Non esiste una pillolina da prendere ogni giorno per non procrastinare, ma potremmo lavorarci su e migliorarci apprendendo qualche buona tecnica.
L’uomo tende per natura a procrastinare, probabilmente fin da sempre.
Questo perché semplicemente è nella natura umana essere pigri, tendere al miglior risultato con il minor sforzo, sentendo repulsione verso tutto ciò che è faticoso e dispendioso.
Io non rimando mai a domani ciò che può essere fatto dopodomani.
Oscar Wilde
In sintesi, per natura non amiamo faticà, almeno che..
Quanto è importante?
Ebbene se a questa domanda c’è una risposta forte, allora lo scoglio spesso si supera.
Di solito facciamo qualcosa per 2 ragioni:
- per andare verso un piacere
- per fuggire da una possibile minaccia o dolore
Quanto siamo motivati a fare quella cosa?
Sappiamo tutti che con un forte perché troviamo tutti i come per raggiungere quell’obiettivo che ci siamo prefissati. E sappiamo bene che compiere delle azioni è fondamentale.
Quindi non è che procrastiniamo perché non abbiamo ancora ben capito il motivo per cui dobbiamo agire in questo modo?
Verso cosa stiamo andando? E da dove stiamo fuggendo?
Inseguiamo la gratificazione che quell’azione porta, o fuggiamo dalle emozioni negative (ansia, insicurezza, noia) che farla ne deriva?
Vi è spesso un conflitto tra il sistema limbico (che cerca gratificazione immediata) e la corteccia prefrontale (che pianifica a lungo termine).
Avere le idee chiare su ciò che veramente vogliamo fare è fondamentale.
Come quando si sale in macchina e non si ha paradossalmente idea da quale cliente andare, si rischia poi di improvvisare e, oltre a perdere tempo e soldi, di essere poco efficaci.
La gestione del tempo e delle risorse, spesso trattata in questo blog, ci insegna proprio a dare una priorità diversa a seconda di quale azione è più o meno importante.
Ci sono principi ben precisi che alla fine determinano le nostre scelte.
Leggi anche: Datemi una leva e… il principio che determina le nostre scelte
Accomuna tutti
Non è un vizio giovanile, anche se uno studio dimostra che con l’età tendiamo a rimandare meno e ad essere più pragmatici (Steel & Ferrari 2012).
Procrastiniamo tutte le volte che preferiamo non fare una determinata attività, ingannando noi stessi con la promessa di ‘farla dopo’.
La verità è che siamo molto bravi a fare qualsiasi cosa purché non sia quello che dovremmo fare.
Quindi ci dedichiamo in mansioni di casa, riorganizzazioni di files nel computer, riparazioni di oggetti qua e la.. ci raccontiamo ‘vabbè, anche questo è da fare tanto vale farlo adesso’.
Stiamo soltanto mentendo a noi stessi.
Procrastinare ti fa sentire meglio o peggio?
Di solito, peggio.. ma rispondi in sincerità per te stesso.
Regalo al volo due tecniche utilissime:
- la Regola dei 2 minuti > se un compito richiede meno di 2 minuti, fallo subito
- la Regola dei 5 secondi di Mel Robbins > agire entro i 5 secondi dalla decisione per “ingannare” il cervello prima che inizi a razionalizzare la pigrizia (usato anche nella seduzione, ‘parlale entro i 5 secondi o ti bloccherai’
Fino al 70% degli studenti universitari si considerano procrastinatori (ad esempio, Schouwenburg, 2004) e il 50% procrastina in modo coerente e problematico (Day, Mensink e O’Sullivan, 2000).
Studiare in modo sistematico diventa difficile con questa tendenza, come si potrà poi purtroppo notare nelle valutazioni.
Una buona raccomandazione, rafforzativa per il futuro, è preparare in generale l’ambiente per ciò che si deve fare: ad esempio pulire la scrivania dal superfluo.
L’unica scelta
Nel film Troy, ricordi la scena delle più di 1000 navi approdate sulle coste di Troia?
Gli Achei bruciarono quelle navi, lanciando un messaggio: non si torna più indietro.
L’opzione ‘non lo faccio torno a casa’ non era più disponibile.
Scegliere non è altro che eliminare ogni altra opzione.
È nel momento delle decisioni che si crea il tuo destino!
Tony Robbins
C’è una grande difficoltà: ciò che si rimanda acquisisce di forza..
Ricorda l’ultima volta che hai rimandato qualcosa che avresti dovuto fare.. la giornata o la volta successiva che ti sei ritrovare di fronte alla stessa cosa da fare, ti sei sentito più motivato o meno motivato a farla? Di solito ti andava ancora meno e le probabilità di procrastinare un’altra volta sono aumentate.
Questo concetto è spiegato benissimo da Roberto Re quando parla di ‘uccidere il mostro finché è piccolo’ nel suo libro Leader di Te Stesso.
Ciò che procrastiniamo deve essere immaginato come un mostro che via via cresce.
Facciamo in modo che non diventi troppo grande..
Forse non esiste la miglior tecnica in assoluto, sarebbe riduttivo considerando che nelle mie ricerche negli anni ho trovato tantissime strategie e linee di pensiero.
Anche se.. di recente ho scritto un articolo di una semplice ma efficace tecnica che starà a te definire ‘la migliore’ o meno.
Tornando a noi, quando scritto sopra però può essere la base di partenza per una strategia che possiamo applicare Adesso per non procrastinare.
La casistica più comune di chi procrastina è di fare qualsiasi altra cosa in sostituzione, purché sfugga da quella che proprio non ha voglia di fare.
Come già detto ci illudiamo che anche attività facilmente trascurabili diventino ugualmente importanti come ad esempio studiare per l’esame o allenarci duramente per metterci in forma. Ci raccontiamo ‘oggi non vado in palestra, devo assolutamente riprendere dalla soffitta tutti i giochini che avevo da piccolo e rimetterli a nuovo, forse mi serviranno non si sa mai..’ oppure ‘comincio a studiare domani per l’esame, oggi devo finire la serie su Netflix’.
Ok lo so, esempi un po’ stupidi, ma definiscono che tendiamo a riempire quel tempo con altre attività, come a voler ingannarci da soli che abbiano lo stesso valore..
Un’ottima strategia AntiProcrastinazione è ‘faccio questo o nient’altro’.
È possibile ‘rieducare’ la nostra mente a filare dritto dandole un pò di disciplina.
Proprio non vogliamo fare quello che dovremmo?
Vorrà dire che tutto il resto sarà vietato: niente giochetti, niente attività inutili, niente attività piacevoli..
In questo modo il messaggio che registriamo è ‘non farlo significa perdere tempo’.
E il tempo lo sappiamo bene, si tratta della nostra risorsa più preziosa.
Il resto verrà da sé.
Vuoi rafforzare ulteriormente ciò?
Datti un tempo > la Legge di Parkinson ci insegna che il tempo si dilata fino ad occupare tutto ciò che ha a disposizione.
Significa che, se quell’unica azione avrà uno slot limitato di tempo saremo molto più efficaci, mentre per assurdo se non ci diamo dei paletti ben precisi rischiamo di non completare mai con successo quanto prefissato.
Ad Maiora
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