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Quanto conta il contenuto nella comunicazione?

Mi sono imbattuto, come tanti altri, in un bel TedX di un giovane che sembrava stesse facendo un articolato discorso; se lo ascoltavi in modalità mute!

Infatti in quasi 6 minuti di discorso alla platea, tutto disse tranne che qualcosa di sensato.

In realtà non disse proprio nulla di che, se non spiegare che non aveva niente da dire, aveva preso foto a caso e non sapeva quasi niente di quello che c’era scritto nelle slides.

Scrisse numeri a caso, proprio a caso, li lesse e disse che non avevano alcun senso.

Fece vedere la foto in un tizio in bianco e nero, ma disse che non sapeva chi fosse.

Ma..

Il pubblico fu pienamente soddisfatto!

Rideva, era veramente attento portandosi a casa un TedX memorabile.

Il messaggio in realtà c’era, ma era sottointeso.

Credo che proprio quel messaggio arrivò a tutti senza essere spiegato.

Venne assimilato senza che ne sono accorti, meglio di qualsiasi spiegazione specifica.

Il quel ‘non sense’ c’era un profondo significato: non importa cosa si dice, ma come si dice.

Comunicazione

È risaputo che la comunicazione si divide in verbale e non verbale.

La comunicazione verbale riguarda l’uso delle parole, il significato insomma.

Mentre quella non verbale include gesti, espressioni facciali, posture e tono di voce.

Alcune fonti indicano che il linguaggio del corpo e la comunicazione paraverbale possano costituire fino all’80-90% della comunicazione totale.

Linguaggio del corpo

Il linguaggio del corpo, noto anche come comunicazione non verbale, si riferisce all’uso consapevole e inconscio dei gesti, delle espressioni facciali, della postura e di altri segnali corporei per comunicare significati, emozioni e intenzioni.

Come vedrai nel Tedx, vi sono alcuni elementi chiave del linguaggio del corpo che ti consiglio di prestare attenzione visionandolo:

  1. 😃 Espressioni facciali: il viso racconta tutto Il nostro viso è una vera e propria “chat” emotiva sempre attiva! Un sorriso illumina la giornata (e il cuore di chi lo riceve), una fronte corrugata può gridare “Uffa!” senza bisogno di parole, mentre un sopracciglio alzato può esprimere sorpresa o… sospetto! Occhi intensi, sguardi di fuoco o occhiate fulminanti? Sono i sottotitoli delle nostre emozioni!
  2. Gesti manuali: le mani parlano da sole Le mani sono le star della comunicazione non verbale. Un pugno chiuso? Rabbia o frustrazione in arrivo! Una mano aperta? Disponibilità e accoglienza. E poi ci sono quei gesti che accompagnano ogni discorso, come quando spieghiamo qualcosa con foga e sembriamo direttori d’orchestra!
  3. 💃 Postura corporea: dimmi come stai e ti dirò chi sei La postura è un biglietto da visita silenzioso. Spalle dritte e testa alta? Ecco una persona sicura di sé! Incurvati su noi stessi? Potremmo sentirci insicuri o stanchi. Anche inclinarsi leggermente in avanti durante una conversazione mostra interesse, mentre restare rigidi potrebbe dire: “Non mi convince per niente!”
  4. 👀 Contatto visivo: gli occhi dicono tutto Guardarsi negli occhi durante una chiacchierata è segno di attenzione e interesse (o di una sfida da film western!). Evitare lo sguardo può significare disagio, timidezza o addirittura noia. Insomma, gli occhi non mentono mai!
  5. 🎤 Espressioni vocali: più di una semplice voce Non è solo cosa diciamo, ma come lo diciamo! Risate squillanti, sospiri profondi, piccoli balbettii… tutto aggiunge colore al nostro modo di comunicare. E poi c’è il tono: una voce ferma rassicura, una esitante mette dubbi, una troppo alta… beh, può dar fastidio!
  6. ↔️ Distanza spaziale: quanto ci sentiamo vicini? Mai notato come certe persone si avvicinano troppo mentre parlano? La distanza che manteniamo dice molto su quanto ci sentiamo a nostro agio: se ci avviciniamo, c’è confidenza; se restiamo più distanti, potrebbe esserci un pizzico di formalità (o vogliamo solo il nostro spazio vitale!).
  7. 🚶 Movimenti del corpo: segnali nascosti Ci sono quei piccoli gesti che parlano per noi anche quando non ce ne rendiamo conto. Sbadigli? Noia! Piede che batte nervoso? Impazienza! Braccia incrociate? Difesa o chiusura! Toccarci il viso? Forse siamo in imbarazzo o insicuri… Ogni movimento è un indizio di quello che sentiamo davvero!

Il linguaggio del corpo è un mondo affascinante e, se impariamo a leggerlo, possiamo capire molto di più di ciò che le parole dicono.

Paraverbale

La comunicazione paraverbale si riferisce agli elementi vocali o sonori della comunicazione che accompagnano le parole pronunciate.

In altre parole, riguarda come vengono pronunciate le parole, piuttosto che il loro significato letterale.

Il modo in cui parliamo non si basa solo sulle parole che scegliamo, ma anche su come le pronunciamo.

Presta attenzione nel video alla comunicazione paraverbale che include:

  1. Tono di voce: Il tono con cui diciamo qualcosa può rivelare emozioni e intenzioni nascoste. Ad esempio, se parli con un tono calmo, trasmetti tranquillità o sicurezza; al contrario, un tono acuto o agitato può far capire che sei ansioso o irritato.
  2. Volume: Parlare a voce alta può far sembrare un messaggio più urgente o importante, mentre un tono più basso suggerisce confidenzialità o intimità.
  3. Velocità: Se parli velocemente, potresti sembrare eccitato o nervoso, mentre un ritmo più lento dà un senso di calma o riflessione.
  4. Pause: Fare delle pause mentre parli può servire per dare enfasi, aiutare chi ti ascolta a elaborare il messaggio o persino esprimere incertezza.
  5. Intonazione: Cambiare intonazione può aggiungere sfumature al significato. Ad esempio, una domanda spesso ha un tono che sale verso la fine, mentre un’affermazione ha un tono più stabile o discendente.
  6. Insomma, il modo in cui diciamo le cose può essere potente quanto le parole stesse!

Un ottimo speech

Il linguaggio del corpo è un aspetto fondamentale della comunicazione umana ed è importante considerarlo insieme alla comunicazione verbale per comprendere appieno il messaggio trasmesso e interpretato durante un’interazione.

La comunicazione paraverbale poi è importante perché può influenzare notevolmente la percezione e l’interpretazione del messaggio da parte del destinatario, anche se il contenuto verbale rimane lo stesso.

Lo speeker ha saputo usare al meglio questi due aspetti, senza avere un vero contenuto da esporre.

Non si può dire però che non aveva nulla da insegnarci.

Ci ha dimostrato che più che il succo, conta come si sa esporre la questione, almeno nel breve termine.. ma questa è un’altra storia.

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