imparare

Imparare ad imparare – riflessioni e 8 punti chiave

Una capacità che può fare la differenza nelle nostre vite è la ‘capacità di imparare‘.

Chi è in grado di imparare velocemente è sicuramente avvantaggiato rispetto a chi, purtroppo, fa fatica ad apprende nuove nozioni e skills.

Sia nei giovani, ma anche negli adulti, saper imparare in fretta ci permette di fare la differenza.

L’apprendimento è stato sempre al centro dell’attenzione di scienziati e psicologi.

Imparare fa parte di noi, della nostra storia.

Della nostra evoluzione, oso dire.

Non saremmo a questo punto, come specie umana, se non avessimo avuto la capacità di apprendere e la voglia di volerci migliorare e superare!

Imparare vuol dire arricchirsi, acquisire valore, competenze, conoscenza che nessuno potrà toglierci.

La voglia di affermarsi nella società è il carburante che alimenta il nostro desiderio di crescere.

O a volte, ne sentiamo proprio il bisogno nel nostro intimo.

Stay hungry, stay foolish.

Steve Jobs

Apprendere è faticoso

Si impara commettendo errori, fallendo.

Il fallimento non sarà quindi un muro contro cui ci scontriamo ma un momento di espansione della nostra anima, sempre e solo se stiamo andando verso un determinato obiettivo.

Immagina quanto fosse bello apprendere ciò che si desidera come nel film Matrix, dove praticamente si faceva un ‘download’ di tutte le informazioni direttamente nella mente.

Nella vita reale invece imparare qualcosa costa fatica, e tempo.

L’uomo è pigro di natura e diversi studi ormai lo dimostrano.

Studiare è un ‘lavoro’ che necessita allenamento.

Meno si studia, e meno si vuol studiare, si sa.

Chi studia, e apprende costantemente, è allenato a studiare con costanza.

E poi non è detto che sia facile!

Si è sempre detto ‘sbagliando si impara’.

Quindi chi è capace di sopportare gli errori la vince.

Ma non tutti sono tenaci, e spesso ci si stanca.

In qualsiasi ambito ci cimentiamo, che sia una lingua nuova, imparare uno strumento, uno sport, o semplicemente superare un esame, il nemico numero 1 è sbagliare.

Possiamo commettere errori assurdi, anche inaspettati.

E la tentazione è di dire ‘ma si, non fa per me, mollo!’, risparmiandosi così il rischio di ulteriori scivolate.

Oggi è un giorno crudele. Domani sarà più crudele. Ma dopo domani sarà un giorno bellissimo.

Jack Ma, fondatore di Alibaba

Vince chi affronta i fallimenti con una mentalità vincente.

Vincendo si impara

C’è chi dice che più che sbagliando, è vincendo che si impara.

Quando finalmente si parla fluidamente una lingua nuova per la prima volta, si fa una bella esibizione in quel nuovo sport, o si supera con successo il primo esame, dentro di noi sentiamo quella gratificazione dovuta alla dopamina.

Ci sentiamo soddisfatti, vincenti e soprattutto ci siamo detti ‘sono in grado di farcela!’.

È risaputo che il cervello è plasmabile; ad esempio, secondo alcuni studi, facendo qualcosa di nuovo per giorni di fila (che magari è sempre stato uno scoglio da superare), il cervello stesso comincia a plasmarsi.

Il cervello cambia ogni volta che impariamo qualcosa di nuovo, ma non tutto il cervello è plasmabile dall’esperienza – spiega Paola Binda. Mentre nei bambini c’è una riserva di plasticità in ampie regioni del cervello, negli adulti la maggioranza delle regioni cerebrali sembra essere immune al cambiamento; fra queste, si è pensato finora che le aree visive del cervello fossero particolarmente stabili. Il nostro studio ha dimostrato che anche la corteccia visiva di individui adulti può andare incontro a cambiamenti notevoli anche in tempi brevissimi.

La ricerca, pubblicata sulla rivista eLife, è stata condotta da Paola BindaJan W. KurzawskiClaudia Lunghi e Maria Concetta Morrone per il Dipartimento di Ricerca Traslazionale e Nuove Tecnologie in Medicina e Chirurgia dell’Università di Pisa e da Laura Biagi e Michela Tosetti per l’IRCCS Fondazione Stella Maris e per il centro di ricerca Imago7.

Serve metodo, costanza e la giusta mentalità.

Ma soprattutto, nonostante impariamo a incassare i fallimenti, è importante capire DOVE dobbiamo andare, COSA ci serve e COME fare.

Altrimenti è come un vagare in mare aperto senza meta.

Magari impariamo una cosa, poi un’altra fine a se stessa, consumando la risorsa più importante che abbiamo: il nostro tempo.

Va bene la fame di imparare, di sapere, ma bisogna essere pragmatici.

