A distanza di 4 anni, il periodo del Covid, della pandemia, del coprifuoco e delle restrizioni da un punto di vista della nostra salute mentale. Cosa ci è successo?
Scrivo questo articolo ormai nel 2024, il 2020 e i suoi calvari sembrano lontani, ma forse le sue cicatrici saranno sempre con noi.
Da un giorno all’altro ci hanno detto che dovevamo chiudere tutto, che dovevamo allontanarci dalle persone per sicurezza, che dovevamo smettere di abbracciarci, di stringerci, di salutarci come si deve.
Siamo diventati sospettosi, attenti, paranoici, ma ne avevamo tutte le ragioni.
Questo maledetto virus ha distrutto tante vite, famiglie, sorrisi..
Eravamo spaventati quando ci hanno chiesto di stare a casa: tutto chiuso.
Al supermercato si ci andava a numero chiuso, con la fila tutti mascherati davanti l’ingresso aspettando il proprio turno.
Le mascherine poi non si trovavano i primi giorni, la loro richiesta superò di gran lunga la disposibilità.
C’erano le mamme che le cucivano per i figli, chi improvvisava mezzi di fortuna.
Tutto era particolarmente strano, apocalittico.
Silenzio nelle città, piazze vuote, saracinesche chiuse.
Abbiamo perso in quei giorni che diventarono settimane e mesi la normalità: una passeggiata, l’hobby dopo il lavoro, coltivare relazioni e semplicemente vivere.
Tanti hanno perso una o più persone care..
Ma c’è un’altra lato della medaglia che non può essere ignorato..
Potevamo allontanarci da tutti, ma non da noi stessi.
Il Covid-19 ha fatto emergere la fragilità della nostra salute mentale.
Amplificatore
D’improvviso, in qualsiasi momento di vita eravamo, siamo stati chiusi in casa con un decreto.
Abbiamo tutti scontato una sorta di arresti domiciliari.
I più fortunati erano con i loro cari in casa, stretti tutti insieme in una morsa.
Altri vivendo da soli si sono sentiti improvvisamente isolati, nessuno poteva andarli a trovare e da nessuno potevano andare.
Ciascuno al proprio domicilio, salvo eccezioni o azioni fuorilegge.
Potevamo fermare tutto, ma non la nostra mente.
Quella non ha accettato che eravamo in pausa, che il mondo si era fermato.
Anzi, qualsiasi era il momento di vita poco prima delle restrizioni, quello era un punto che volevamo difendere e a cui dovevamo dar sviluppo, in un modo o nell’altro.
La pandemia di Covid-19 ci ha costretti a ripensare al modo in cui ci prendiamo cura della salute mentale.
Non è bello avere vicino a un traguardo e fare un passo indietro, conquistare qualcosa che perdiamo per la pandemia, non godere di un rapporto appena creato.
I social sono stati l’unico mezzo consentito che metterci in contatto, ma non dimentichiamo di tutta l’ansia che ci ha donato.
Diventare improvvisamente solo spettatori, rapporti distrutti sul nascere anche per colpa dei social, tempo infinito per queste cose futile che però diventano l’unica cosa che esiste, l’unica realtà.
In questa ottica, di paura, incertezza, rimuginio, ogni giornata è strana, piatta, surreale.
Si ha paura anche, tanta: per la propria famiglia, per le persone care, per il proprio futuro..
L’ansia prende il sopravvento:
- sia per il lavoro, incerto
- sia per i rapporti, labili e minacciati dal contesto
- sia per lo studio
- sia per le insicurezze che nascono giornalmente
Tanti, me compreso, abbiamo avuto tutto il tempo per riflettere, pensare fin troppo a chi eravamo e come siamo finiti qui: ‘e se avessi sbagliato tutto?’
- studio di “L’impatto della paura da COVID-19 sui livelli di stress e sui sintomi di ansia e depressione in adolescenti. Maltrattamento e abuso all’infanzia, (2021/2) su adolescenti”> ‘la paura da COVID-19 è positivamente associata ai livelli di stress e ai sintomi dell’ansia, e quest’ultima media la relazione tra i livelli di de-pressione e stress.’ (gruppo di 345 adolescenti (età 15-19 anni))
- studio di “OTTAVIANI, Fabio. Depressione, ansia, insonnia e distress degli infermieri in area covid-19: risultati di uno studio osservazionale. L’Infermiere, 2022, 59.4.” > ‘Hanno completato il questionario 63 infermieri su un totale di 96, con un tasso di partecipazione del 65,6%. Il 68,2% dei partecipanti erano di sesso femminile. I partecipanti hanno riportato sintomi di depressione (52,38%), ansia (22,23%), insonnia (22,23%) e distress (67,07%). Donne e professionisti più anziani hanno manifestato sintomi più gravi.’
