L’importanza del gioco è studiata da psicologi soprattutto osservando i bambini, importante palestra per l’attenzione.
Tutti noi da bambini abbiamo sperimentato quella curiosità, colma di creatività e voglia di sapere, tipica di quell’età.
Ogni cosa sembra nuova, e con quelle manine volevamo prendere in mano il mondo intero.
Tutti noi conviviamo ancora oggi con quel bambino, presente dentro di noi.
A volte scalcia e fa i capricci, e quante volte ci siamo identificati in lui assumendo noi stessi i suoi atteggiamenti.
Osservando un bimbo che gioca possiamo ammirare la loro alienazione al mondo esterno, a tutto ciò che in quel momento NON è quel gioco.
Quasi a disinteressarsi di tutto il resto.
Il gioco è una parte essenziale dello sviluppo di ciascun bambino.
È curioso come la psicodinamica dice che il gioco aiuta le persone a riconoscere ansia e varie confusioni interne, che vengono fuori in modo naturale giocando.
Si può scoprire di più su una persona in un’ora di gioco, che in un anno di conversazione.
Platone
Oggi più che mai siamo immersi in una società piena di distrazioni, dove è continuamente in pericolo la nostra capacità di concentrazione.
Uno dei motivi è senza dubbio la nostra tendenza ad essere sempre più ‘multitasking‘, ovvero nel fare diverse cose contemporaneamente accavallandole tra loro senza finirle.
C’è sicuramente un articolo che dovresti leggere a riguardo, ricollegato anche alla corretta gestione del nostro tempo: Abuso di multitasking, conseguenze e rischi
Con uno smartphone alla mano possiamo fare numerosissime azioni, senza aver necessità di usare diversi strumenti.
Consideriamo anche che siamo in un’epoca fortemente commerciale, incentrata sulla pubblicità, siamo anche bombardati continuamente da annunci più o meno invadenti in ogni canale.
Okay la pubblicità e i suoi effetti è un tema a parte, che mi piacerebbe approfondire in un altro articolo.
Ma non sono meno invadenti e sabotatori di concentrazione le ‘normali’ notifiche che tutti noi riceviamo ogni giorno nei nostri smartphone.
Siamo in un’epoca quindi ‘disattentiva’, continuamente invasi di informazioni, input, agganci commerciali.
Uniamo adesso il tutto con i nostri problemi personali, ansie, preoccupazioni, imprevisti, aspettative e rimpianti.
La nostra mente è sempre attirata qua e là, saltella da un pensiero all’altro, e se non riusciamo a gestire bene le nostre risorse, pure da una azione all’altra.
Per tutti è diventato così normale essere distratti da diventare praticamente lo status normale.
Purtroppo una mente abituata ad essere distratta non è molto efficiente, a detta di diversi studi (come il test dei crucipuzzle, raccontato in questo articolo), sia sul lato lavorativo sia su ogni altro aspetto della nostra vita.
L’ attenzione in breve
L’ attenzione è l’insieme dei processi cognitivi che ci permettono di focalizzarci su specifiche informazioni piuttosto che altre.
Può essere:
– volontaria, quando decidiamo di mettere focus su qualcosa.
– involontaria, quando qualcosa cattura letteralmente la nostra attenzione, influenzata da diversi fattori esterni, quali l’interesse, il nostro status (felice, stressato, arrabbiato, stanco).
– divisa, il cosiddetto multitasking.
– selettiva, specifica per un unico compito.
– sostenuta, prolungata nel tempo
Le aree del cervello interessate sono la corteccia frontale, e ho una buona notizia da darti.
Puoi ‘allenare’ la concentrazione e quindi rafforzare proprio le aree del cervello interessate!
I vantaggi?
- sarai più ancorato nel presente senza viaggiare continuamente nel tempo
- più fermo in qualsiasi azione ti cimenterai
- la qualità di ogni tuo lavoro o performance migliorerà
- ti sentirai più sereno, vivendo come dicevo nel ‘qui e ora’
- rischierai meno incidenti 😛
L’ attenzione e il gioco
Nello sport si ci allena per performare, per avere le migliori condizioni fisiche quando si andrà a partecipare alla gara.
Più in alto si va, più l’allenamento si fa duro.
Niente è scontato, ne tanto meno i risultati.
I migliori campioni al mondo (come Djokovic, Ronaldo, McGregor) sono tali come risultato della loro preparazione, e dei successi ottenuti solo come diretta conseguenza.
Ma essere arrivati all’apice della categoria, per essere annoverati tra le legende mondiali, non gli permette di rilassarsi smettendo di prepararsi.
Devono mantenere un certo standard, farsi trovare pronti nella nuova sfida che si avvicina.
E aldilà del risultato, adesso hanno anche la faccia da difendere.
La prima sfida ogni giorno è contro loro stessi, contro la stanchezza, la noia, a volta la routine di allenamenti noiosi e sfiancanti.
Ma non mollano, non a caso infatti sono loro i campioni.
