volte, altre si fa ciò che non avevamo ancora avuto il coraggio di fare.
Il problema non è se quello che facciamo per impressionare gli altri sia di base buono – dovremmo invece riflettere sul fatto che ne sentiamo ancora l’esigenza.
Quasi il bisogno di aver un virtuale bollino di approvazione da chi ci sta attorno, che a volte neppure ci piace.
Eppure la sua opinione conta, viene da noi ritenuta valida e non solo – con quel giudizio concediamo anche il potere di farci cambiare umore e di modificare perfino l’idea che abbiamo di noi stessi.

Essere ossessionati dall’opinione degli altri significa rinunciare ad essere gli artefici della nostra vita, apparendo come una barca in mare aperto che segue le onde, piuttosto che impostare la sua prua verso la mete e perseguirla.
A cosa serve l’opinione altrui?
Serve sostanzialmente per una cosa: avere un feedback.
Non importa se sia positivo e negativo.
Anzi, supponiamo che sia proprio negativo.
Immaginati di ricevere un’opinione negativa da qualcuno riguardo qualcosa che hai fatto, detto o addirittura semplicemente per ciò che sei.
La giusta reazione a questo feedback dovrebbe essere quella di annuire impassibile, senza che dentro scaturisca una tempesta emotiva.
Certo, potrai nella realtà ascoltare e dire la tua, ma non è questo il punto.
L’opinione serve per aprirci gli occhi su cose magari che non vedevamo, come spunto quindi di riflessione e di miglioramento – punto!
Potremmo anche percepire cattiveria nei nostri confronti, o una netta presa di posizione che sa di distacco. In questo ultimo caso possiamo decidere, sempre grazie a quella opinione, di stare alla larga da quella persona e di fare spazio.
Oppure l’opinione può essere positiva, qualcuno ci ha lodato in un nostro particolare aspetto o azione compiuta.
Molto bene, ma badiamo a non inorgoglirci.
Il nostro Ego è a caccia di queste cose e nutrirlo troppo lo rende pericoloso.
Anche in questo caso proviamo ad annuire, magari sorridendo e ringraziando, ma senza dargli molto potere.
La trappola sta proprio in questa ‘vincita’, che ci rilascia dopamina e ci fa sentire appagati.
Dopo il nostro subconscio potrebbe fare tutto il necessario per volerne ancora.
Ti importa così tanto dell’opinione degli altri?
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