Che problema c’è nel pensare troppo? Overthinking è infatti quel termine che indica la (brutta) tendenza di ‘abusare del pensiero’.
Partiamo da un presupposto: la mente fa il suo lavoro, pensa.
Siamo capaci di fare ragionamenti complessi, degni della nostra specie.
L’uomo ha creato il mondo che esiste oggi grazie alla stessa capacità di analisi e previsione, che tanto ci distingue dalle altre specie.
Lo svantaggio per la nostra vita comincia quando non possediamo più lo strumento, ma lo subiamo.
Quindi la mente comincia a elaborare informazioni, a volte spiacevoli, prevedere e rammentare. Spesso l’overthinking diventa come un grande incendio, che parte da un piccolo focolare. Come spiegato anche nel libro Intelligenza Emotiva di Coleman, il pensiero influenza le emozioni, che a loro volta influenzano il pensiero.
Quando iniziamo un pensiero rischiamo di finire in una specie di spirale, da cui non è semplice uscirne.
In questo studio l’hanno chiamata ‘paralisi dell’analisi’, proprio perché nel pensare troppo la nostra capacità di analizzare la realtà viene meno.
Di cosa si pensa
Di solito ci soffermiamo a pensare al passato o al futuro.
- il passato alimenta il rimpianto, il rimorso, la depressione
- il futuro alimenta la paura, le preoccupazioni, l’ansia
La vita non è sempre in discesa, anzi non lo è quasi mai.
Quindi continuare a rimuginare ciò che non è andato come sperato, non è proprio una scelta saggia.
Le cose sono andate in quella data maniera, adesso che si può fare?
Allo stesso modo ciò che ci spaventa o preoccupa magari non sarà poi così preoccupante come sembrava.
C’è un vecchio detto:
Se c’è soluzione, perché preoccuparsi?
Se non c’è soluzione, perché preoccuparsi?
Focus
Tutti noi abbiamo una nostra capacità di focalizzarci in qualcosa.
Possiamo focalizzarci in un dato suono, una voce tra tante.
Avete sicuramente provato cosa significa fare un’attività (impegnativa) mentre ad esempio sullo sfondo c’è la TV e la radio. Se l’attività non sarà abitudinaria, come quasi sempre lo è guidare, allora non riusciremo a stare attenti a quello che c’è sullo sfondo.
Nel bene, o nel male.
Quando la nostra mente è focalizzata in pensieri inutili, ripetitivi, ci ritroviamo con le risorse mentali impegnate proprio in quello.
Quindi, focalizzati in quei processi mentali, ci ritroveremo a tralasciare ciò che ci accade nella vita reale.
È semplice, non possiamo sottrarci.
Quindi è utile questo flusso di pensieri?
Devi essere in grado di concentrare te stesso, di lasciar svanire tutte le emozioni… Non dimenticare mai che giochi con la tua anima oltre che col tuo corpo.
Karem Jabbar
A cosa serve il pensiero
Il pensiero svolge molte funzioni importanti nella vita umana. Alcuni dei suoi scopi fondamentali includono:
- Risoluzione dei problemi: Il pensiero ci consente di analizzare situazioni complesse, identificare problemi e trovare soluzioni. Questa capacità è cruciale per affrontare sfide quotidiane e per risolvere problemi più complessi.
- Pianificazione: Il pensiero ci consente di pianificare e organizzare le nostre azioni. Possiamo progettare obiettivi a breve e lungo termine, stabilire strategie e seguire piani per raggiungere i nostri scopi.
- Apprendimento: Il pensiero è essenziale per il processo di apprendimento. Ci consente di assimilare nuove informazioni, comprendere concetti complessi e acquisire nuove competenze.
- Memoria: Il pensiero è collegato alla memoria, poiché ci aiuta a recuperare e utilizzare le informazioni precedentemente acquisite. Ci permette di richiamare esperienze passate e applicare conoscenze precedentemente apprese.
- Comunicazione: Il pensiero è coinvolto nella produzione e comprensione del linguaggio. Ci permette di esprimere idee, sentimenti e concetti complessi, nonché di comprendere il linguaggio degli altri.
- Creatività: Il pensiero creativo ci consente di generare nuove idee, concetti e soluzioni. È fondamentale per l’innovazione e lo sviluppo di nuovi approcci e prospettive.