Facciamo il punto
- La depressione è un disturbo mentale con una prevalenza del 4,4% della popolazione globale.
- La pandemia di Covid-19 ha portato ad un aumento significativo dei sintomi di ansia e depressione.
- Questo articolo analizza l’impatto della pandemia sulla salute mentale della popolazione.
Prevalenza di ansia e depressione durante la pandemia:
- Studi condotti in diversi paesi hanno rilevato un aumento del 30-40% dei sintomi di ansia e depressione.
- Le donne, gli adolescenti, gli anziani e le persone con condizioni socio-economiche svantaggiate sono i gruppi più colpiti.
- L’isolamento sociale, la paura del contagio, il lutto per i familiari deceduti e la crisi economica sono i principali fattori che contribuiscono all’aumento di ansia e depressione.
Effetti a lungo termine:
- L’impatto psicologico della pandemia potrebbe avere effetti a lungo termine sulla salute mentale della popolazione.
- È importante intervenire precocemente per prevenire l’insorgenza di disturbi mentali più gravi.
Interventi consigliati in queste casistiche:
- Potenziamento dei servizi di salute mentale.
- Campagne di prevenzione e di screening nelle popolazioni più a rischio.
- Interventi sociali per ridurre l’isolamento e la solitudine.
- Promozione della resilienza individuale e collettiva.
Praticare la Mindfulness:
- Riduzione dell’ansia e del burnout (studi dimostrano una diminuzione del 48-57% per l’ansia e del 20% per il burnout).
- Maggiore capacità di affrontare le situazioni di stress in modo lucido e consapevole.
- Sviluppo di una conoscenza che non passa attraverso il pensiero razionale, ma si basa sull’esperienza diretta del corpo e delle emozioni.
Praticare una corretta respirazione:
- leggi l’articolo dedicato Imparare a respirare bene: il potere di una respirazione efficace
Compassione e autocompassione:
- La compassione è il soffrire insieme all’altro, mentre l’autocompassione è la compassione rivolta verso se stessi. Può esserci un esaurimento emotivo causato dal prendersi cura di persone sofferenti.
- Entrambe si basano sulla mindfulness, ossia la consapevolezza del momento presente.
- L’autocompassione include gentilezza verso se stessi, senso di umanità comune e mindfulness. È uno strumento utile per gestire la fatica da empatia e migliorare il benessere psicologico.
Il rilassamento muscolare e i suoi benefici:
Il rilassamento muscolare è una tecnica che si basa sull’idea che la tensione muscolare sia correlata allo stress e all’ansia. Imparando a rilassare i muscoli, si può quindi ridurre lo stress e migliorare il benessere mentale e fisico.
- Riduzione dello stress e dell’ansia: Il rilassamento muscolare aiuta a calmare il sistema nervoso e a ridurre la produzione di ormoni dello stress.
- Miglioramento del sonno: Il rilassamento muscolare può aiutare a rilassarsi prima di andare a dormire e a migliorare la qualità del sonno.
- Riduzione del dolore: Il rilassamento muscolare può aiutare a ridurre il dolore causato da tensioni muscolari, mal di testa e altre condizioni.
- Miglioramento dell’umore: Il rilassamento muscolare può aiutare a migliorare l’umore e a ridurre i sintomi di depressione.
Conclusioni:
- La pandemia di Covid-19 ha avuto un impatto significativo sulla salute mentale della popolazione.
- È necessario un impegno collettivo per contrastare la “tempesta perfetta” di crisi sanitaria, emotiva ed economica.
- Prendersi cura della salute mentale è fondamentale per il benessere individuale e collettivo.
Altri punti salienti:
- Il tasso di depressione in Italia è del 6,4%, superiore alla media europea.
- Le persone con disoccupazione hanno un rischio di depressione triplo rispetto a chi è occupato.
- La solitudine è un fattore di rischio per la depressione, in particolare tra gli anziani.
- È importante utilizzare internet per connettersi con le persone e accedere a supporti sociali.
- La pandemia ha evidenziato la necessità di investire nella salute mentale.
Suggerimenti:
- Se stai vivendo sintomi di ansia o depressione, è importante chiedere aiuto a un professionista della salute mentale.
- Ci sono molte risorse disponibili per aiutarti a gestire l’ansia e la depressione, come la terapia, i farmaci e i gruppi di supporto.
- È importante prendersi cura di sé stessi anche fisicamente, mangiando sano, facendo esercizio fisico e dormendo a sufficienza.
- La pandemia ha portato a un aumento della consapevolezza sulla salute mentale, e questo è un passo positivo.
Note:
- La parte di ‘Facciamo il punto’ si basa sul testo “Ansia e Depressione nella Pandemia Covid-19” disponibile online.
- È importante consultare un professionista della salute mentale per ottenere una diagnosi e un trattamento adeguati.
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