La vita ha il suo peso, le nostre giornate non sono mai tutte rose e fiori e spesso a fine giornata ci portiamo dentro tutte le ‘scorie’ che, per mantenere il parallelismo, ci intossicano.
Pensavo di proporvi di fare una manutenzione interiore, tutti i giorni, con degli strumenti tanto sofisticati ma semplici, che tutti abbiamo a casa: carta e penna.
Okay, se ti stai chiedendo se si possono usare le note dei nostri dispositivi, si è concesso.
Ti alzi la mattina, corri a destra e sinistra, svolgi i tuoi doveri, mandi giù vari screzi, affronti difficoltà e imprevisti..
Arrivando a casa la sera, o la mattina se lavori di notte, hai un peso dentro di te che ti stai portando dietro forse senza neanche saperlo.
Magari non te ne accorgi ma il tuo subconscio si.
Similmente al bambino interiore, che tutti noi abbiamo, va ascoltato.
La maggior parte delle persone ignora questo peso e va avanti.. magari dopo un buon pasto, un film e una buona dormita, ‘congeliamo’ questo fastidio interiore.
Ma rischia di riattivarsi l’indomani quando ritorniamo nel mondo là fuori.
Allora cosa possiamo fare?
I 2 report
Chiedetelo ai venditori: sono spesso tenuti a dare dei report di ciò che succede dai clienti e nelle varie giornate di lavoro.
L’idea di usare tutti noi dei personali report di fine giornata, per chiarire ciò che è successo e ciò che abbiamo provato, è vecchia quanto la scienza della crescita personale e della psicoterapia.
Fin da quando studio questi argomenti ne ho sentito parlare da autori vari, psicologi, formatori.
Voglio citare, tra tutti, l’autrice Emilie Wapnick che nel suo libro Diventa chi sei ci spiega l’esigenza di fare un po’ di manutenzione a fine giornata.
Ma prima facciamo un passo indietro.
Quando cominciai a lavorare, oltre ad aver che fare con numeri e obiettivi c’era l’importante aspetto dei rapporti interpersonali, fondamentali in questo caso.
Per il primo periodo ricordo che a fine giornata appuntavo 3 errori che avevo identificato.
- Il diario degli errori
Tenevo delle note e ogni sera rivedevo la giornata, ascoltando le mie sensazioni, buttando giù 3 ‘errori’ che credevo di aver commesso.
Non ha importanza cosa, magari era una disattenzione, una parola detta piuttosto che non detta, una scelta piuttosto che un’altra, una trattativa sbagliata.
Il semplice fatto di scriverli mi alleggeriva in qualche modo, forse perché è come se diventava un modo per impegnarmi a far meglio la prossima.
Effettivamente l’effetto è proprio questo, la consapevolezza degli stessi.
Dal momento in cui identifico perché ho quella antipatica sensazione dentro di me, e la scarico a terra nero su bianco, metto luce su ciò che mi ha appesantito.
La stessa tecnica è usabile nello studio, nello sport, nella vita..
Hai già creato il tuo diario degli errori?
- Il diario dei successi
Emilie nel suo libro Diventa chi sei parla anche del diario dei successi.
Anche questo è un concetto molte volte preso da formatori e psicologi con altre parole, cioè premiarsi quando serve e farsi i complimenti per ciò che va bene.
La base è semplice: dobbiamo stare attenti a non essere perennemente nella critica verso noi stessi, il nostro operato.
Va bene anche analizzare quanto fatto, per poi trovare degli spunti di miglioramento.
Ma la nostra anima merita anche una gratificazione per quanto invece va già bene e dove abbiamo agito egregiamente.
Il concetto del ‘diario dei successi’ è simile a quello degli errori.
Per la versione dettagliata di Emilie ti rimando al libro me di base comincia a farti i complimenti per 3 aspetti ogni giorno.
Suvvia, prepara carta a penna!

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