Bisogna scegliere, anche nell’apprendimento; e ‘scegliere’ significa appunto eliminare le altre opzioni.

Riguardo questo tema ti consiglio la lettura dei seguenti articoli:

Responsabilità

Sapevi che la capacità di apprendimento è una competenza chiave di cittadinanza da realizzare nelle scuole di infanzia e nel primo ciclo di istruzione?

Se ne parla infatti nel DM 254-2012.

Saper apprendere è una responsabilità di ciascuno di noi, un obiettivo da conseguire.

L’uomo è capace di apprendere abilità fondamentali velocemente, e abilità superiori in maniera lenta.

Sta a te decidere cosa imparare, perchè e come farlo.

Servirà tempo, pazienza, massimo impegno e ingoiare una valanga di errori.

Vien da pensare a corsi e percorsi di apprendimento canonici.

Ma oggi abbiamo la fortuna di avere tutte le informazioni che vogliamo a portata di click.

Siamo capaci di accedere velocemente a tutto il sapere del mondo, ma a volte tentiamo ad usare la stessa tecnologia per guardare foto di gattini.

Qui, la tua capacità di reperire informazioni, organizzarle e assimilarle ti faranno fare la differenza.

Dipende da te, tra libri, corsi in presenza o online, podcast, etc.

Come apprendiamo

Che sia chiaro, è una estrema sintesi.

Ma penso dia interessante sapere che usiamo sostanzialmente 3 tipi di memorie per apprendere:

  • memoria sensoriale; tratteniamo i dati provenienti da stimoli esterni (acquisiti tramite i 5 sensi appunti). Può essere a breve e a lungo termine, ma ad esempio le informazioni visive potrebbero restare ‘in memoria’ per 1-3 secondi, mentre quelle uditive solo per 8-10 secondi.
  • memoria di lavoro; detta a breve termine, dura minuti per specifiche informazioni che servono al momento per svolgere un determinato lavoro.
  • memoria a lungo termine; le informazione che abbiamo ritenuto e sentito come importanti possono essere conservate per giorni o anni.

Apprendere qualcosa è possibile con una continua ripetizione, con tutte le sfumature del caso.

Tra le varie ricerche che ho letto si parla di come lo stato emotivo e la stanchezza possono influire nell’apprendimento, e penso che a riguardo siamo tutti d’accordo.

Sfido a studiare bene dopo aver subito un trauma emotivo oppure in un periodo di depressione..

Poi ci sono metodi di apprendimento, tra cui il cono di apprendimento del pedagogista statunitense Edgar Dale.

Uno degli insegnamenti del ‘Cono di Dale’ è che esistono due tipologie di apprendimento:

  • attivo; per esporre i contenuti ad altri, in una conversazione, un talk, una presentazione o una lezione.
  • passivo; comprende anche la lettura, che a volte ci da solo l’illusione di aver catturato le informazioni.

In conclusione il metodo più efficace per imparare è studiare per poi insegnare ad altri!

Se vuoi approfondire il tema è anche spiegato in questo video con chiarezza.

Consigli

Avendo toccato un pò diversi punti, tecnici e pratici sull’apprendimento, ripartiamo per un momento dall’inizio.

Devi sapere COSA apprendere in maniera chiara, per evitare di passare da un contenuto all’altro sprecando tempo.

Meditando poi lungo il cammino in ciò che è andato storto, del perché lo consideriamo un fallimento, di come ci ha fatto sentire..

Dopo un errore riflettiamo sul livello di preparazione che avevamo in quel momento, di quello che percepiva il nostro istinto.

Molto probabilmente l’errore si può tradurre il ‘non avevo le informazioni per operare diversamente, non potevo saperlo’.

Questo stato mentale tra l’altro ci difende da rimpianti e rimorsi.

Poi invece, se sapendo continuiamo a sbagliare, allora stiamo agendo veramente contro noi stessi.

Ma se abbiamo inquadrato l’errore nel modo giusto, semplicemente usiamo per capire cosa ADESSO è cambiato, come possiamo agire da questo momento.

Anche l’errore è parte integrante dell’apprendimento.

Dopo aver riflettuto su come imparare, ecco gli 8 punti chiave:

  • organizzati in maniera sistematica, a seconda delle tue tempistiche
  • studia con curiosità, poniti domande
  • sta attento alle idee di base, ai concetti, allenandoti già ad esporre ad altri il succo del discorso
  • annota, prendi appunti; è infatti un metodo provato per fissare meglio i concetti in testa
  • dai un senso logico, specialmente quando provi a ripetere, anche associando argomenti affini
  • non distrarti, rimani focalizzato senza usare il tuo smartphone; prenditi delle pause, è chiaro, ma quando studi fallo con attenzione
  • usa tecniche di gestione del tempo, come la tecnica del pomodoro
  • non procrastinare, niente scuse ma azione

Buono studio e Ad Maiora!!

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