Anche nel business la preparazione è importante.
E tra le varie skills, come già detto sopra, l’attenzione è fondamentale.
Saper mantenere il giusto focus su un compito, senza perderlo dopo pochi minuti, è la giusta ricetta per fare un buon lavoro.
In qualsiasi ambito!
La nostra capacità di attenzione può essere allenata, proprio come un muscoletto che decidiamo di sviluppare.
Se da bambini ci veniva così naturale essere perfettamente attenti in quello che facevamo, purtroppo crescendo abbiamo perso questa capacita di attenzione così naturale.
Avevo già parlato di uno dei modi più comuni (ed efficaci) di allenare l’attenzione, ovvero la meditazione.
Ma sicuramente uno dei metodi più divertenti e piacevoli è con il gioco!
Quando giochiamo il nostro cervello si concentra e si focalizza su quell’esatto compito, e difficilmente ci distraiamo.
Suonare uno strumento è un’esempio, ancora più comprensibile dal termine inglese ‘play’ (ad esempio ‘play guitar’).
Gli sport sono un altro ottimo toccasana per l’attenzione.
Fino ad arrivare ai giochi da tavolo quali scacchi, dama, ma anche video game più o meno complessi.
Anche una partita ai simulatori di calcio al PC o console, può essere un ottimo training dell’attenzione.
Concentrati su ogni azione, ogni passaggio, ogni tiro, utilizziamo tutte le nostre risorse mentali in quel match. La nostra combinazione di tasti influenza più o meno positivamente la partita. Non siamo soli, dall’altra parte c’è comunque un avversario che gioca le sue mosse, in una maniera imprevedibile. Dobbiamo stare attenti, se vogliamo portare a casa la partita.
Ecco, se prendiamo seriamente anche la partita al calcio simulato, settando la giusta difficoltà in modo da non vincere facile, in quel caso ci stiamo anche allenando.
Sfido chiunque a giocare una partita intensa ad un videogame e sentirsi distratto da altro, è veramente molto difficile!
Ad esempio, uno studio pubblicato in Frontiers in Human Neuroscience osservò dei giocatori esperti e dei giocatori meno esperti.
Dagli studi si notò come, durante il gioco, i giocatori esperti avessero un’attività celebrale più intensa rispetto ai non esperti.
Si evince quindi che, il continuo praticare dell’attività stessa del gioco, plasma il cervello rafforzando le area responsabili necessarie a svolgerlo.
Tra queste, appunto, è necessaria un’elevata attenzione selettiva.
Proprio per questo nel negozio ho creato la categoria concentrazione, dove consiglio metodi divertenti per migliorarla, anche e soprattutto per gli adulti.
>> vivereadesso.it/categoria-prodotto/concentrazione/
Come qualsiasi cosa a questo mondo, non bisogna abusarne.
Come le spezie, che un pò rendono migliori il piatto, ma troppe lo rendono disgustoso, l’abuso del gioco può veramente danneggiare la nostra vita, più che migliorarla.
Giocare ai video games può causare dipendenza, proprio a causa della dopamina rilasciata.
Gioca con moderazione.
La tua mente respirerà.
Per i più piccoli
A mio modo di vedere, curiosando qualche studio qua e là, il gioco può essere indotto ai più piccoli anche per permettergli di sviluppare al meglio determinate caratteristiche, come ad esempio appunto l’ attenzione.
Per noi ‘grandi’ sarebbero necessari giochi complessi, impegnativi, articolati.
Per i piccoli potrebbero bastare giochi di costruzione o di creatività.
Il consiglio rimane sempre di non esagerare, o di non permettere che si esageri.
Le console possono essere un’utile strumento se usato con ponderazione.
Le stesse console possono portare vari disagi se usate troppo, quali dipendenza, alienazione dalla realtà, irritabilità, isolamento sociale etc.
Altra tendenza dei giovani alle prese con i videogiochi è la voglia di vincere, a tutti i costi.
Per essere banali, immaginiamo per un attimo una partita a calcio in una console.
Se il giovane sta giocando in un campionato virtuale, e perde un match, potrebbe non accettare la sconfitta e voler rigiocare la partita.
Virtualmente è facile, non salvi, ricarichi prima del match e la rigiochi, magari finchè non si vince.
Ciò che invece potremmo consigliare ai più piccoli è di giocare a fondo quel campionato, sempre restando nell’esempio, anche se si perde il match.
E quando il campionato virtuale termina, allora decide se ricominciarne un altro.
È solo un gioco, lo so. Ma in questo modo il giovane impara che nella vita si può perdere, ma si va avanti comunque accettando la sconfitta. Che anche quando è ingiusto, inaspettato, il risultato finale va portato a casa. È ‘dopo’ che dobbiamo analizzare il tutto, capire come migliorarci, come portare a casa la PROSSIMA partita, e attuare le mosse necessarie.
Nella vita reale non si torna indietro, non si può ‘non salvare’ e ricominciare da dove vogliamo.
A presto
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