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Che cos’è il corpo di dolore?

Per descrivere il corpo di dolore senza nessun tecnicismo e con parole semplici, potremmo dire che è quel peso che ti porti dentro, che ti fa vivere con una condizione emotiva opprimente, a volte senza sapere realmente perché.

Non c’è stato di recente un evento tale da giustificare questa sofferenza, da renderci così tristi, angosciati, oppressi, preoccupati, ansiosi, in un mix di emozioni che non ci permettono di vivere pienamente.

La psicologia ha molto trattato questo argomento, ma anche pratiche orientali (e non) come la meditazione ne fanno spesso un motivo di pratica.

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Nel libro “Il potere di adesso” di Eckhart Tolle, il corpo di dolore è definito come un’entità psico-energetica formata da dolore emotivo accumulato nel corso della vita.

Si tratta di una sorta di “campo di energia negativa” che risiede sia nella mente che nel corpo e che può influenzare pesantemente il nostro stato d’animo e il nostro comportamento.

Si dice che ha volte questo dolore, vivo e attivo come in un suo corpo, possa arrivare da lontano, anche come conseguenza di eventi che non ricordiamo neanche bene. Ma nel subconscio tutto questo è invece rimasto, attivo e perpetuo ad accompagnare le nostre giornate.

Conosciamolo

Lo sentiamo come parte di noi, attivo e pulsante senza darci mai veramente tregua, con più o meno intensità.

Pure in un momento rilassante potremmo non essere pienamente liberi e presente nell’Adesso, ma offuscati dallo stesso corpo di dolore.

Deepak Chopra disse che ‘Il corpo di dolore è un’accumulazione di energia emotiva negativa che si forma nel corpo quando reprimiamo le nostre emozioni. Può manifestarsi come dolore fisico, tensione, stanchezza e persino malattia.’.

Non si può sottovalutare, non si può ignorare, ma si deve agire per riprendere veramente in mano la propria vita e vivere ogni momento.

Alcune persone vivono quasi interamente attraverso il loro corpo di dolore, mentre altre potranno averne esperienza soltanto in certe situazioni, come in rapporti amorosi o in situazioni legate a eventi passati..

Il potere di adesso” di Eckhart Tolle

Il primo passo è sempre la consapevolezza, ecco perché le pratiche della meditazione sono sempre ben viste quando si parla di sofferenza psicologica.

Meditare ci permette di riconoscere ciò che la mente continua a dirci, ma riconoscerla come tale, ovvero come una entità separata da noi che fa il suo lavoro: pensa.

Identificarsi con un pensiero negativo o con una sofferenza, ci renderà sofferenti; ma se invece, impariamo a riconoscere il pensiero negativo che la mente ci propone come un ‘pensiero creato dalla mente’ e non come ‘io sto pensando che..’, allora potremmo non subire questo stesso strumento.

Ho sintetizzato all’estremo un concetto complesso, ma vi è tutta l’essenza.

Il corpo di dolore può arrivare anche dalla nostra infanzia, di quando eravamo solo dei bambini.

Un evento, più eventi, delle situazioni traumatiche che ci hanno ferito e hanno creato dei ‘fantasmi’ che ci portiamo sempre dentro.

John Bradshaw, che fu un grande esperto di crescita personale che molto approfondì il bambino interiore, disse che ‘Il corpo di dolore è un bambino ferito che vive dentro di noi. Ha bisogno di essere ascoltato, compreso e amato per poter guarire e trasformarsi in una fonte di forza e di saggezza.‘.

Caratteristiche

Potremmo suddividere il corpo di dolore a seconda della sua entità, come spiegato anche da Tolle.

  • Semi-autonomo. Il corpo di dolore ha una propria intelligenza primitiva e tende ad autoalimentarsi, nutrendosi di emozioni negative come rabbia, risentimento, odio e paura.
  • Creato in passato. Le sue radici affondano nell’infanzia e in esperienze passate dolorose, che si sedimentano nella psiche e si manifestano nel presente.
  • Distruttivo. Il corpo di dolore può causare grande sofferenza, sia a livello emotivo che fisico, portando a depressione, ansia, malattie e relazioni disfunzionali.

Badiamo bene anche a come lavorano le emozioni dentro di noi, appunto autoalimentate a volte dal nostro pensiero, come spiegato nel libro Intelligenza emotiva di Goleman.

Come liberarsene

Riprendere in mano la proprio vita è possibile, serve lavoro e sacrificio ma puoi farcela.

Detto già che se inizi a praticare la meditazione, a conoscerti, a riflettere sulla tua vita, puoi conoscerlo.

Ma conoscerlo non basta.

Nell’articolo Come guarire il nostro bambino interiore, 3 semplici passi avevo parlato che a volte è possibile dialogare con il nostro bambino interiore e farlo guarire.

Forse c’è qualche fase della tua infanzia che non si è evoluta come si deve, come spiegato in Il processo primario di Freud e l’inconscio.

Qualunque sia il nome e la natura del tuo corpo di dolore, puoi liberartene con:

  • Presenza consapevole. La chiave per liberarsi dal corpo di dolore è la consapevolezza del presente. Osservando i pensieri e le emozioni senza giudizio, si può disidentificarsi dal dolore e riconoscerlo come un’entità separata dal Sé.
  • Accettazione. Accettare il corpo di dolore non significa rassegnarsi alla sofferenza, ma piuttosto accoglierla con compassione e senza giudizio.
  • Non-reazione. Evitare di alimentare il corpo di dolore con reazioni emotive negative. Rimanere calmi e centrati nel presente permette di disinnescare la sua carica energetica.
  • Trasmutazione. Attraverso la pratica costante della consapevolezza e dell’amore verso se stessi, il corpo di dolore può essere gradualmente trasformato in energia positiva.

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