Nella frenesia della vita quotidiana, spesso ci troviamo immersi in una ricerca continua di più: più successo, più ricchezza, più potere. Siamo abituati a concentrarci su ciò che ci manca, su ciò che vorremmo avere o su ciò che crediamo ci renderebbe più felici. Ma cosa succederebbe se invertissimo il nostro sguardo, se smettessimo di cercare sempre qualcosa di più e iniziassimo a vedere ciò che già abbiamo? In questo articolo, esploreremo lo strumento chiamato “vedere il dono” e come questa prospettiva può arricchire la nostra vita e la nostra comprensione filosofica.
Uno degli esempi letterari più eclatanti a riguardo è secondo me ciò che portò Marcel Froust a scrivere un’opera monumentale, Alla ricerca del tempo perduto, in cui esplora con sensibilità unica la memoria, l’identità e la complessità dell’animo umano attraverso uno stile ricco, dettagliato e profondamente evocativo.
Proust può essere definito come un maestro dell’introspezione e dell’analisi del tempo, così riflessivo che era capace di fissare una pianta di rose per ore. Ma a 38 anni, dopo una vita di divertimenti sfrenati passando da un uomo all’altro, capisce forse spinto dalla malattia che la sua vita è diretta al capolinea e che forse l’ha sprecata.
Non possiamo sapere quali rimpianti e rimorsi in particolare l’hanno afflitto, portato a chiudersi in una camera in cui fino le inferriate sono state oscurate e scrivere di getto svariate migliaia di pagine in cui si parla del ‘tempo perduto’, opera ancora oggi discussa e famosissima.
La vita ci butta già spesso..
Tutte le volte che:
- ci sforziamo senza risultati
- sopravviviamo soffrendo
- ci trasciniamo insoddisfatti
- non riusciamo a cambiare il nostro status
Allora abbiamo perso di vista ciò che abbiamo, le buone qualità della nostra persona, delle persone che ci stanno accanto..
La vita stessa è un dono.
Ogni giorno ci viene rinnovato il permesso di vivere in questo mondo, ogni mezzanotte ci vengono donati 1440 minuti da sfruttare al meglio delle nostre possibilità.
Ma noi che uso ne facciamo? Anche noi rimuginiamo vittime di rimpianti e rimorsi o lo saremo in futuro?
Perennemente insoddisfatti
La società moderna spinge spesso la mentalità della scarsità, sottolineando ciò che ci manca o ciò che non abbiamo.
Questa mentalità ci spinge a essere costantemente insoddisfatti, a perseguire mete sempre più ambiziose e a trascurare il valore delle cose che già possediamo.
Questa ‘ambizione sociale imposta’ è la causa principale dei giovani che non intendono più uscire di casa.
In questo ciclo infinito di desiderio e insoddisfazione, rischiamo di perdere di vista la bellezza e la ricchezza delle esperienze quotidiane.
C’è sempre chi HA più di noi.
Ma il punto è proprio questo: accettare la felicità SOLO SE si saranno raggiunte alcune condizioni..
Nell’intimo ci sono delle regole che noi stessi abbiamo creato, che dettano le condizioni della nostra felicità.
Ma se invece dipendesse esclusivamente da noi e NON da ciò che abbiamo o siamo diventati?
Vedere il dono
La gratitudine è la chiave per iniziare a vedere il dono nelle nostre vite.
Quando ci concentriamo su ciò per cui siamo grati, cambiamo la nostra prospettiva.
Invece di concentrarci su ciò che ci manca, diventiamo consapevoli di ciò che abbiamo già.
La gratitudine ci aiuta a riconoscere che il semplice atto di esistere è un dono straordinario.
Godere di un buon piatto, di un tramonto, di una passeggiata, di una chiacchierata con un membro della propria famiglia o con un amico.
Cose semplici, forse troppo al punto da passare a volte per scontate.
Ma non lo sono.
Niente è scontato, nulla è dovuto.
Ciò che abbiamo oggi di buono che stiamo trascurando perché fissiamo ciò che ci manca, una volta perso sarà il nostro peggior rimpianto: la colpa sarà solo nostra.
Apprezziamo le piccole cose, ogni respiro e istante.
Condivisione
Un altro aspetto importante di “vedere il dono” è la condivisione.
Quando riconosciamo i doni nelle nostre vite, sentiamo un desiderio naturale di condividerli con gli altri.
Questo atto di condivisione non solo arricchisce la vita degli altri, ma anche la nostra.
La condivisione crea connessione e ci ricorda che siamo parte di una comunità più ampia.
Si dice che la felicità sta nel condividere.
Che senso ha avere tutto per poi viverci da solo?
Vorresti avere una villa tutta tua ma essere condannato a starci sempre solo? Ammettiamolo: che vita sarebbe..
Semplicità
Vedere il dono non significa necessariamente accumulare più cose o perseguire il successo a tutti i costi.
Spesso, i doni più preziosi sono quelli che non possono essere misurati in termini materiali. La bellezza di un tramonto, l’amore di un amico, un momento di pace interiore: queste sono tutte esperienze che possono essere facilmente trascurate se non siamo attenti.
È una filosofia che promuove l’idea di concentrarsi sulle cose essenziali nella vita.
Quando abbracciamo l’essenzialismo, ci liberiamo dalla pressione di accumulare sempre di più e ci concentriamo su ciò che davvero conta.
Questa filosofia ci aiuta a vedere il dono nelle piccole cose, nei momenti di quiete e nelle relazioni significative.
Leggi anche: Essere di più, facendo meno
Resistenza
Tra noi e il dono c’è spesso un solo ostacolo: noi stessi.
- ci opponiamo all’idea di ‘accontentarci’, quando in realtà stiamo solo non vedendo il vero valore delle cose.
- non vogliamo faticare, ma senza capire che niente arriva senza un minimo di sacrificio
- siamo arrabbiati con noi stessi, di conseguenza anche con il mondo intero
- stiamo andando verso ciò che non ci piace, causandoci frustrazione e insoddisfazione
Come diceva Dale Carnegie nel libro Le dieci regole per una vita gratificante:
La prosperità comincia nella nostra testa, ma rimen nella sfera dell’impossibile se abbiamo una mentalità ostile. Lavorare per una cosa e aspettarsi qualcos’altro è fatale, perché tutto deve essere creato in primis nella mente per poi seguire quello schema mentale.
Come vederlo
Vedere il dono della vita ci cambia la vita stessa.
Ne i soldi e ne i beni fanno la felicità: essa viene da dentro noi stessi.
Leggi anche: La felicità è nelle relazioni
Impariamo a fermarci, respirare, notare le piccole cose e pensare costantemente che tutto passa.
L’amore delle persone che abbiamo vicino è inestimabile, la salute e il miracolo stessa della vita non hanno prezzo.
Lavoriamo con noi stessi per capirci, conoscerci.
Cosa pensiamo in alcuni casi e perché?
In quali casi ci sentiamo infastiditi?
Cosa ‘vorremmo’ per essere finalmente felici?
Meditare può essere un valido metodo per migliorare la consapevolezza dei nostri pensieri, quindi delle nostre azioni.
Il resto è ricordarci ogni giorno dell’ inestimabile dono della vita.
Alla prossima
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