- Autoconsapevolezza: Il pensiero riflessivo ci consente di essere consapevoli di noi stessi, dei nostri valori, delle nostre emozioni e delle nostre motivazioni. Ci permette di esaminare criticamente le nostre azioni e prendere decisioni consapevoli.
- Adattamento: Il pensiero ci consente di adattarci alle nuove situazioni e di modificare il nostro comportamento in risposta a cambiamenti nell’ambiente circostante.
Quindi il pensiero è lo strumento che ci conduce ad uno scopo.
Nell’overthinking si pensa quindi troppo, ma senza uno scopo ben definito.
Si, recuperiamo memorie, magari facciamo previsioni e pianifichiamo.
Ma senza arrivare ad una conclusione!
Continuiamo semplicemente a passare da uno step di pensiero all’altro, saltando qua e là.
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L’ideale
Di solito il pensiero ci conduce ad una azione.
- ragioniamo su un determinato concetto
- agiamo
Un pò come il principio di Vivere nel presente.
Puoi fare qualcosa? Falla.
Non puoi fare nulla? Accetta la situazione completamente.
Pensare troppo diventa vano nel momento in cui il pensiero diventa ciclico, inutile.
Di solito la componente emotiva è molto forte, quindi ai vari flussi di pensieri si associano emozioni, a volte forti e spiacevoli.
La vita non regala nulla a chi aspetta, ma favorisce chi osa giocando d’attacco.
Se invece potessimo usare le emozioni a nostro favore?
Il flusso
Il concetto di “flusso” è stato introdotto dallo psicologo Mihály Csíkszentmihályi per descrivere uno stato mentale ottimale in cui una persona è completamente immersa in un’attività, godendo di un coinvolgimento totale e di un profondo senso di concentrazione.
Se pensare troppo ci rende confusi, alienati, il flusso rappresenta forse l’opposto e uno stato sicuramente da ricercare.
Questo stato è caratterizzato da una perdita di percezione del tempo, una totale assenza di autoconsapevolezza e una sensazione di soddisfazione intrinseca.
Di solito si manifesta con:
- Concentrazione completa: Nel flusso, la persona è profondamente concentrata sull’attività in corso. Tutte le distrazioni esterne vengono ignorate, e la mente si focalizza completamente sulla sfida intrinseca dell’attività.
- Equilibrio tra abilità e sfida: Il flusso si verifica quando c’è un equilibrio ottimale tra le abilità della persona e la sfida dell’attività. Se l’attività è troppo facile rispetto alle abilità della persona, si può sperimentare la noia. Se è troppo difficile, può portare a frustrazione.
- Obiettivi chiari: La presenza di obiettivi chiari e significativi è comune nelle situazioni di flusso. Gli individui sperimentano una chiara direzione e scopo mentre si dedicano all’attività.
- Perdita della percezione del tempo: Durante lo stato di flusso, le persone spesso perdono la percezione del tempo. Possono sentirsi immersi nell’attività per un periodo prolungato senza rendersi conto di quanto tempo sia trascorso.
- Sensazione di controllo: Nel flusso, c’è una sensazione di controllo e padronanza dell’attività. Anche in situazioni complesse, la persona si sente in grado di gestire la situazione.
- Soddisfazione: Il flusso è spesso accompagnato da un senso di soddisfazione intrinseca, derivante dall’attività stessa piuttosto che da ricompense esterne. La motivazione deriva dall’amore per l’attività e dall’esperienza positiva che essa offre.
Quindi..
Finire a pensare troppo non è sicuramente vantaggioso.
Anzi, è l’opposto del sopracitato flusso, dove il pensiero diventa un tutt’uno con l’emotività per adempiere ad uno specifico compito.
Il pensiero e la sua analisi è un’ottimo strumento.
Ma tutti gli strumenti, può essere usato semplicemente male.
Lo so, a volte non è colpa nostra, la mente entra in un loop di pensieri che è difficile da disinnescare.
Però è possibile.
Nel libro Intelligenza Emotiva di Coleman viene descritto che si dovrebbe interrompere il circuito ‘pensieri-emozioni’ sul nascere, prima che autoalimentandosi diventa un grosso vortice.
Per il resto, agiamo.
Usiamo il pensiero per agire.
Il resto, accettiamolo e lasciamolo andare.
Alla prossima!
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