Le tue abitudini creano la tua realtà

Come trascorri le tue giornate?

Ti sei mai fermato ad analizzare il modo in cui usi il tuo tempo?

Certamente come tutti avrai i tuoi doveri, le attività che compi con piacere, le tue routine, le tue abitudini..

Alcune sono necessarie quindi, altre piacevoli (ci sta), altre ancora forse discutibili.

Quando si ragiona di obiettivi, spesso salta sempre fuori l’obiezione ‘non ho abbastanza tempo per..’.

Peccato che se analizzassimo qualsiasi di persona che avuti certi traguardi nella sua vita, ha avuto a disposizione la stessa quantità di tempo di tutti noi.

Ora, mi metto anche io nella mischia, come possiamo gestire al meglio queste 24 ore che il buon Dio ci ha donato per creare la vita che vogliamo?

I più intraprendenti vorrebbero, lavorando, studiare anche per fare l’università.

Si scontrano poi con un tempo tirato, con una vita che ha già le sue difficoltà, la stanchezza a fine giornata che fa cadere la testa sul libro.

Altri vorrebbero aprirsi un business parallelo, magari senza per il momento lasciare la sicurezza del purché noioso lavoro che si ha.

Scrutare

Il tempo è una risorsa in questo caso che va analizzata, scrutata.

Vi è una regola nella gestione del tempo che può cambiare il modo in cui gestisci le tue giornate.

Si chiama Legge di Parkinson.

Formulata dallo storico britannico Cyril Northcote Parkinson nel 1955, la legge recita esattamente:

“Il lavoro si espande fino a occupare tutto il tempo disponibile per il suo completamento.”

Come funziona nella pratica?

Se hai due settimane di tempo per scrivere una relazione, finirai per impiegarci due settimane: la mente tenderà a complicare il compito, a fare ricerche superflue o a procrastinare fino a quando la scadenza non si farà vicina. Al contrario, se per lo stesso identico compito ti viene data una sola mattina, miracolosamente riuscirai a sintetizzare e a portarlo a termine concentrandoti solo sull’essenziale.

Supponiamo che tu sia un libero professionista.

Lavori sicuramente da mattino a sera, nessuno lo mette in dubbio; ma nel buio della propria cameretta si analizza con sincerità il ‘tempo morto’ della propria giornata scopriamo che non è tutto usato per i propri risultati..

Ci sarà quando prendi lo smartphone per scroll vari (eccolo!), ci sarà il tempo impiegato in attività non di gran utilità (che possono essere rimandate, delegate o tagliate), ci saranno perdite di tempo (che siano persone, impegni presi per amor di pace ma vani etc)..

Secondo poi la Legge di Pareto il 20% circa di quello che effettivamente si va andrà a portare la maggior parte del risultato (per la cronaca circa l’80% statisticamente).

Quindi la Legge di Parkinson cosa ci dice, che se ci dessimo dei tempi più stringenti, faremo lo stesso lavoro o forse meglio in quel determinato tempo.

Viceversa, che permettiamo che lo stesso lavoro si possa fare nelle 12 ore giornaliere, allora in un modo o l’altro le occuperemo tutte per farlo.

Come sfruttarla a proprio favore

Per non farsi “fagocitare” dalla Legge di Parkinson, si usano solitamente due strategie di gestione del tempo:

  • Scadenze artificiali (Micro-deadlines): fissati dei limiti di tempo ridotti ma realistici per completare un compito, costringendoti a rimanere focalizzato.
  • Timeboxing: decidi a monte quanto tempo dedicare a un’attività (es. “controllo le email per soli 30 minuti”) e fermati tassativamente allo scadere del tempo.

Lì vi è naturalmente una disciplina da seguire, essere determinati a fare così, punto!

Se ad esempio vuoi cominciare ad una certa ora per completare entro TOT ora determinate azioni, tutte le mattine, anche se vieni da una seratina allegra, devi muoversi come un militare che deve fare l’appello.

Dopo questa parentesi torniamo in focus parlando di ABITUDINI.

Abitudini

Anche quanto sopra può rientrare nelle tue abitudini.

Ormai sdoganato che le stesse sono fondamentali per lo sviluppo di una vita di una persona.

Chi ha abitudini distruttive avrà risultati distruttivi.

Chi ha abitudini edificanti avrà risultati edificanti.

Fin qui credo che siamo tutti d’accordo.

Il discorso si svolge proprio nel capire cosa noi facciamo e non facciamo..

Aver l’abitudine di stare 3-4 ore sui social è un impiego del tempo edificante? Senza contare i ‘danni’ che possiamo farci, ma ho scritto degli articoli appositi per questo.

Mettersi ore e ore a guardare la TV?

Andare a bere al bar con frequenza?

Mangiare spesso con fastfood?

Solo provocazioni o forse luoghi comuni, chiaro, ma ciascuno faccia le proprie analisi.

Poi vi sono le NON abitudini..

Cioè quelle che dovremmo avere ma non abbiamo.

Sono abitudini che sappiamo che se acquisite possono portarci dei risultati, farci crescere, migliorarci..

Possiamo identificare in queste lo studiare, mangiare cose sane, fare sport, stare con persone positive, vedere posti nuovi, fare cose nuove che ci arricchiscono.

Che vanno a formare macro-obiettivi, che sia laurearsi, ottenere il lavoro dei sogni, ottenere una data forma fisica, o forse più semplicemente gustarsi meglio la vita.

Ecco perché credo fortemente che il tempo non va sprecato, forse perché anche io in passato ne ho sprecato un pò.

E credo anche che possiamo fare un piccolo passettino al giorno verso i nostri obiettivi, servendoci di sane e valide abitudini.

Ah, si fa sempre in tempo a controllarsi e ad aggiustare il tiro eh..

Ad Maiora!

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