Tecnica del pomodoro: il motivo del suo successo

Ho cominciando a sentire parlare della ‘tecnica del pomodoro’ quando ho cominciato a studiare la gestione del tempo anni fa; scrissi di questo metodo nell’articolo sul Time Management anche io contribuendo a renderlo ancora più famoso.

[ascolta il breve podcast generato sull’articolo by Google]

Mi sono chiesto: come mai uno studente universitario è riuscito a diventare famoso in tutto il mondo con i meriti di aver creato una tecnica di gestione del tempo?

Semplice ma efficace

Francesco Cirillo alle prese con i studi all’università si ritrovò a fare i conti con un nemico comune: la perdita di concentrazione.

Non riusciva a concentrarsi come si deve nello studio, perdendo spesso il giusto focus.

La nostra mente è molto soggetta alle distrazioni, oggi più che mai.

Perciò provò a creare un suo metodo, che potremmo definire un patto con se stesso. 

Prese un timer meccanico da cucina a forma di pomodoro e si impose di stare completamente concentrato per almeno 25 minuti!

Semplice, ma geniale.

È un obiettivo ben definito, con un tempo ben preciso. Non stiamo chiedendo a noi stessi di stare concentrati su quel compito natural durante. Ci chiediamo questo sforzo ‘solo’ per 25 minuti. Assolutamente possibile!

Successivamente si concesse 5 meritati minuti di riposo.

  • 25 focus
  • 5 riposo

Non sappiamo quanti tentativi il buon Cirillo fece prima di coniare il suo metodo finale, ma ciò che viene consigliato è di ripetere il mix lavoro|riposo per bene 4 volte.

Arrivando quindi ad un totale di 100 minuti di focus, la pausa meritata era più grande.

Come a dirci ‘brava mente, ora facciamo 15/30 minuti di sano riposo, l’hai meritato’.

Detta così sembra che l’abbia messa sul ridere, ma in realtà funziona bene.

Perché funziona?

Abbiamo una mente, che diciamoci la verità: ha una vita un pò tutta sua.

.. pensi di avere una mente, ma è la mente che ha te!

Ci fermiamo un attimo e subito finiamo per vagare con la mente, che ci porta avanti e indietro nel tempo, tra ricordi ma anche sogni, tra rimpianti ma anche paure.

La mente analizza, calcola, prevede, non sempre cose utili.

E nonostante meditazione e mindfulness aiutino ad esserne consapevoli e a non caderne vittima, la mente non si può fermare: farà comunque il suo lavoro, quello di pensare.

Mettiamoci poi che viviamo in un’epoca in cui siamo circondati da distrazioni.

Lo smartphone, i social, le notifiche..

Leggi anche:

Studiare o comunque lavorare sempre concentrati è difficile.

L’altra brutta notizia è che ogni qualvolta ci distraiamo e poi ritorniamo in focus, il nostro cervello impiega più risorse e quindi tempo per ritrovare la concentrazione persa, come quando ci illudiamo di voler fare più cose contemporaneamente.

Leggi anche: Abuso di multitasking, conseguenze e rischi

Premesse affinché funzioni

Bene, come qualsiasi metodo che si possa definire tale bisogna essere seguito con impegno e serietà.

Non barare

Niente eccezioni.

Non finire prima né dopo, rischieresti di innescare un loop di concessioni che smembrano la tecnica del pomodoro in ciò che più ci fa comodo.

Uno strumento, non un fine

Ricordiamo che è uno strumento per AGIRE nel migliore dei modi.

L’obiettivo non è completare il pomodoro, ma quello che si fa nel mentre.

Attento alle pause

È dove rischi di più di perdere il vantaggio conquistato.

Evita social, altri compiti di lavoro, film e video vari.. dedicati invece in attività semplici a casa, metti in ordine oppure muoviti un po’. Fai del sano stretching o fatti un caffè, senza perdere il focus che hai acquisito.

Continua a lavorare su te stesso

Più stai bene con te stesso, più sarai equilibrato e tenace.. più motivato e con meno viaggi mentali.

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